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Argomento: Docfa per variazione e precedente condono veranda
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bioffa69
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"rubino" ha scritto: "rubino" ha scritto: "bioffa69" ha scritto: "CESKO" ha scritto: "rubino" ha scritto: Lasciamo perdere, l'unica è chiedere all'amministrazione di cancellare i tuoi interventi in questa discussione. Si concordo! Ogni post, sempre una polemica ...... Concordo che ci siano sempre polemiche, ma sto giro fatte da Rubino, che propone adirittura di eliminare le risposte che indicano la procedura corretta per le denuncie Sarebbe da sapere per lui, se quella data da inserire nel DOCFA di utilizzbilità, se deve essere di comodo o la realtà, io e Antonio proponiamo per la realtà. Sarei più propenso a cancellare le risposte di chi invece mette date di comodo, evitando così di pagare i tributi dovuti all'Agenzia e le eventuali differenze di imu, se dovuto (evidentemente parlo di Rubino, viste le sue risposte). Saluti Di nuovo questa storia della procedura corretta? Non è quella e non la stabilite tu e l'altro! Prima che mi imputino parole che non ho scritto, ripeto che la variazione è opportuno che si faccia una volta sola indicando le due causali compatibili: come ampliamento e come diversa distribuzione degli spazi interni, riportando prioritariamente l' ultima data di ultimazione dei lavori interni ed indicando in relazione la data di realizzazione della veranda, come da pratica CHIUSA di condono. Una sola planimetria entra in atti, VERA come da stato odierno dei luoghi, una sola consistenza REALE, un solo classamento ed una sola rendita, conforme all' attualità. Questa è proprio la procedura di chi vuole fare il furbo, non pagando i diritti dovuti,,ed evitando di pagare la differnza di imu , se dovuta. Dichiariamo tutto come se fosse fatto adesso, e chi se ne frega.
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bioffa69
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"rubino" ha scritto: Ma figuriamoci chi scrive di buon gusto. Ammettiamo per un momento che sia corretto procedere come scrivi, cioè redigendo due denunce di variazione in funzione dei due tempi diversi delle opere che hanno interessato l'.u.i.: 1) la veranda, IPOTIZZO sanata con il primo condono L. 47/85 dal precedente proprietario 2) la diversa distribuzione degli spazi interni, realizzata con CILA quindi IPOTIZZO successiva alla realizzazione della veranda, che poi è quello che scrive il forumista proponente il quesito. quindi la prima variazione verrebbe redatta con una planimetria riportante la veranda e la divisione interna che oggi non c'è (da dove si va a copiare?), domanda: sappiamo il significato del termine "ASSEVERAZIONE"? Chiedo ai Colleghi forumisti: asseverereste con timbro e firma, assumendovene TUTTE le responsabilità e facendone assumere al dichiarante attuale, che NON ha realizzato la veranda, una planimetria, una denuncia di variazione, una consistenza, un classamento ed una rendita basati su una divisione interna che non c'è? la seconda, con veranda e diversa distribuzione interna, questa volta riscontrabile. Anche in questo caso tutto va asseverato, contraddicendo quanto è stato inviato DALLO STESSO TECNICO con la variazione precedente, concatenata e registrata dall'Agenzia delle Entrate - Territorio: un'altra planimetria, un'altra consistenza, un altro classamento ed un'altra rendita. Qual'è la differenza? Se il Catasto va a fare il sopralluogo per controllare la prima variazione - ricordo i due tipi di controlli: a sorteggio e deterministico, mettiamo venga sorteggiata la prima pratica - cosa trova il funzionario? La veranda e una divisione interna che non c'è. Può il tecnico - che è SEMPRE LO STESSO - sostenere che non l'aveva vista e quindi non denunciata nella prima variazione trattando SOLO l'ampliamento dovuto alla veranda? Ci vediamo al Consiglio di Disciplina. Tornando all'inizio della discussione, bene fa il collega ad accertarsi RIGOROSAMENTE dell'avvenuta sanatoria della veranda da parte del Comune: faccio presente che questi NON poteva chiudere la pratica di condono se non veniva inoltrata la prova dell'avvenuto aggiornameto catastale che, se stiamo qui, non è stato denunciato, questo per dire che secondo me il condono, quanto meno, non è stato chiuso mancando il provvedimento finale. Saluti. Ti sfugge sempre le date che si dichiarano nei documenti, mi sembra non riesca ad arrivare al senso delle stesse, sai cosa significano?
