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MPDJ
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"fabioand" ha scritto: due unità immobiliari aventi la stessa particella ma con sub diverso hanno subito lavori che hanno prodotto una diversa distribuzione degli ambienti per adesso con il docfa ho compilato i modelli D 1N prima e seconda parte ho associato le planimetrie ho finito ? la rendita la categoria , la classe cambiano mi date qualche indicazione più precisa? Se non si tratta di ristrutturazione e il computo dei vani grossomodo non cambia, proponi la vecchia rendita e spiega in relazione che la confermi perche non ci sono i presupposti per aumentarla.
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fabioand
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Per ristrutturazione che intendete, in realta lasciando la stessa categoria e classe la rendita si abbassa perche dalla diversa distribuzione interna si passa da i 4,5 vani a 4 perciò la rendita si abbassa
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MPDJ
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"fabioand" ha scritto: Per ristrutturazione che intendete, in realta lasciando la stessa categoria e classe la rendita si abbassa perche dalla diversa distribuzione interna si passa da i 4,5 vani a 4 perciò la rendita si abbassa Ristrutturazione é quando cambi le finiture e gli impianti e così magari passi da un'A3 ad un'A2; se stai facendo dei lavori in un'A4 o A5 é quasi scontato. Se il computo dei vani si abbassa, lascia la rendita e i vani precedenti. Un declassamento porterebbe probabilmente il tutto ad un collaudo.
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fabioand
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in realtà adesso è un a4 cl 4 rendita 255 con i lavori sono cambiate finiture porte pitture posizione del bagno, ma il numero dei vani è diminuito, adesso cosa mi conviene fare passo ad a2 e cambio vani o lascio tutto così come è adesso, (nel mio comune a3 non c'è)
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MPDJ
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"fabioand" ha scritto: in realtà adesso è un a4 cl 4 rendita 255 con i lavori sono cambiate finiture porte pitture posizione del bagno, ma il numero dei vani è diminuito, adesso cosa mi conviene fare passo ad a2 e cambio vani o lascio tutto così come è adesso, (nel mio comune a3 non c'è) Io confermerei la vecchia rendita e basta...passare da un A4 a un A2 é una manata
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ValluzziAntonio
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Secondo me innanzi tutto bisogna stabilire se ha le caratteristiche della categoria A/2 o A/4 confrontando l'unità immobiliare con la norma: A/2 – ABITAZIONI DI TIPO CIVILE Unità immobiliari costituite da appartamenti ben rifiniti e decorosi sia nelle parti esterne (facciate semplici ma piacevoli, ingressi più o meno ampi, scale comode e luminose, ecc.) che nelle interne (pavimenti in buon materiale, coloriture e tappezzerie discretamente ben rifinite, infissi in legno ben connessi e di lavorazione accurata, ecc.). Queste uu.ii., specialmente alle alte classi, hanno i vani ben disimpegnati, con minimo due camere più servizi, ben aerati ed illuminati e sono munite di impianti fissi di riscaldamento, ascensore (oltre il terzo piano), citofono e bagno. In detta categoria rientrano altresì i fabbricati “a schiera” da non comprendere nelle classi minime. Sono compatibili con la categoria anche quelle unità immobiliari (minialloggi) di consistenza notevolmente inferiore a quella propria delle abitazioni di tipo civile e quelle appartenenti a quella propria delle abitazioni di tipo civile e quelle appartenenti a fabbricati a schiera, con caratteristiche costruttive, di rifinitura e dotazioni di impianti e servizi propri della categoria. Nelle località a vocazione turistica possono essere classificate in A/2 anche abitazioni prive di riscaldamento. Se ubicate in zone alluvionali si inseriranno nelle classi minime. A/4 – ABITAZIONI DI TIPO POPOLARE Unità immobiliari costituite da tre o quattro vani con strutture ordinarie, non sempre ben conservate. Opere esterne semplici, vani di dimensioni medie quasi sempre non disimpegnati, con accessi anche da balconi esterni. Sprovvisti quasi sempre di impianti di riscaldamento e bagno, gabinetto esterno sovente in comunione, e se nelle ultime classi questi impianti esistono, sono sempre molto semplici e di tipo comunissimo. Hanno finiture semplici, anche rustiche. Nei piccoli centri, tali unità costituiscono a volte un unico fabbricato con finimenti rustici, mentre invece in città si compongono di piccoli appartamenti situati o in caseggiati a carattere popolare, ovvero in fabbricati di aspetto civile, ma in tal caso posti agli ultimi piani e con prospetto sul cortile. Tale categoria non trova più applicazione alle unità immobiliari abitative di recente edificazione, ma può essere attribuita ad abitazioni di vecchia costruzione con grado di finimento semplice, con dotazione scarsa di impianti e non corrispondenti agli standard correnti. Possono ritenersi compatibili con la categoria, sempre che il fabbricato non sia stato costruito in zona a vocazione di ville e villini (quindi in zona rurale), le unità immobiliari costruite in aderenza ad altri fabbricati oppure quelle isolate e dotate di attinenze scoperte di modestissima entità, a condizione che le caratteristiche costruttive e di rifinitura siano di modesto livello e la dotazione di impianti e servizi limitata. Se ubicate in zone alluvionali si inseriranno nelle classi minime. Una volta stabilita la categoria, bisogna attribuire la classe, nel caso sia A/4 la classe può essere uguale alla precedente o maggiorata di uno due punti per effetto della ristrutturazione, migliore utilizzazione dei vani, maggiore ampiezza, ecc. Se di categoria A/2 la classe da attribuire è da ricercare per similitudine con altri fabbricati della zona aumentata o diminuita a seconda dei vantaggi o svantaggi, esposizione, ecc. Il numero dei vani deve essere quello computato da DOCFA.
