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Rappresentazione grafica finestra alta catastalmente |

technobi
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Salve Colleghi e auguri a tutti per le imminenti festività. Sono alle prese con la rappresentazione planimetrica catastale (Docfa) di un piccolo negozio (circa 40 mq) avente, in fondo, un bagno con altezza 2,80 mt (soletta ribassata estradosso 3,00 mt dal pavimento negozio e prospiciente un retrostante cortile a mo di corpo esterno), tutti gli altri spazi del negozio hanno altezza 4,20 mt dal pavimento.E' presente una finestra impostata su architrave a quota dal pavimento 3,40 metri in corrispondenza del bagno ed altezza 60 cm.. Se taglio alla quota orizzontale di 1,60 metri dal pavimento, rappresento tutti i vani del locale ivi incluse i vani porte tranne la detta finestra impostata sopra architrave alla quota superiore all'architrave delle porte (h 2,30/2,40). Come posso catastalmente nel Docfa rappresentare detta situazione? E possibile inserire oltre alla planimetria alla quota 1,60 mt. un dettaglio della finestra lucifera in questione ricavato con taglio sezione orizzontale alla quota dal pavimento 3,60 mt ?
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Risposta |

samsung
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Il divino Vademecum recita: la planimetria deve essere accuratamente disegnata secondo le regole correnti dei disegni edili. Ciò basterebbe per suggerirti di omettere la rappresentazione della luce. Si apre un problema però, sindacano sella planimetrie catastali molti soggetti, tecnici comunali, notai, tecnici privati che danno giudizi sulla correttezza o conformintà delle planimetrie. Qualcuno di questi potrebbe dire che l'assenza della luce non rende conforma la planimetria. Se ti senti di difendere nel prossimo futuro il tuo operato non metterla, ma se la metti potresti trovare comunque qualcuno che ti dice che è sbagliato. Mi spiace. benvenuto nei deliri catastali.
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Topgun
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"technobi" ha scritto: Salve Colleghi e auguri a tutti per le imminenti festività. Sono alle prese con la rappresentazione planimetrica catastale (Docfa) di un piccolo negozio (circa 40 mq) avente, in fondo, un bagno con altezza 2,80 mt (soletta ribassata estradosso 3,00 mt dal pavimento negozio e prospiciente un retrostante cortile a mo di corpo esterno), tutti gli altri spazi del negozio hanno altezza 4,20 mt dal pavimento.E' presente una finestra impostata su architrave a quota dal pavimento 3,40 metri in corrispondenza del bagno ed altezza 60 cm.. Se taglio alla quota orizzontale di 1,60 metri dal pavimento, rappresento tutti i vani del locale ivi incluse i vani porte tranne la detta finestra impostata sopra architrave alla quota superiore all'architrave delle porte (h 2,30/2,40). Come posso catastalmente nel Docfa rappresentare detta situazione? E possibile inserire oltre alla planimetria alla quota 1,60 mt. un dettaglio della finestra lucifera in questione ricavato con taglio sezione orizzontale alla quota dal pavimento 3,60 mt ? Gli elementi che non vengono sezionati dal piano orizzontale si possono rappresentare in planimetria in linea tratteggiata.
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rubino
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Ma quando mai? Il piano orizzontale di rappresentazione delle planimetrie è il davanzale delle finestre, c'ho messo una piccola nota di riferimento dell'altezza rispetto al pavimento in corrispondenza dell'apertura "finestra a + x,xx m dal pavimento". **** TESTO RIMOSSO DALL'ADMIMN ****
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jarod
Antonino S. Cutri'
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Gioia Tauro
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Ricordo a tutti che questo forum ha l’obiettivo di fornire risposte tecniche e verificabili. Le affermazioni dovrebbero essere accompagnate da riferimenti normativi precisi; in caso contrario restano opinioni personali, che non possono essere presentate come definitive o incontestabili. Invito quindi i moderatori e agli altri utenti a mantenere un confronto professionale e basato sui fatti, evitando inutili polemiche. Eventuali strumenti di supporto alla redazione dei messaggi possono essere (e visto il vostro comportamento DOVREBBERO ESSERE) utilizzati, purché il risultato finale sia coerente con un confronto rispettoso e professionale. Il rispetto reciproco non è opzionale. In mancanza di questo requisito, l’intervento non è gradito.
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rubino
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(GURU)
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non moderatore meridionale
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Non c' era nessun bisogno dell' intervento censorio e soprattutto della fastidiosa paternale finale. Tony, ti devo ricordare che è grazie a tutti noi che geolive è quello che è? Il trattamento da scolaretti indisciplinati è stucchevole e fuori luogo.