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samsung
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Ho letto la discussione anche se non ricordo bene cosa ha detto chi. Vorrei dire come affronterei personalmente la situazione: Per quanto riguarda il balcone che diventa veranda hai due possibilita al catasto terreni, non fare nulla come suggerisce qualcuno oppure fare TM con la veranda in linea tratteggiata, sono entrambe soluzioni valide, puoi scegliere. Sulla regolarità urbanistica: è buona cosa ragionare col cliente su tale regolarità, tuttavia siccome noi siamo obbligati a rappresentare lo stato dei luoghi così come si trova se il cliente ci dice di rappresentare completamente ciò che esiste non abbiamo problemi, al contrario se ci chiedesse di ometterla questo si che sarebbe un problema, la regolarità urbanistica si esegue solo se ce lo chiede il cliente, noi dobbiamo solo tratteggiare i pro ed i contro dei diversi casi. Quindi alla luce delle dichiarazioni del cliente non vedo problemi a rappresentare la veranda in planimetria. Ci si dimentica troppo spesso che è lui il dichiarante. Farei un docfa unico con le due causali perchè a rigor di logica oggi 3 marzo l'u.i.u. è costituita da veranda e tramezzi spostati. Se rappresentassi solo una parte delle differenze e dopo qualche giorno le altre parti, la prima docfa sarebbe di fatto un falso. Io mi regolerei così, se faccio un docfa con due causali non sbaglio, sefaccio due docfa uno è un falso. La piastrellatura della corte in poligono D: è capitato anche a me che un tecnico me lo chiedesse, ho visto che è una interpretazione personale in quanto altri tecnici davano ragione a me. Vedendo da Google earth che parte della corte (il marciapiedi) era piastrellato pretendeva che lo poligonassi D, ho chiesto gli estremi di note circolari o leggi che lo prevedessero, ma non ottenni altro che si poligona D in quando è D. Insistetti con F richiamando un documento ( non ne ricordo più la natura) che diceva che una corte e simili si poligona F qualunque sia lo stato di finitura. Alla fine fu accettato come F. Cordialmente Spero di non aver confuso le acque
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bioffa69
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"samsung" ha scritto: Ho letto la discussione anche se non ricordo bene cosa ha detto chi. Vorrei dire come affronterei personalmente la situazione: Per quanto riguarda il balcone che diventa veranda hai due possibilita al catasto terreni, non fare nulla come suggerisce qualcuno oppure fare TM con la veranda in linea tratteggiata, sono entrambe soluzioni valide, puoi scegliere. Sulla regolarità urbanistica: è buona cosa ragionare col cliente su tale regolarità, tuttavia siccome noi siamo obbligati a rappresentare lo stato dei luoghi così come si trova se il cliente ci dice di rappresentare completamente ciò che esiste non abbiamo problemi, al contrario se ci chiedesse di ometterla questo si che sarebbe un problema, la regolarità urbanistica si esegue solo se ce lo chiede il cliente, noi dobbiamo solo tratteggiare i pro ed i contro dei diversi casi. Quindi alla luce delle dichiarazioni del cliente non vedo problemi a rappresentare la veranda in planimetria. Ci si dimentica troppo spesso che è lui il dichiarante. Farei un docfa unico con le due causali perchè a rigor di logica oggi 3 marzo l'u.i.u. è costituita da veranda e tramezzi spostati. Se rappresentassi solo una parte delle differenze e dopo qualche giorno le altre parti, la prima docfa sarebbe di fatto un falso. Io mi regolerei così, se faccio un docfa con due causali non sbaglio, sefaccio due docfa uno è un falso. La piastrellatura della corte in poligono D: è capitato anche a me che un tecnico me lo chiedesse, ho visto che è una interpretazione personale in quanto altri tecnici davano ragione a me. Vedendo da Google earth che parte della corte (il marciapiedi) era piastrellato pretendeva che lo poligonassi D, ho chiesto gli estremi di note circolari o leggi che lo prevedessero, ma non ottenni altro che si poligona D in quando è D. Insistetti con F richiamando un documento ( non ne ricordo più la natura) che diceva che una corte e simili si poligona F qualunque sia lo stato di finitura. Alla fine fu accettato come F. Cordialmente Spero di