..... continuo quì il titolo che avrei voluto dare al post.
1) Si tratta di accatastare (quindi con regolare predisposizione di T.M.) una stalla mai dichiarata in cui di fatto si esercita l'attività di allevamento. Il problema è che il terreno su cui l'immobile insiste è di proprietà di due fratelli che devono procedere alla divisione dell'intero patrimonio cointestato.
Uno dei due intestatari fà l'insegnante e "non c'azzecca" nulla con i requisiti soggettivi inerenti il riconoscimento di ruralità, mentre l'altro fratello è I.A.P. (coltiva il fondo ed esercita anche l'allevamento del bestiame di cui alla stalla incriminata).
Il mio dubbio:
è certo che nella redazione del t.m. debba intestare il fabbricato strumentale all'attività agricola ad entrambi in quanto proprietari al 50% del terreno di cui si tratta, ma successivamente quando faccio il DOCFA volendo attribuire la categoria D/10, giusto punto 3.2 della circ. 7/2007, posso farlo a livello catastale ( è evidente) date le condizioni di cui più sopra e cioè un intestatario con i requisiti soggettivi per il riconosc. della ruralità ed un altro che tali requisiti non ha?
Il fatto concreto è che il ricovero animali c'è effettivamente e quindi stando alla circ. 7/07 potrei dare la cat. D/10.... poi in sede fiscale ciascuno farà valere le proprie ragioni e per cui ci sarà l'imprenditore agricolo a titolo professionale che non pagherà l'ICI, mentre l'insegnante per la sua quota di valore sulla stalla pagherà la sua quota d'ici.
Credete sia giusto questo ragionamento?
2) Gli stessi fratellicondividono tra l'altro un fabbricato censito come rurale al Catasto TErreni che dovrà entrare nella divisione di cui ho detto prima. Ora, stando alla circ. 7/2007 nel caso che ci siano i requisiti soggettivi ed oggettivi per un fabbricato già censito come rurale non c'è bisogno di far nulla in ordine al passaggio al C.F.
Nel mio caso però c'è uno dei due intest. che ha i requisiti e un altro no. Precisato che nel piano di divisione l'immobile abitativo di cui al presente punto sarà assegnato proprio all'imprenditore agricolo posso, secondo voi, evitare di fare qualunque aggiornamento sul piano catastale di cui alla circ. 7/07 non essendo intervenute modifiche dall'impianto del catasto ad oggi oppure dovrei trasformarlo in fabbricato promiscuo anche se di fatto è tutto destinato a fabb.to rurale (più che altro deposito attrezzi e derrate poichè non ci sono requisiti igienico-sanitari per dire che possa essere abitazione)?
Sarebbe tortuoso apportarvi delle modificazioni catastali, che ora non immagino e per la qual cosa vi domando, per poi dopo il rogito ritornare a farlo essere quello che già è.
Grazie per auspicati riscontri e pareri.
buona serata, luigi.