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DO.C.FA. con cointestari... |
Micheligno
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Ciao a tutti,mi chiamo Michele e posto dalla provincia di Pisa.Comincio col dirvi che è un piacere aver trovato un forum che si occupa in maniera così dettagliata della ns. professione e vado subito a presentarmi il mio problema. Per la realizzazione di un centro estetico, ho eseguito una ristrutturazione edilizia su due fondi artigianali i quali,per esigenze progettuali,sono stati uniti. I due subalterni,A e B,sono intestati a due proprietari distinti quindi mi è sorto un problema:come devo rappresentare la cosa nelle planimetrie?Devo presentare due pratiche Do.C.Fa.,una per proprietario?Occorre cambiare il subalterno?E' giusto impostare la procedura come unità in variazione?Essendoci stata la variazione interna per diversa distribuzione dei locali,ho anche una variazione a livello di classamento (gli immobili sono classati attualmente come C3 di classe U)? La cointestazione di immobile è accettata dall'U.T.E. anche con la versione 3.00.3? Mi scuso in anticipo per le domande banali,ma ho iniziato la professione da poco e certe cose preferisco chiederle che tacerle! Grazie Mille!! :lol:
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Moloch
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Terricciola-Pisa
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dado48
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Terzo pianeta del Sistema Solare
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Ogni proprietà (intesa come unità immobiliare "catastale" intestata alle stesse persone) deve essere trattata singolarmente a partire dal T.M (se necessario) per finire con il Docfa. E' giusto presentare una variazione. Cambiando la categoria e/o la consistenza, deve essere cambiato anche il subalterno. Cosa intendi per cointestazione?? Attenzione all'elenco subalterni ed al Tipo Planimetrico. Sto trattando anch'io un caso analogo a Milano e mi trovo inguaiato con l"E.P. (il mio problema in ogni modo è dato dall'elenco sub. di circa 130 nº e dall'impossibilità di dislocarne alcuni).
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Moloch
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Intanto grazie del reply. Per cointestazione io intendo che pur essendo materialemente uniti,i due fondi hanno però mantenuto le proprietà distinte.Non sono nella sotuazione di effettuare una fusione in quanto i fondi sono stati dati in affitto quindi l'attuale situazione di diversa distribuzione dei locali sarà transitoria,per tutta la durata dell'affitto,senza considerare che essendo nel caso di fondi a destinazione artigianale,non ho effettuato nessuna variazione alivello di consistenza ne a livello di classamento quindi non vendo il motivo di effettuare una variazione.Comunque si,per il discorso dell'elenco subalterni mi ero gia fatto fare una stampa ma sostanzialmente il precedente tecnico ha fatto un bel po di casino perchè si è dimenticaro di riportare sull'E.P. due passaggi di frazionamento di subalterni:risultato?ora ho un'E.P. che da aggiornare ed una corte comune che è stata prima divisa,poi variata (per cambio d'uso) e poi riunita nuovamente.Quello che chiedo è:come mi devo comportare?E' giusgto fare una costituzione di nuovo subalterno?Non ci sono vie meno complesse ed indolore? Aspetto risposte, Grazie!! P.S: La tua situazione cmq è parecchio più complessa,Milano deve essere un vero "divertimento" dal punto di vista catastale,vero? Io sto in un piccolo paese dell'entroterra pisano e certe cose non mi capitano,mi spiace di nn poterti dare piu consigli... :roll:
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Moloch
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dado48
(GURU)
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Terzo pianeta del Sistema Solare
