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Fusione con Condono edilizio L47/1985 |
Monica85
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Buongiorno, utilizzando il condono del '85 un proprietario di due porzioni di immobile attigui ha operato una fusione degli stessi. La doumentazione all'interno la pratica è molto scarna, non c'è alcuna relazione, a nome del proprietario viene presentata domanda a sanatoria per "ristrutturazione del fabbricato di mia proprietà", pagata l'oblazione per tutta la superficie interna, allegata una foto della facciata e una pianta con solo lo stato attuale dell'immobile, schede catastali in cui si opera la fusione di due sub. Domanda: era la procedura corretta per una fusione, considerato l'anno e la legge in questione? L'immobile in questione si può considerare conforme e commerciabile?
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Manero
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Intanto verifica se il condono è stato rilasciato dal Comune.
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anonimo_leccese
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"Manero" ha scritto: Intanto verifica se il condono è stato rilasciato dal Comune. Data la descrizione di quanto "trovato nella pratica" non credo proprio... purtroppo ne vedo sempre più di pratiche del genere, risalenti al mitico periodo del primo condono dell'85 - Qualche foglietto e ricevute d'oblazione pagata... chiaramente il comune (qualunque esso sia) mi chiede di chiudere prima la sanatoria con regolare PAC e poi sognarsi di fare altre modifiche... salvo non ti stia cadendo il solaio in testa.... Probabilmente ora con il megafono che ha strombazzato sul salva-casa tutti credono che possono sistemate tutto... P.S.: Avevo aperto una discussione su eventuali presentazione di pratiche in salva-casa, ma sembra sia ancora vuoto...
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Manero
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"anonimo_leccese" ha scritto: "Manero" ha scritto: Intanto verifica se il condono è stato rilasciato dal Comune. Data la descrizione di quanto "trovato nella pratica" non credo proprio... purtroppo ne vedo sempre più di pratiche del genere, risalenti al mitico periodo del primo condono dell'85 - Qualche foglietto e ricevute d'oblazione pagata... chiaramente il comune (qualunque esso sia) mi chiede di chiudere prima la sanatoria con regolare PAC e poi sognarsi di fare altre modifiche... salvo non ti stia cadendo il solaio in testa.... Probabilmente ora con il megafono che ha strombazzato sul salva-casa tutti credono che possono sistemate tutto... P.S.: Avevo aperto una discussione su eventuali presentazione di pratiche in salva-casa, ma sembra sia ancora vuoto... L'immobile è commerciabile con la sola richiesta del condono anche se non rilasciato. E' sufficiente riportare ed allegare la modulistica e l'avvenuto pagamento degli oneri e dell'oblazione in atto. Ci sarebbe anche il silenzio assenso, qualora la pratica sia completa di tutti gli allegati e adempimenti richiesti. La mia domanda era tesa però a tutelare l'acquirente.
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anonimo_leccese
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"Manero" ha scritto: L'immobile è commerciabile con la sola richiesta del condono anche se non rilasciato. E' sufficiente riportare ed allegare la modulistica e l'avvenuto pagamento degli oneri e dell'oblazione in atto. Ci sarebbe anche il silenzio assenso, qualora la pratica sia completa di tutti gli allegati e adempimenti richiesti. La mia domanda era tesa però a tutelare l'acquirente. Rischio di incommerciabilità provvisoria degli immobili con domande di condono inevase e in attesa di definizione Con l’entrata in vigore della L. 662/1996 è stato effettuato un severo giro di vite alla commerciabilità degli immobili in funzione della loro conformità urbanistico edilizia. www.studiotecnicopagliai.it/nullita-atto...
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Manero
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E' giusto leggere il Pagliai ma non facciamo per favore, confusione. Ecco quello che riporta la L. 662/1996 indicata da anonimo leccese e ditemi voi se equivale al titolo dell'articolo del Pagliai. L. 662/96 obbligo menzionare ulteriore elementi delle domande di condono pendenti In estrema sintesi, qualora sull’immobile vi siano domande di condono pendenti e presentate ai sensi della L. 47/85 (quindi per tutti e tre i condoni edilizi), gli atti di cui al secondo comma dell’articolo 40 della legge 28 febbraio 1985..., aventi per oggetto fabbricati o porzioni di fabbricati costruiti senza concessione edilizia sono nulli e non possono essere rogati se non sono menzionati: -estremi della domanda di condono (invariato rispetto alla L. 47/85); -estremi degli avvenuti pagamenti dell’intera somma dovuta per oblazione (originariamente erano due rate); -estremi dell’avvenuto integrale pagamento degli eventuali oneri concessori (contributo costo di costruzione e oneri urbanizzazione); -attestazione avvenuta richiesta alle competenti autorità in caso di fabbricati soggetti ai vincoli di cui all’art. 32 L. 47/85 (es. Soprintendenze, Enti Parco, ecc): la questione potrebbe complicarsi quando i suddetti vincoli siano sopravvenuti rispetto alla...;.... Rispetto alla L. 47/85 la legge del 1996 aggiunge di riportare in atto la attestazione di richiesta di autorizzazione alle competenti autorità in caso di fabbricato soggetto a vincolo. Neanche l'autorizzazione definitiva, ma solo la richiesta. Il giro di vite è grosso, ma riguarda gli immobili eventualmente soggetti a vincolo, ed è sufficiente protocollare la sola domanda all'ente per evitare la incommerciabiità del bene e la nullità dell'atto successivo al 1996. Detto ciò è chiaro che io non farei mai acquistare un bene senza il condono rilasciato dal comune e senza autorizzazione dell'ente preposto in caso di vincolo.
