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Autore Particella passata all'urbano negli anni '60, ma con una porzione di terreno attigua al fabbricato m

picchetto_miniato

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05 Febbraio 2021 alle ore 18:26

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 0 -  0 - Inviato: 23 Ottobre 2026 alle ore 11:28

[size= 16.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%]Particella originaria censita in catasto terreni di 500 mq. [/size]

[size= 16.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%]Negli anni 50-60 viene edificato il fabbricato di 150 mq. [/size]

[size= 16.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%]Il tutto viene portato all’urbano, ma [/size][size= 16pt]non hanno provveduto a censire come “corte” del fabbricato il terreno residuo, oppure a censirlo all’urbano come area urbana. Semplicemente non l’hanno censito, pur avendo portato all’urbano l’intera precedente particella terreni di 500 mq.[/size]

[size= 16.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%]Adesso deve essere venduto il tutto (fabbricato e terreno attiguo), ma mentre del fabbricato ci sono gli estremi al catasto urbano, non risulta censita da nessuna parte il terreno residuo (ne all'urbano, ne ai terreni). [/size]

[size= 16.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%]Ho pensato, essendo l'intera particella all'urbano, di accatastarlo come “area urbana” come in effetti è, ma il problema che si pone è la intestazione. [/size]

[size= 16.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%]Dal 1950-1960 ad oggi, la proprietà è passata per successione dal padre al figlio, e adesso agli eredi attuali. [/size]

[size= 16.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%]Ovviamente non essendo censito il terreno da nessuna parte, non è stato mai riportato nelle precedenti successioni. Riportavano solo gli estremi del fabbricato, pensando che fosse inclusivo anche del terreno attiguo. [/size]

[size= 16.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; line-height: 107%]Immagino adesso che la strada maestra sia quello di censire il terreno (che ribadisco essere parte di una particella già all'urbano) come "Area Urbana", in ditta però all’ultima ditta presente a suo tempo (anni sessanta, quando fu fatto il passaggio all'urbano dell'intera particella). E poi procedere con le successioni integrative per inserire anche questa "area urbana" nell’eredità, fino ad arrivare agli attuali intestatari, che hanno ricevuto tutto sempre per successione. [/size]

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Autore Risposta

picchetto_miniato

Iscritto il:
05 Febbraio 2021 alle ore 18:26

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 0 -  0 - Inviato: 23 Ottobre 2026 alle ore 11:32

CHIEDO SCUSA, MA NON MI E' STATO POSSIBILE MODIFICARE IL PRIMO MESSAGGIO CHE RIPORTA DELLE PROBLEMATICHE DI FONT. RIPORTO A SEGUIRE IL MESSAGGIO RIPULITO. MI SCUSO NUOVAMENTE. GRAZIE



Particella originaria censita in catasto terreni di 500 mq.
Negli anni 50-60 viene edificato il fabbricato di 150 mq.

Il tutto viene portato all’urbano, ma non hanno provveduto a censire come “corte” del fabbricato il terreno residuo, oppure a censirlo all’urbano come area urbana. Semplicemente non l’hanno censito, pur avendo portato all’urbano l’intera precedente particella terreni di 500 mq.
Adesso deve essere venduto il tutto (fabbricato e terreno attiguo), ma mentre del fabbricato ci sono gli estremi al catasto urbano, non risulta censita da nessuna parte il terreno residuo (ne all'urbano, ne ai terreni).

Ho pensato, essendo l'intera particella all'urbano, di accatastarlo come “area urbana” come in effetti è, ma il problema che si pone è la intestazione.
Dal 1950-1960 ad oggi, la proprietà è passata per successione dal padre al figlio, e adesso agli eredi attuali.