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Topgun
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"rubino" ha scritto: Non c' era nessun bisogno dell' intervento censorio e soprattutto della fastidiosa paternale finale. Tony, ti devo ricordare che è grazie a tutti noi che geolive è quello che è? Il trattamento da scolaretti indisciplinati è stucchevole e fuori luogo. Preservare la tutela del rispetto tra colleghi nel forum non è mai fuori luogo.
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rubino
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(GURU)
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non moderatore meridionale
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"Topgun" ha scritto: "rubino" ha scritto: Non c' era nessun bisogno dell' intervento censorio e soprattutto della fastidiosa paternale finale. Tony, ti devo ricordare che è grazie a tutti noi che geolive è quello che è? Il trattamento da scolaretti indisciplinati è stucchevole e fuori luogo. Preservare la tutela del rispetto tra colleghi nel forum non è mai fuori luogo. Auguri a tutti.
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CESKO
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Agro Nocerino Sarnese
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"rubino" ha scritto: "Topgun" ha scritto: "rubino" ha scritto: Non c' era nessun bisogno dell' intervento censorio e soprattutto della fastidiosa paternale finale. Tony, ti devo ricordare che è grazie a tutti noi che geolive è quello che è? Il trattamento da scolaretti indisciplinati è stucchevole e fuori luogo. Preservare la tutela del rispetto tra colleghi nel forum non è mai fuori luogo. Auguri a tutti. E felice Anno nuovo
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jarod
Antonino S. Cutri'
(FONDATORE)
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Gioia Tauro
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"rubino" ha scritto: Non c' era nessun bisogno dell' intervento censorio e soprattutto della fastidiosa paternale finale. Tony, ti devo ricordare che è grazie a tutti noi che geolive è quello che è? Il trattamento da scolaretti indisciplinati è stucchevole e fuori luogo. Assolutamente vero, ma se questo fosse stato "l'unico caso" non avrei fatto la "paternale"... ma visto che è successo più volte del necessario non sono certo come lo sei tu che non andava fatta!
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technobi
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"samsung" ha scritto: Il divino Vademecum recita: la planimetria deve essere accuratamente disegnata secondo le regole correnti dei disegni edili. Ciò basterebbe per suggerirti di omettere la rappresentazione della luce. Si apre un problema però, sindacano sella planimetrie catastali molti soggetti, tecnici comunali, notai, tecnici privati che danno giudizi sulla correttezza o conformintà delle planimetrie. Qualcuno di questi potrebbe dire che l'assenza della luce non rende conforma la planimetria. Se ti senti di difendere nel prossimo futuro il tuo operato non metterla, ma se la metti potresti trovare comunque qualcuno che ti dice che è sbagliato. Mi spiace. benvenuto nei deliri catastali. Ringrazio tutti per il confronto e rinnovo gli auguri di un sereno e Santo Natale. Il problema è propio questo hai azzeccato. Un domani in caso di affitto o vendita del locale, la effettiva presenza di finestre lucifere (presenti da sempre e non potute rappresentare in planimetria catastale per problema sezione con taglio a quota unica 1,60 ad esempio...) potrebbe far sorgere dei contenziosi circa la legittimità urbanistica e/o stato legittimo o meno del detto locale. In pratica non è possibile, come aggiornamento e/o diversa distribuzione interna e/o altra circostanza, allegare nel Docfa due planimetrie a quote diverse?
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bioffa69
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BRESCIA
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"technobi" ha scritto: "samsung" ha scritto: Il divino Vademecum recita: la planimetria deve essere accuratamente disegnata secondo le regole correnti dei disegni edili. Ciò basterebbe per suggerirti di omettere la rappresentazione della luce. Si apre un problema però, sindacano sella planimetrie catastali molti soggetti, tecnici comunali, notai, tecnici privati che danno giudizi sulla correttezza o conformintà delle planimetrie. Qualcuno di questi potrebbe dire che l'assenza della luce non rende conforma la planimetria. Se ti senti di difendere nel prossimo futuro il tuo operato non metterla, ma se la metti potresti trovare comunque qualcuno che ti dice che è sbagliato. Mi spiace. benvenuto nei deliri catastali. Ringrazio tutti per il confronto e rinnovo gli auguri di un sereno e Santo Natale. Il problema è propio questo hai azzeccato. Un domani in caso di affitto o vendita del locale, la effettiva presenza di finestre lucifere (presenti da sempre e non potute rappresentare in planimetria catastale per problema sezione con taglio a quota unica 1,60 ad esempio...) potrebbe far sorgere dei contenziosi circa la legittimità urbanistica e/o stato legittimo o meno del detto locale. In pratica non è possibile, come aggiornamento e/o diversa distribuzione interna e/o altra circostanza, allegare nel Docfa due planimetrie a quote diverse? Personalmente, le rappresento tratteggiate, per far capire che esistono, come per i lucernari, li insrisco tratteggiati e scrivo lucernario. Ma puoi anche scrivere l'altezza della base finestra, certo è che in qualche modo la rappresento, onde evitare problemi futuri. Saluti e buon Natale a tutti.