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Pippocad
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Südtirol
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"Monica85" ha scritto: Buongiorno, utilizzando il condono del '85 un proprietario di due porzioni di immobile attigui ha operato una fusione degli stessi. La doumentazione all'interno la pratica è molto scarna, non c'è alcuna relazione, a nome del proprietario viene presentata domanda a sanatoria per "ristrutturazione del fabbricato di mia proprietà", pagata l'oblazione per tutta la superficie interna, allegata una foto della facciata e una pianta con solo lo stato attuale dell'immobile, schede catastali in cui si opera la fusione di due sub. Domanda: era la procedura corretta per una fusione, considerato l'anno e la legge in questione? L'immobile in questione si può considerare conforme e commerciabile? Tutti i condoni sono scarni. Come i progetti di quell'epoca. Beati i tecnici di allora. Ma se c'è la domanda, pagata l'oblazione, una foto, una pianta ed il catastino direi che quanto meno è un regolarmente depositato. Prima di commercializzarlo consiglio di verificare se il condono è stato rilasciato con il relativo provvedimento. Nel caso meglio chiuderlo ora per allora. Potrebbe non essere stato chiuso per svariati motivi. "Pigrizia" del Comune ma anche mancanza di autorizzazione di un ente terzo.
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Monica85
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Scusate per non averlo specificato, il condono è stato regolarmente rilasciato dal comune nel 1987, la pratica è conclusa. Quindi mi sembra di capire che sia regolare così. Mi ero un po stranita dalla pochezza di documentazione a guarnizione (al confronto di quello che si deve fare oggi se volessi operare una fusione con diverse opere strutturali). Vi ringrazio per le riposte.
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Manero
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Un condono non può essere stato rilasciato nel 1987.
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Monica85
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"Manero" ha scritto: Un condono non può essere stato rilasciato nel 1987. C'è il provvedimento del sindaco, datato febbraio 1987. Recita così " Il Sindaco, visto l'art... della legge ... rende noto che ai sensi e per gli effetti del capo IV della legge 28 febbraio 1985 N 47 e successive modifiche ed integrazioni è stata rilasciata concessione edilizia in sanatoria in data ... (febbraio 1987) con il numero ... al nome ... (propretario in questione) per le opere relative alla " ristrutturazione del fabbricato residenziale..." eseguite abusivamente in via ... (indirizzo in questione) Chiunque può prendere visione presso l'Ufficio Tecnico del Comune, della concessione e dei relaitivi atti. Luogo, data, firma (il sindaco) Affiissione all'Albo Pretorio del comune (15 gg in febbraio 1987) E poi c'è un fascicoletto con 4 paginette che dovrebbe essere il rilascio della concessione in sanatoria, sempre timbrato e firmato dal sindaco e controfirmato dal proprietario nella stessa data, febbraio 1987. Se non si poteva, questi sicuro che non lo sapevano.
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anonimo_leccese
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"Monica85" ha scritto: "Il Sindaco, visto l'art... della legge ...rende noto che ai sensi e per gli effetti del capo IV della legge 28 febbraio 1985 N 47 e successive modifiche ed integrazioni è stata rilasciata concessione edilizia in sanatoria in data ... (febbraio 1987) con il numero ... al nome ... (propretario in questione) per le opere relative.... Ci scommetto che il proprietario ed il sindaco avevano il medesimo cognome....o comunque parenti affini
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tony59
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Vedi bene, di solito prima c'è il richiamo "Vista la domanda presentata in data" ..... ecc., si rilascia la concessione edilizia in sanatoria, e chiaramente è una data successiva.
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Monica85
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"anonimo_leccese" ha scritto: "Monica85" ha scritto: "Il Sindaco, visto l'art... della legge ...rende noto che ai sensi e per gli effetti del capo IV della legge 28 febbraio 1985 N 47 e successive modifiche ed integrazioni è stata rilasciata concessione edilizia in sanatoria in data ... (febbraio 1987) con il numero ... al nome ... (propretario in questione) per le opere relative.... Ci scommetto che il proprietario ed il sindaco avevano il medesimo cognome....o comunque parenti affini Eh, potrebbe essere, non hanno lo stesso cognome, ma è un comune minuscolo. x Tony59: ovviamente c'è, ma non potevo riportare tutto, la domanda è datata febbraio '86.
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tony59
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Quindi riepilogando, è stata presentata domanda di condono edilizio, pagato l'oblazione, fatto la pratica di aggiornamento catastale, è stata rilasciata la concessione edilizia in sanatoria da parte del Comune, pertanto secondo mio modesto parere l'immobile può considerarsi conforme e commerciabile.
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Manero
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Nonostante sia stranissimo che un comune per quanto sia stato ultra organizzato nel rilasciare un condono edilizio richiesto solo un anno prima senza avere il tempo materiale per una benchè minima istruttoria comunale, tanto da indurmi a pensare che sia stata la primissima concessione in sanatoria nazionale rilasciata, ritengo anche io l'immobile regolarmente commerciabile a condizione che gli estremi della concessione in sanatoria e tutti gli altri eventuali titoli autorizzativi che legittimano eventuali altre opere edilizie eseguite successivamente, vengano riportate nell'atto di compravendita.
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