Ovviamente non essendo censito il terreno da nessuna parte, non è stato mai riportato nelle precedenti successioni. Riportavano solo gli estremi del fabbricato, pensando che fosse inclusivo anche del terreno attiguo.
Immagino adesso che la strada maestra sia quello di censire il terreno (che ribadisco essere parte di una particella già all'urbano) come "Area Urbana", in ditta però all’ultima ditta presente a suo tempo (anni sessanta, quando fu fatto il passaggio all'urbano dell'intera particella). E poi procedere con le successioni integrative per inserire anche questa "area urbana" nell’eredità, fino ad arrivare agli attuali intestatari, che hanno ricevuto tutto sempre per successione.

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Manero

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11 Agosto 2022 alle ore 12:24

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 0 -  0 - Inviato: 23 Ottobre 2026 alle ore 11:39

Vuoi dire che la corte non è stata rappresentata nella consistenza in planimetria catastale all'urbano ?

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CESKO

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Agro Nocerino Sarnese

 0 -  0 - Inviato: 23 Ottobre 2026 alle ore 11:42

Non credo che censire il terreno come "Area Urbana" sia la strada maestra. Trattandosi di una corte, più che altro va annessa al fabbricato. Due mesi mi è capitato lo stesso caso, è ho risolto con un Docfa in variazione, utilizzando la causale: Esatta Rappresentazione Grafica - e non variando gli identificativi catastali in modo tale da non alterare la continuità storica anche in virtù dei precedenti rogiti.

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bioffa69

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BRESCIA

 0 -  0 - Inviato: 23 Ottobre 2026 alle ore 11:43

"picchetto_miniato" ha scritto:
CHIEDO SCUSA, MA NON MI E' STATO POSSIBILE MODIFICARE IL PRIMO MESSAGGIO CHE RIPORTA DELLE PROBLEMATICHE DI FONT. RIPORTO A SEGUIRE IL MESSAGGIO RIPULITO. MI SCUSO NUOVAMENTE. GRAZIE



Particella originaria censita in catasto terreni di 500 mq.
Negli anni 50-60 viene edificato il fabbricato di 150 mq.

Il tutto viene portato all’urbano, ma non hanno provveduto a censire come “corte” del fabbricato il terreno residuo, oppure a censirlo all’urbano come area urbana. Semplicemente non l’hanno censito, pur avendo portato all’urbano l’intera precedente particella terreni di 500 mq.
Adesso deve essere venduto il tutto (fabbricato e terreno attiguo), ma mentre del fabbricato ci sono gli estremi al catasto urbano, non risulta censita da nessuna parte il terreno residuo (ne all'urbano, ne ai terreni).

Ho pensato, essendo l'intera particella all'urbano, di accatastarlo come “area urbana” come in effetti è, ma il problema che si pone è la intestazione.
Dal 1950-1960 ad oggi, la proprietà è passata per successione dal padre al figlio, e adesso agli eredi attuali.

Ovviamente non essendo censito il terreno da nessuna parte, non è stato mai riportato nelle precedenti successioni. Riportavano solo gli estremi del fabbricato, pensando che fosse inclusivo anche del terreno attiguo.
Immagino adesso che la strada maestra sia quello di censire il terreno (che ribadisco essere parte di una particella già all'urbano) come "Area Urbana", in ditta però all’ultima ditta presente a suo tempo (anni sessanta, quando fu fatto il passaggio all'urbano dell'intera particella). E poi procedere con le successioni integrative per inserire anche questa "area urbana" nell’eredità, fino ad arrivare agli attuali intestatari, che hanno ricevuto tutto sempre per successione.





Per carità, il tuo ragionamento è anche corretto, ma quanti passaggi dovresti fare.



Io visto che le planimetrie sono del 50/60, (non ho capito se una unità, o più unità) proverei con la causale sotto che riporto, che prevede la denuncia di corti esclusive non rappresentate, se una unità, ma comunque proverei a fare elaborato, costituendo la corte come bcnc, giustificandolo in relazione, ci sono tantissimi casi , con schede di quel periodo, che non riportano la corte, anche nei condomini.