non aver confuso le acque Se tu dichiari che in data , per esempio , 01/01/1998, è stato fatto l'ampliamento della veranda, come da pratica edilizia ecc.ecc., la distribuzione degli interni che puoi dichiarare è solo quella in essere in data 01/01/1998, nessun falso. Poi se in data 10/10/2012, è stata fatta al variazione interna, quella la dichiari con data di efficacia 10/10/2012. nessun falso. Se invece fai solo una variazione in data 10/10/2012, dichairando la variazione interna e l'ampliamento per la veranda, questo si che è un falso (oltre al possibile danno erariale, per diritti e differenze imu), visto che la data che ti chiede il DOCFA, è quando sono state fatte le opere e diventate utilizzabili, è falso se dichiari per i diversi intervneti un'unica data, non ci sono dubbi. Saluti
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samsung
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Vedo che la discussione è andata avanti mentre scrivevo. Penso che si possa trovare il modo di accontentare le esigenze di tutti, di chi vuole una storia fiscale chiara, e chi vuole presentare documenti che non possano essere criticati. Per esempio la quastione temporale dei due epoche di intervento potrebbe essere chiarita in relazione. Non so se lo considerate sufficiente. Cordialmente
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samsung
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"bioffa69" ha scritto:
Se invece fai solo una variazione in data 10/10/2012, dichairando la variazione interna e l'ampliamento per la veranda, questo si che è un falso (oltre al possibile danno erariale, per diritti e differenze imu), visto che la data che ti chiede il DOCFA, è quando sono state fatte le opere e diventate utilizzabili, è falso se dichiari per i diversi intervneti un'unica data, non ci sono dubbi. Ho capito il tuo punto di vista
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bioffa69
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"samsung" ha scritto: Vedo che la discussione è andata avanti mentre scrivevo. Penso che si possa trovare il modo di accontentare le esigenze di tutti, di chi vuole una storia fiscale chiara, e chi vuole presentare documenti che non possano essere criticati. Per esempio la quastione temporale dei due epoche di intervento potrebbe essere chiarita in relazione. Non so se lo considerate sufficiente. Cordialmente Se pensi che la tua Agenzia accetti, di incassare 70 € in meno, perchè lo spieghi in relazione, ok, si può fare. Per mia esperienza, qui rigettano DOCFA, dove oltre a variare con pratica edilizia quello che si è fatto, si cooreggono errori grafici della scheda precedente, richiedono, prima docfa per esatta rappresentazione con data del DOCFA vecchio o md.D o 44, che fosse, poi la variazione in oggetto, vogliono tutti i passaggi, figurati se passa un DCOFA, dove dichairo in relazione che la veranda è in realtà stata realizzata anni prima.
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"rubino" ha scritto: Ma figuriamoci chi scrive di buon gusto. Ammettiamo per un momento che sia corretto procedere come scrivi, cioè redigendo due denunce di variazione in funzione dei due tempi diversi delle opere che hanno interessato l'.u.i.: 1) la veranda, IPOTIZZO sanata con il primo condono L. 47/85 dal precedente proprietario 2) la diversa distribuzione degli spazi interni, realizzata con CILA quindi IPOTIZZO successiva alla realizzazione della veranda, che poi è quello che scrive il forumista proponente il quesito. quindi la prima variazione verrebbe redatta con una planimetria riportante la veranda e la divisione interna che oggi non c'è (da dove si va a copiare?), domanda: sappiamo il significato del termine "ASSEVERAZIONE"? Chiedo ai Colleghi forumisti: asseverereste con timbro e firma, assumendovene TUTTE le responsabilità e facendone assumere al dichiarante attuale, che NON ha realizzato la veranda, una planimetria, una denuncia di variazione, una consistenza, un classamento ed una rendita basati su una divisione interna che non c'è? la seconda, con veranda e diversa distribuzione interna, questa volta riscontrabile. Anche in questo caso tutto va asseverato, contraddicendo quanto è stato inviato DALLO STESSO TECNICO con la variazione precedente, concatenata e registrata