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Anche il mio caso è costituito da due unità immobiliari adiacenti, appartenenti a due proprietari (Categoria A/10 - Uffici). Le due unità sono state materialmente unite per ricavarne un poliambulatorio medico, ma non per questo posso fonderle in catasto. Di più, una delle due, pur mantenendo la stessa identica superficie, è variata nella consistenza da 4,5 a 6 vani perchè da 3 locali di grandi dimensioni si sono ricavati 4 studi medici ed una sala di attesa (oltre ai servizi). Quest'ultima unità immobiliare dovrà essere trattata con un Docfa in variazione (ampliamento, diversa distribuzione degli spazi interni) con la soppressione dell'attuale sub e la costituzione di un nuovo sub. Da questo, il Catasto fabbricati, giustamente, pretende l'elenco subalterni e l'elaborato planimetrico aggiornati: il guaio consiste nel fatto che alcuni nostri colleghi predecessori se ne siano infischiati di aggiornare questi documenti in occasione di 4 precedenti variazioni, con il risultato che sto operando su documentazione sbagliata, purtroppo non so in quale posizione. Ho pensato di richiedere la visura storica delle particelle variate (i subalterni oltre il 701) per individuare il legame tra le soppresse e le costituite. La tua attuale categoria è C/3 (laboratori e locali di deposito): se anche la nuova destinazione ricade in questa categoria e se non cambia la consistenza dell'unità, non devi presentare nessuna variazione. Buon lavoro
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Paolo_Campioni
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"dado48" ha scritto: Di più, una delle due, pur mantenendo la stessa identica superficie, è variata nella consistenza da 4,5 a 6 vani perchè da 3 locali di grandi dimensioni si sono ricavati 4 studi medici ed una sala di attesa (oltre ai servizi). Quest'ultima unità immobiliare dovrà essere trattata con un Docfa in variazione (ampliamento, diversa distribuzione degli spazi interni) con la soppressione dell'attuale sub e la costituzione di un nuovo sub. Non si tratta di ampliamento ma solo di "diversa distribuzione degli spazi interni". Per quanto riguarda il rifacimento dell'EP ti indico una nota n. 36363 del 31/05/2002 dell'Agenzia del Territorio DIREZIONE CENTRALE CARTOGRAFIA, CATASTO E PUBBLICITA' IMMOBILIARE "Oggetto: Procedura Docfa 3.0 - Elaborato planimetrico. Il Collegio dei Geometri della provincia di Bologna, con la nota sopra citata, ha formulato una richiesta di chiarimenti in merito all'obbligo della presentazione dell'elaborato planimetrico, nel casi di denunce di variazione. In proposito si ritiene opportuno - preliminarmente - richiamare le norme riportate nella circolare n. 9 del 26/11/2001, che prevedono l'obbligatorieta' della presentazione dell'elaborato pianimetrico, nei casi di denuncia di variazione, qualora ricorra una delle seguenti eventualita': - l'elaborato stesso sia gia' presente agli atti dell'ufficio (indipendentemente dalla sua rasterizzazione o meno); - si debbano costituire beni comuni (sensibili e/o non sensibili); - si debbano individuare unita' ascrivibili alle categorie fittizie (in quanto, in questa fattispecie, non si presenta la planimetria della singola unita'). Per quanto riguarda, invece, l'aspetto operativo, la predetta circolare precisa che, qualora l'elaborato sia gia' depositato agli atti, possa essere consentita la presentazione della sola pagina variata. Premesso quanto sopra, anche nell'eventualita' che l'elaborato non sia presente agli atti dell'Ufficio, per ragioni di coerenza e di omogeneita', vi e' la possibilita' dell'applicazione dello stesso principio (presentazione della sola pagina variata), qualora il tecnico incaricato debba provvedere alla predisposizione di una denuncia di variazione che imponga necessariamente la compilazione di tale elaborato. Pertanto, anche in questa fattispecie esso puo' essere predisposto come singola pagina riguardante esclusivamente la porzione dei fabbricato interessata dalla variazione, con l'obbligo pero' di rappresentare l'intero piano. Con eventuali successive variazioni l'elaborato gia' presentato sara' integrato con ulteriori pagine, compilate con lo stesso criterio cosi' da completarlo nel tempo. Si invitano le Direzioni Compartimentali a portare quanto sopra a conoscenza dei dipendente Uffici, che provvederanno a darne diffusione tempestiva a tutti gli altri Ordini professionali abilitati non inseriti in indirizzo." Ciao Paolo
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dado48
