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CAMBIO DESTINAZIONE D'USO |

luigi_iozzolino
Iscritto il:
02 Febbraio 2006
Messaggi:
192
Località
cropalati (CS)
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Gentili colleghi e forumiani interessati chiedo aiuto. Questo il problema: Esiste un magazzino, oggi regolarmente censito C/2, che deve essere adibito ad autofficina. Poichè la nuova attività è soggetta ad un finanziamento pubblico, in quota parte, per dare l'acconto all'interessato il competente ufficio regionale chiede "di esibire una visura dell'unità immobiliare di cui si tratta censita come C/3 per poter procedere. Tanto basta che chiami un tecnico fà una foto esterna, una piantina e al Catasto te l'accettano". Ho provato a spiegare al potenziale committente che non è così semplice poichè il cambio di destinazione è soggetto a D.I.A e quindi non si può fare abusivamente. E poi il suggerimento prospettato andrebbe nella direzione del "falso in atto pubblico" (cioè dover attestare come tecnico una variazione di destinazione che, sì, aumenta la rendita catastale e quindi allo Stato conviene in termini di Imposte e tasse, ma che di fatto non è lineare in costanza di richiesta di soldi pubblici che potrebbero essere, io dico giustamente, sottoposti a vaglio e verifiche delle autorità e far venir fuori con tutte le implicazioni del caso situazioni certamente poco felici. Chiusa la D.I.A. si può procedere normalmente alla variazione di destinazione d'uso con tanto di foto interno/esterno e di planimetria aggiornata, magari anche con le attrezzature volendo esagerare. Ora mi pongo il problema se il mio sia lo zelo eccessivo di chi voglia rispettare, come è giusto che sia, le regole oppure sia oggettivamente giusto fare per come suggerito dal funzionario preposto all'erogazione del contributo in maniera direi piuttosto leggera. Tanto, forse e dico forse, quindi con gran beneficio d'inventario, qualche tecnico disponibile ad accettare la pratica al catasto uno lo troverebbe pure. Ma nell'eventualità questi farebbe un favore o lo consente la Legge?! Tra l'altro, preciso, che alle condizioni richieste mi sono rifiutato di procedre!!!!!!!!!!!!! Sarò solo un fesso che ha perso un cliente oppure è giusto per come ho spiegato? Perchè a volte in quest'italia del "tanto..... si può fare così...." ti vengono anche di questi atroci dilemmi. Io, certo ho la mia convinzione, che è quella di sopra, ma ci tenevo a parteciparvela e soprattutto a sentire anche, e aggiungo, soprattutto la Vostra campana. Insomma si può variare la dest. d'uso senza che l'unità immobiliare sia di fatto destinata alla nuova funzione (quindi senza che ci siano le attrezzature per esempio)? Grazie a quanti riscontreranno. Con amicizia luigi iozzolino,geom. cropalati (CS)
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Risposta |

Paolo_Campioni
Iscritto il:
30 Gennaio 2006
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Piacenza
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Se l'immobile nello stato di fatto in cui si trova è adibito ad officina ed il proprietario ti chiede l'accatastamento tu poi farlo e se trattasi di cambio d'uso abusivo ne risponderà il proprietario (fatti, semmai, rilasciare una liberatoria in cui anche dopo tua richiesta il proprietario non vuole procedere a sanare la situzaione in comune ed indica in relazione tecnica del docfa che non è stata presentata, o controllata, la necessaria corrispondenza comunale). Cominciare a sanare un abuso in Catasto è meglio che non sanarlo per niente. Ciao Paolo
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che-brutta-fine
Giuseppe Venticinque
Iscritto il:
28 Dicembre 2005
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Caserta
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Complimenti, il Tuo ragionamento è perfetto, chiaro e trasparente come la luce del sole. Quello che non capisco come sia possibile che "un tecnico disposto ad accettare la pratica lo trovi". Ritengo che sia una infrazione urbanistica, non puoi presentare il cambio di destinazione d'uso senza la prescritta autorizzazione urbanistica. L'ADT dove lavoro io (Caserta) non accetta la pratica. Alla pratica deve essere allegato o un certificato del comune che attesti che il locale è di quella destinazione d'uso di cui ne fai richiesta, oppure necessita di presentare la relativa DIA Se poi esistono arrangioni in merito, non saprei dirti, ma mi sorge una domanda. Quando tizio si troverà a sottoscrivere un atto traslativo, la cui provenienza era C2 e al momento dell'atto pubblico è C3, cosa dichiarerà nell'atto? Ciao
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che-brutta-fine
Giuseppe Venticinque
Iscritto il:
28 Dicembre 2005
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Caserta
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"Paolo_Campioni" ha scritto: Se l'immobile nello stato di fatto in cui si trova è adibito ad officina ed il proprietario ti chiede l'accatastamento tu poi farlo e se trattasi di cambio d'uso abusivo ne risponderà il proprietario (fatti, semmai, rilasciare una liberatoria in cui anche dopo tua richiesta il proprietario non vuole procedere a sanare la situzaione in comune ed indica in relazione tecnica del docfa che non è stata presentata, o controllata, la necessaria corrispondenza comunale). Cominciare a sanare un abuso in Catasto è meglio che non sanarlo per niente. Ciao Paolo Io non sono d'accordo, non faccio il mercenario, faccio il professionista. Un giorno mi troverei contro lo stesso cliente che, per giustificare i suoi abusi, cercherà di incolpare me stesso. Personalmente mi sono rifiutato di presentare denunce di successioni laddove i proprietari non volevano apportare le relative variazioni catastali di lavori eseguiti anche con regolare concessione. Ritengo che non e il proprietario che puo dirmi cosa devo o non devo fare, ritengo che il mio compito, e quello di applicare la normativa, non la volontà del proprietario. Spero che tutti la pensano come mè, diversamente mi confermate che effettivamente abbiamo fatto una brutta fine. Siaamo diventati mercenari.
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