dall'Agenzia delle Entrate - Territorio: un'altra planimetria, un'altra consistenza, un altro classamento ed un'altra rendita. Qual'è la differenza? Se il Catasto va a fare il sopralluogo per controllare la prima variazione - ricordo i due tipi di controlli: a sorteggio e deterministico, mettiamo venga sorteggiata la prima pratica - cosa trova il funzionario? La veranda e una divisione interna che non c'è. Può il tecnico - che è SEMPRE LO STESSO - sostenere che non l'aveva vista e quindi non denunciata nella prima variazione trattando SOLO l'ampliamento dovuto alla veranda? Ci vediamo al Consiglio di Disciplina. Tornando all'inizio della discussione, bene fa il collega ad accertarsi RIGOROSAMENTE dell'avvenuta sanatoria della veranda da parte del Comune: faccio presente che questi NON poteva chiudere la pratica di condono se non veniva inoltrata la prova dell'avvenuto aggiornameto catastale che, se stiamo qui, non è stato denunciato, questo per dire che secondo me il condono, quanto meno, non è stato chiuso mancando il provvedimento finale. Saluti. Non prendi in cosiderazione il fatto che le due pratiche DOCFA sarebbero inviate contemporaneamente e con la spunta di pratiche concatenate. Questo vuol dire che vengono assegnate entrambi ad un tecnico e da lui esaminate manualmente e non in automatico. Le due pratiche se passano positivamente l'esame, verranno registrate contemporaneamente una, la prima, e di seguito l'altra, la seconda. Non ci potrà mai essere una pratica docfa registrata e l'altra no. Entrambe saranno o non registrabili o registrabili e inserite in atti contemporaneamente. Le pratiche inviate concatenate generalmente servono apposta, per recuperare e mettere ordine alla storia catastale dell'unità immobiliare interessata da interventi eseguiti in epoche differenti. Anche secondo me il condono è possibile non sia stato rilasciato, proprio perchè veniva obbligatoriamente richiesto l'aggiornamento catastale prima del rilascio della sanatoria dal comune. Il fatto che la veranda oggetto del condono non sia stata accatastata richiede il rigoroso controllo sull'effettivo rilascio del provvedimento.
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CESKO
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"bioffa69" ha scritto: Se pensi che la tua Agenzia accetti, di incassare 70 € in meno, perchè lo spieghi in relazione, ok, si può fare. Secondo me non è tanto la questione dei 70 euro in più o in meno, ma tutto verte poi sull'onorario finale del tecnico (non credo che una variazione sia in regalo). Se ragioniamo ai fini della continuità storica catastale, allora è giusto che si facessero due pratiche, ma di fatto .... rimangono solo date che rimangono sulla pratica Docfa e non emergono dalla visura. In caso di trasferimento (esempio) mai nessuno potrà obiettare la cronologia e/o l'ordine temporaneo della/delle variazione/i in quanto si andrà a verificare esclusivamente la conformità urbanistica con quella catastale in base ai titoli autoritativi rilasciati dall'ente. Io la vedo così
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"CESKO" ha scritto: "bioffa69" ha scritto: Se pensi che la tua Agenzia accetti, di incassare 70 € in meno, perchè lo spieghi in relazione, ok, si può fare. Secondo me non è tanto la questione dei 70 euro in più o in meno, ma tutto verte poi sull'onorario finale del tecnico (non credo che una variazione sia in regalo). Se ragioniamo ai fini della continuità storica catastale, allora è giusto che si facessero due pratiche, ma di fatto .... rimangono solo date che rimangono sulla pratica Docfa e non emergono dalla visura. In caso di trasferimento (esempio) mai nessuno potrà obiettare la cronologia e/o l'ordine temporaneo della/delle variazione/i in quanto si andrà a verificare esclusivamente la conformità urbanistica con quella catastale in base ai titoli autoritativi rilasciati dall'ente. Io la vedo così Non so quando è stato effettuato l'acquisto dell'immobile, ma ci sarebbe da obiettare sulla dichiarazione di conformità dei dati catastali e della planimetria non aggiornata nell'atto di compravendita dove è omessa la veranda. Ci sarebbe da verificare anche il titolo e se c'è riportata la veranda nella descrizione del bene. Anche su questo nutro dei seri dubbi. Così io la penso.
