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frazionamneto e tipo mappale |

dallanroger
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27 Settembre 2025 alle ore 07:56
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Buongiorno, chiedo un confronto sulla corretta procedura catastale relativa a un frazionamento finalizzato a un atto notarile di scambio di aree tra due proprietà urbane confinanti. Per ricostruire correttamente il confine è stato eseguito un rilievo strumentale appoggiato a più punti fiduciali. Ho inoltre presentato una richiesta di accesso agli atti presso l’Agenzia delle Entrate – Territorio, per verificare l’eventuale esistenza di precedenti tipi di frazionamento utili alla determinazione della linea. Dalla ricerca non sono risultati disponibili precedenti frazionamenti riguardanti tale confine. Dal nuovo rilievo è emerso che i fabbricati di una delle proprietà risultano rappresentati nella mappa del Catasto terreni con un errore di posizionamento di circa 1,50 m. La loro posizione cartografica sembra essere stata originariamente determinata utilizzando come appoggio la precedente linea di confine, risultata non corretta. Le porzioni oggetto dello scambio corrispondono al Catasto fabbricati: - da una parte, a una corte esclusiva collegata all’immobile del mio cliente;
- dall’altra, a una porzione di un subalterno BCNC appartenente alla proprietà confinante.
I proprietari dei fabbricati cartograficamente spostati non sono miei clienti, ma sono assistiti da un collega. Inizialmente il collega aveva manifestato la disponibilità a convincere i propri clienti a correggere la posizione dei fabbricati mediante il necessario aggiornamento catastale; successivamente ha cambiato orientamento e propone ora di presentare, prima dell’atto, soltanto il tipo di frazionamento, rinviando ogni altra sistemazione. Chiedo pertanto: È tecnicamente corretto presentare il solo tipo di frazionamento, introducendo la nuova linea di confine ma lasciando i fabbricati nella posizione cartografica risultata errata? Considerato che le aree da scambiare corrispondono a una corte esclusiva e a un BCNC, è possibile stipulare l’atto utilizzando soltanto le particelle derivate al Catasto terreni, mantenendo temporaneamente invariati l’elaborato planimetrico e l’elenco subalterni? Sarebbe invece necessario, o comunque più corretto, presentare prima dell’atto un tipo misto, frazionamento più tipo mappale, correggendo la posizione dei fabbricati, e identificare anche al Catasto fabbricati le porzioni oggetto dello scambio? Quale causale PREGEO ritenete più appropriata per correggere la posizione di fabbricati precedentemente inseriti utilizzando come riferimento una linea di confine risultata errata? L’eventuale aggiornamento DOCFA non riguarderebbe le distribuzioni interne, ma la corretta rappresentazione e attribuzione delle aree esterne, della corte esclusiva e del BCNC, con conseguente aggiornamento dell’elaborato planimetrico e dell’elenco subalterni. Ringrazio anticipatamente chi potrà indicarmi la procedura più corretta ed eventuali riferimenti normativi o casi analoghi.
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