Le sanzioni per la successione tardiva variano dal 45% al 120% dell’imposta dovuta, con possibilità di riduzione tramite ravvedimento operoso.
Per la mancata autoliquidazione della successione sono disciplinate dal D.L. 346/1990.
Possono variare in base al ritardo nella presentazione della dichiarazione:
1) Se la dichiarazione viene presentata con ritardo contenuto (ad esempio entro 30 giorni dal termine), la sanzione è pari al 60% - 120% dell’imposta dovuta.
2) Se non è dovuta alcuna imposta, l’importo minimo della sanzione è fissato tra €250 e €1.000.
3) La mancata presentazione della dichiarazione di successione entro un anno e 30 giorni dalla morte del defunto ha conseguenze decisamente gravi, con sanzioni che possono arrivare al 120% al 240% dell’imposta dovuta.
4) È possibile avvalersi del ravvedimento operoso per rimediare a eventuali ritardi o errori, riducendo la sanzione in rapporto al tempo trascorso.
Tipologie di dichiarazione e sanzioni • Dichiarazione tardiva: si considera tale quando la dichiarazione di successione viene presentata dopo i 12 mesi dalla data di apertura della successione, ma prima che l’Agenzia delle Entrate notifichi un avviso di accertamento.
In questo caso, la sanzione minima è pari al 45% dell’imposta dovuta se il ritardo è entro 30 giorni dalla scadenza, mentre se non è dovuta alcuna imposta, la sanzione fissa va da 150 a 500 euro.
Per ritardi superiori a 30 giorni, la sanzione sale fino al 120% dell’imposta liquidata, con importo fisso da 250 a 1.000 euro se non è dovuta imposta.
• Dichiarazione omessa: si verifica quando gli eredi non presentano la dichiarazione e l’Agenzia delle Entrate procede d’ufficio.
In questo caso, la sanzione è più severa e può arrivare al 120% dell’imposta dovuta.
SANZIONI CALCOLO In percentuale sull’imposta di successione liquidata dall’ufficio, NON dal contribuente.
Se l’ imposta non emerge, si applica una sanzione fissa come da soglie previste dalla normativa vigente (art. 50 D.L. 346/1990).
Per i ritardi entro 30 giorni, la sanzione minima è del 45% per violazioni commesse dal 1 set 2024, mentre per omessa presentazione la sanzione minima è del 120%.
RAVVEDIMENTO OPEROSO Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare la dichiarazione tardiva o omessa, beneficiando di una riduzione delle sanzioni.
La quantità della riduzione dipende dal tempo trascorso tra la violazione e la regolarizzazione:
• 1)
Ritardo breve: sanzione ridotta fino a 1/10 o 1/8 dell’importo originario.
• 2)
Ritardo superiore a 90 giorni: non è più applicabile per alcune tipologie di tributi collegati alla successione, ma resta possibile per altri adempimenti fiscali.
RAVVEDIMENTO OPEROSO • Modifiche normative recenti (D.L. 87/2024 e D.L. 139/2024) che hanno aggiornato le percentuali e i limiti temporali per il ravvedimento
• Verificare se l’eredità comporta imposta o meno, per calcolare correttamente la sanzione fissa o percentuale.
• In caso di dubbi, contattare l’Agenzia delle Entrate competente per chiarimenti sulle modalità di versamento e compilazione del modello F24.
• Presentare la dichiarazione il prima possibile per ridurre le sanzioni.
Per usufruire, va presentata
la dichiarazione tardiva e versare tramite modello F24, indicando i codici tributo corretti nella sezione dedicata del quadro EF della dichiarazione di successione.
-> l’imposta dovuta,
-> gli interessi legali
-> la sanzione ridotta