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samsung
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"bioffa69" ha scritto: Per mia esperienza, qui rigettano DOCFA, dove oltre a variare con pratica edilizia quello che si è fatto, si cooreggono errori grafici della scheda precedente, richiedono, prima docfa per esatta rappresentazione con data del DOCFA vecchio o md.D o 44, che fosse, poi la variazione in oggetto, vogliono tutti i passaggi, figurati se passa un DCOFA, dove dichairo in relazione che la veranda è in realtà stata realizzata anni prima. Le tue argomentazioni mi appaiono fondate, è un modo di vedere le cose tuttavia mi pare di ricordare di aver presentato pratiche così impostate, ma forse risalivano a momenti più permissivi, anno dopo anno le maglie del controllo si fanno sempre più strette. Dovrei riflettere: ci sono casi di sanatorie dove si elencano diversi tempi di intervento, ma la Sanatoria è una sola. Impostare per esempio 3 docfa per una Sanatoria la vedo più una forzatura che un lavoro scupoloso. Il Catasto è diventata materia per avvocati.
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... e filosofi: Non prendi in cosiderazione il fatto che le due pratiche DOCFA sarebbero inviate contemporaneamente e con la spunta di pratiche concatenate. Questo vuol dire che vengono assegnate entrambi ad un tecnico e da lui esaminate manualmente e non in automatico. Le due pratiche se passano positivamente l'esame, verranno registrate contemporaneamente una, la prima, e di seguito l'altra, la seconda. Non ci potrà mai essere una pratica docfa registrata e l'altra no. Entrambe saranno o non registrabili o registrabili e inserite in atti contemporaneamente. Guarda che NON ho scritto il contrario, ho scritto che sono in contraddizione e che è lo stesso tecnico che con la prima dichiara una cosa ma ne omette un'altra, che dichiara nella seconda variazione, asseverando entrambe con timbro e firma. Le pratiche inviate concatenate generalmente servono apposta, per recuperare e mettere ordine alla storia catastale dell'unità immobiliare interessata da interventi eseguiti in epoche differenti. Le pratiche concatenate non servono allo scopo che hai scritto, te lo faccio dire dall'AI che attinge dal Collegio di Firenze (ma guarda un pò!): "Il[color=#0a0a0a; font-family: 'Google Sans', Arial, sans-serif; font-size: 16px;" data-wiz-uids="t7NYUe_8" data-sfc-cb=""> DOCFA concatenato
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Topgun
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"samsung" ha scritto: "bioffa69" ha scritto: Per mia esperienza, qui rigettano DOCFA, dove oltre a variare con pratica edilizia quello che si è fatto, si cooreggono errori grafici della scheda precedente, richiedono, prima docfa per esatta rappresentazione con data del DOCFA vecchio o md.D o 44, che fosse, poi la variazione in oggetto, vogliono tutti i passaggi, figurati se passa un DCOFA, dove dichairo in relazione che la veranda è in realtà stata realizzata anni prima. Le tue argomentazioni mi appaiono fondate, è un modo di vedere le cose tuttavia mi pare di ricordare di aver presentato pratiche così impostate, ma forse risalivano a momenti più permissivi, anno dopo anno le maglie del controllo si fanno sempre più strette. Dovrei riflettere: ci sono casi di sanatorie dove si elencano diversi tempi di intervento, ma la Sanatoria è una sola. Impostare per esempio 3 docfa per una Sanatoria la vedo più una forzatura che un lavoro scupoloso. Il Catasto è diventata materia per avvocati. Nel caso in questione l'Agenzia deve poter controllare se non c'è stata evasione fiscale a causa del mancato accatastamento della veranda nei giusti tempie aggiornamento della rendita. Per questo il catasto procede all'accertamento e deve poterlo fare sulla parte della rendita influenzata dall'ampliamento e non dalle opere interne. Il comune può richiedere l'IMU per gli ultimi cinque anni precedenti dalla registrazione del docfa. Non li deve invece chiedere per le opere interne effettuate di recente. Ecco perchè vanno scorporate le pratiche. Che c'entrano gli avvocati ? Al cliente siamo noi che dobbiamo dare le giuste indicazioni affinchè possa pagare al fisco o alle casse comunali quello che devono, non un dollaro di più e nè di uno di meno.
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