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Topgun
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Vorrei, se mi è consentito, esprimere alcune mie riflessioni e indicazioni personali sul tema delle finestre. Anche per le tettoie sorrette da pilastri o in aggetto, addossate ad un fabbricato esistente o isolate, utilizzo lo stesso procedimento di rappresentazione catastale. Seziono con piano orizzontale a un metro da terra i pilastri, se ci sono, quando la tettoia è isolata, e rappresento il suo contorno in linea tratteggiata (come, del resto nell'estratto di mappa). Con la finestra alta lucifera uso lo stesso concetto. L'importante è che non sia un semplice foro, ma abbia dimensioni adeguate affinchè si possa considerare una finestra a tutti gli effetti. Di sicuro la lucifera non può essere rappresentata come una finestra ordinaria, perchè le finestre lucifere rispondono ad una serie di norme del codice civile diverso dalle finestre in cui ci si può affacciare. Oltre ad una serie di disposizioni riferite alla distanza dai confini e da altri fabbricati confinanti dei prospetti dell'edificio finestrato. Ci sono poi anche le finestre a bocca di lupo in cui viene tratteggiato lo spazio occupato dalla finestra all'esterno del corpo di fabbrica quando si disegna il piano interrato.
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Pippocad
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Südtirol
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Cambia la rendita rappresentando la finestra oppure no? buon natale!
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rubino
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(GURU)
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non moderatore meridionale
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"Topgun" ha scritto: Vorrei, se mi è consentito, esprimere alcune mie riflessioni e indicazioni personali sul tema delle finestre. Anche per le tettoie sorrette da pilastri o in aggetto, addossate ad un fabbricato esistente o isolate, utilizzo lo stesso procedimento di rappresentazione catastale. Seziono con piano orizzontale a un metro da terra i pilastri, se ci sono, quando la tettoia è isolata, e rappresento il suo contorno in linea tratteggiata (come, del resto nell'estratto di mappa). Con la finestra alta lucifera uso lo stesso concetto. L'importante è che non sia un semplice foro, ma abbia dimensioni adeguate affinchè si possa considerare una finestra a tutti gli effetti. Di sicuro la lucifera non può essere rappresentata come una finestra ordinaria, perchè le finestre lucifere rispondono ad una serie di norme del codice civile diverso dalle finestre in cui ci si può affacciare. Oltre ad una serie di disposizioni riferite alla distanza dai confini e da altri fabbricati confinanti dei prospetti dell'edificio finestrato. Ci sono poi anche le finestre a bocca di lupo in cui viene tratteggiato lo spazio occupato dalla finestra all'esterno del corpo di fabbrica quando si disegna il piano interrato. La rappresentazione in mappa è normata, quella del disegno di una aperura posta a quota superiore al piano orizzontale ordinariamente definito, secondo le regole del disegno tecnico delle piante di fabbricati e/o loro porzioni, dal davanzale delle finestre, nelle planimetrie catastale NO. In mappa si rappresenta il contorno uscente fuori terra, cioè la sagoma del fabbricato intersecata dal piano di campagna: tutto quello che sta sopra questo piano (ad esempio la citata tettoia) dev'essere rappresentato in mappa con linea tratteggiata, se sta sotto con linea puntinata: posto questo caposaldo noto ai Geometri "catastali", che attinenza hanno le due circostanze, ossia la finestra in planimetria dell' u.i.u. e la tettoia in mappa? Nessuna. Tornando alla normativa per la redazione delle planimetrie catastali, non c' è nessuna regola tecnica in documenti di prassi che disponga di differenziare le vedute dalle luci (cioè, in altri termini, come definiti dal Codice Civile) e tantomeno in funzione della distanza dai confini o altri fabbricati. Sull'argomento luci, vedute affacci ecc. c'è alcun nesso fra quanto distingue il C.C. e la normativa catastale in materia e tanto meno un "non può essere rappresentata".
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