 ESATTA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA: da utilizzare quando è necessario correggere imperfezioni grafiche relative agli elaborati grafici (planimetrie o elaborati planimetrici) già agli atti, che non siano dipendenti da lavori intervenuti successivamente alla presentazione di detti elaborati e che non incidano sulla rendita catastale (ad esempio: correzione della scala di rappresentazione o dell’indicazione delle destinazioni dei locali)95; tale causale può essere anche utilizzata per rappresentare la corte esclusiva di unità immobiliari accatastate in periodi in cui non correva l’obbligo della sua rappresentazione, solo laddove ciò non comporti una modifica della rendita catastale agli atti 96;

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CESKO

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07 Novembre 2006

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Agro Nocerino Sarnese

 0 -  0 - Inviato: 23 Ottobre 2026 alle ore 11:44

"bioffa69" ha scritto:
"picchetto_miniato" ha scritto:
CHIEDO SCUSA, MA NON MI E' STATO POSSIBILE MODIFICARE IL PRIMO MESSAGGIO CHE RIPORTA DELLE PROBLEMATICHE DI FONT. RIPORTO A SEGUIRE IL MESSAGGIO RIPULITO. MI SCUSO NUOVAMENTE. GRAZIE



Particella originaria censita in catasto terreni di 500 mq.
Negli anni 50-60 viene edificato il fabbricato di 150 mq.

Il tutto viene portato all’urbano, ma non hanno provveduto a censire come “corte” del fabbricato il terreno residuo, oppure a censirlo all’urbano come area urbana. Semplicemente non l’hanno censito, pur avendo portato all’urbano l’intera precedente particella terreni di 500 mq.
Adesso deve essere venduto il tutto (fabbricato e terreno attiguo), ma mentre del fabbricato ci sono gli estremi al catasto urbano, non risulta censita da nessuna parte il terreno residuo (ne all'urbano, ne ai terreni).

Ho pensato, essendo l'intera particella all'urbano, di accatastarlo come “area urbana” come in effetti è, ma il problema che si pone è la intestazione.
Dal 1950-1960 ad oggi, la proprietà è passata per successione dal padre al figlio, e adesso agli eredi attuali.

Ovviamente non essendo censito il terreno da nessuna parte, non è stato mai riportato nelle precedenti successioni. Riportavano solo gli estremi del fabbricato, pensando che fosse inclusivo anche del terreno attiguo.
Immagino adesso che la strada maestra sia quello di censire il terreno (che ribadisco essere parte di una particella già all'urbano) come "Area Urbana", in ditta però all’ultima ditta presente a suo tempo (anni sessanta, quando fu fatto il passaggio all'urbano dell'intera particella). E poi procedere con le successioni integrative per inserire anche questa "area urbana" nell’eredità, fino ad arrivare agli attuali intestatari, che hanno ricevuto tutto sempre per successione.





Per carità, il tuo ragionamento è anche corretto, ma quanti passaggi dovresti fare.



Io visto che le planimetrie sono del 50/60, (non ho capito se una unità, o più unità) proverei con la causale sotto che riporto, che prevede la denuncia di corti esclusive non rappresentate, se una unità, ma comunque proverei a fare elaborato, costituendo la corte come bcnc, giustificandolo in relazione, ci sono tantissimi casi , con schede di quel periodo, che non riportano la corte, anche nei condomini.



 ESATTA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA: da utilizzare quando è necessario correggere imperfezioni grafiche relative agli elaborati grafici (planimetrie o elaborati planimetrici) già agli atti, che non siano dipendenti da lavori intervenuti successivamente alla presentazione di detti elaborati e che non incidano sulla rendita catastale (ad esempio: correzione della scala di rappresentazione o dell’indicazione delle destinazioni dei locali)95; tale causale può essere anche utilizzata per rappresentare la corte esclusiva di unità immobiliari accatastate in periodi in cui non correva l’obbligo della sua rappresentazione, solo laddove ciò non comporti una modifica della rendita catastale agli atti 96;



www.geolive.org/forum/pregeo-e-docfa/doc...

pagina n.ro 64 del Vademecum Docfa Nazionale

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