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fabioand
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in realta corrisponde più alla categoria A2 forse con una classe bassa voi che fareste? per il numero dei vani io ho considerato la camere la cucina pari ad un vano e bagno corridoio e ripostiglio pari ad 1/3 di vano
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MPDJ
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"fabioand" ha scritto: in realta corrisponde più alla categoria A2 forse con una classe bassa voi che fareste? per il numero dei vani io ho considerato la camere la cucina pari ad un vano e bagno corridoio e ripostiglio pari ad 1/3 di vano Con questi vani stai impazzendo, il computo dipende anche dalle dimensioni del vano ordinario della categoria di appartenenza. Rimane per me valido ciò che avevo detto. Se vuoi capire meglio quale categoria e classe si confà al tuo caso, fai una bella visura sull'immobile di appartenenza, se trovi subalterni variati hai pressoché la risposta. Sinceramente non ti so dire se il tuo app.to é A4 o A2: non conosco la zona in cui si trova e l'ordinarietà della stessa.
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fabioand
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hai ragione tu, in realta la variazione la sto facendo su due unità immobiliari, per una effettivamente rimane la stessa consistenza, per lìaltra invece è come dico io 4 anche perchè mi sono accorto che la consistenza attuale penso sia sbagliata io calcolo 3,5 vani dalla piantina vecchia, per la categoria l'edificio è un piccolo palazzetto con cortile e due unità immobiliari indipendenti a piano rialzato con la ristrutturazione appena fatta sono stati rifatti gli interni con spostamento di tramezzi, pitture, sostituzione infissi in legno etc. dalla descrizione riportata sopra si addice più un A2. che faccio?
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MPDJ
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"fabioand" ha scritto: hai ragione tu, in realta la variazione la sto facendo su due unità immobiliari, per una effettivamente rimane la stessa consistenza, per lìaltra invece è come dico io 4 anche perchè mi sono accorto che la consistenza attuale penso sia sbagliata io calcolo 3,5 vani dalla piantina vecchia, per la categoria l'edificio è un piccolo palazzetto con cortile e due unità immobiliari indipendenti a piano rialzato con la ristrutturazione appena fatta sono stati rifatti gli interni con spostamento di tramezzi, pitture, sostituzione infissi in legno etc. dalla descrizione riportata sopra si addice più un A2. che faccio? In questo caso si tratta di una ristrutturazione ed é corretto aggiornare la classe e passare da un A/4 ad un A/2. Nulla ti vieta di proporre una classe ed una categoria inferiori (é rendita proposta) se poi te la variano d'ufficio non ci hai perso nulla. Valuta tu come tecnico.
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fabioand
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ma un vano principale non deve avere una superficie inferiore a 15 mq vero? Comunque io propongo un ct a2 cl4 cons 4,5 il docfa con il classamento aut mi da cta2 cl 5 cons 4 alla fine lascio il classamento automatico tanto lka rendita varia di poco. Riguardo ai dati del dichiarante la proprietà è di un disabile i cui rappresentanti sono io genitori, nei dati del docfa si inseriscono i dati del disabile? ma una variazione catastale della consistenza comporta anche una variazione del valore dell'immobile? e se invece lasciassi una consistenza invariata io come tecnico a cosa vado incontro?
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[quote="fabioand"]ma un vano principale non deve avere una superficie inferiore a 15 mq vero? Comunque io propongo un ct a2 cl4 cons 4,5 il docfa con il classamento aut mi da cta2 cl 5 cons 4 alla fine lascio il classamento automatico tanto lka rendita varia di poco. Riguardo ai dati del dichiarante la proprietà è di un disabile i cui rappresentanti sono io genitori, nei dati del docfa si inseriscono i dati del disabile? ma una variazione catastale della consistenza comporta anche una variazione del valore dell'immobile? e se invece lasciassi una consistenza invariata io come tecnico a cosa vado incontro?[/quote Il vano dell'A2 é senza dubbio più grande del vano A4...per quanto riguarda il range di dimensioni....nn sono uguali in tutta italia, quindi...nn ti so dire. Se tu calcoli mezzo vano più o meno nn ti possono mica crocifiggere...al massimo ti variano la rendita d'ufficio; diverso é il caso se dichiari un appartamento magari più piccolo di quanto é in realtà allo scopo di pagare meno. Il dichiarante é l'intestatario dell'appartamento; se é stato interdetto ed é stato nominato un amministratore di sostegno, firma quest'ultimo...basta che specifichi il tutto in relazione inserendo anche gli estremi dell'atto di interdizione.
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ValluzziAntonio
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Il numero dei vani viene calcolato da docfa in base ai dati inseriti, quindi, se calcola 4 restano 4, se calcola 4,5 restano 4,5 e non vanno modificati a piacere
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MPDJ
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"ValluzziAntonio" ha scritto: Il numero dei vani viene calcolato da docfa in base ai dati inseriti, quindi, se calcola 4 restano 4, se calcola 4,5 restano 4,5 e non vanno modificati a piacere Purtroppo non sempre li calcola bene....tu sai che i vani non hanno una metratura standard ma un range di metrature standard....nel docfa inserisci n. di vani e metratura totale...finché i vani sono piccoli va bene il calcolo automatico...ma quando diventano grandi e di "pezzatura diversa" il calcolo va fatto a mano....il programma ricordiamoci che é un ausilio...non può sostituire il tecnico....altrimenti si arrangerebbero i clienti a farsi le pratiche...
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