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Per ora, e mi auguro che cambi presto, il Catasto attribuisce la rendita alle unità immobiliari di tipo "A" considerando quale unità di misura il "vano". Nel mio caso, l'Ufficio distaccato del Catasto di Milano presso il Comune di Bollate ha considerato ampliamento la formazione di 5 vani (quattro studi medici e una sala di attesa) contro i tre vani preesistenti. Non me la sento di controbattere, perchè oggi, così dice la normativa. La risposta di Paolo_Campioni in relazione all'Elaborato Planimetrico è in ogni modo esauriente e precisa. Grazie mille
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Moloch
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"dado48" ha scritto: Per ora, e mi auguro che cambi presto, il Catasto attribuisce la rendita alle unità immobiliari di tipo "A" considerando quale unità di misura il "vano". Nel mio caso, l'Ufficio distaccato del Catasto di Milano presso il Comune di Bollate ha considerato ampliamento la formazione di 5 vani (quattro studi medici e una sala di attesa) contro i tre vani preesistenti. Non me la sento di controbattere, perchè oggi, così dice la normativa. La risposta di Paolo_Campioni in relazione all'Elaborato Planimetrico è in ogni modo esauriente e precisa. Grazie mille Pure io ho risolto questa mattina con il tecnico del catasto che si occupa della validazione delle pratiche DO.C.FA. Ha confermato la bontà del modus operandi e ciò mi ha rincuorato. Sostanzialmente ho presentato due pratiche distinte (A e B) entrambe con l'E.P. aggiornato ad oggi,sono stato"graziato" dal dover ripresentare le pratiche con le precedenti variazioni (cosa,in realtà,formalmente esatta in quanto in catasto sono presenti documenti non completi e mancanti di passaggi chiave che quindi dovrebbero essere riportati,tant'è...).Ho presentato anche l'elenco subalterni aggiornato a data odierna e nella rappresentazione planimetrica ho riportato, ora nell'una ora nell'altra pratica, la distribuzione interna tratteggiata della parte cointestata. Come ti dicevo:niente variazione di classe,stessa consistenza e destinazione d'uso. Nella parte della relazione tecnica ho riportato semplicemente questa dicitura :""porzione di U.I.U. unita di fatto con quella del foglio ........ particella ........ sub........ rendita attribuita alla porzione di U.I.U. ai fini fiscali" con la quale metto a conoscenza l'U.T.E. del fatto che fiscalmente le U.I. restano distinte. :P
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Paolo_Campioni
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"dado48" ha scritto: Nel mio caso, l'Ufficio distaccato del Catasto di Milano presso il Comune di Bollate ha considerato ampliamento la formazione di 5 vani (quattro studi medici e una sala di attesa) contro i tre vani preesistenti. Non me la sento di controbattere, perchè oggi, così dice la normativa. La normativa è la circolare 2/1984 che recita: "II.2.3. - VARIAZIONI CHE ATTENGONO AD UNA DIVERSA SUDDIVISIONE INTERNADELL'U.I. CONSERVANDONE IL PERIMETRO Per questo tipo di variazioni non si ritiene necessario prevedere particolari procedure; si osserva solamente che: - la variazione dovrà essere richiesta con mod.44 corredato dalla nuova planimetria, sulla quale dovrà essere annotato a margine "sostituzione della planimetria"; - la richiesta di variazione va annotata immediatamente a mod. 57, riportando corrispondenza del subalterno interessato il protocollo del mod. 44, senza alcuna sigla (v. all. 18 fig. 2). Il subalterno non varierà ad accertamento eseguito. II.2.5. - AMPLIAMENTO O DEMOLIZIONE PARZIALE DI UNITA' IMMOBILIARE La variazione va richiesta con mod. 44, riferito all'unità originaria e corredato della nuova planimetria sulla quale dovrà essere annoiata la dicitura "In sostituzione del Fg...n..sub". Nel caso peraltro che per effetto dell'evento denunciato si abbia anche una modifica della rappresentazione in pianta del fabbricato, alla denuncia di variazione deve essere allegato in due copie un disegno in scala della nuova situazione planimetrica (nuovo tipo mappale, privo peraltro di dichiarazione mod. 3 SPC) redatto sulla base di un estratto di mappa. Poich‚ l'u.i. non conserva il proprio perimetro, la unità derivata assume un nuovo subalterno che deve essere annotato sul mod. 44 e sulla planimetria stessa." Ciao Paolo
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