Gentilissimi forumiani,
con ogni cortesia Vi pongo una questione sulla quale spero qualcuno potrà darmi un consiglio utile alla bisogna.
Si tratta di questo:
Un appartamento, incluso nella maggior consistenza di un fabbricato con più unità immobiliari, accatastato nel 1986 col classico modello 55 autoallestito è stato oggetto di CLASSAMENTO AUTOMATICO il 16.07.1986 e gli è stata attribuita categoria A/2 di classe U.
I proprietari, persone emigrate in Germania dalla più giovane età, solo ora si sono accorte di tale situazione a seguito degli accertamenti ICI operati dal Comune. Non dispongono di alcuna documentazione che attesti la notifica da parte del catasto, ammesso che all’epoca ve ne sia stata, più per il fatto che qui non avevano alcuno che curasse i loro interessi con la dovuta attenzione (genitori anziani per esempio) piuttosto che per distrazione pura e semplice, nel senso che non hanno opposto alcun ricorso.
L’attenzione sulla cosa si pone per il fatto che trattandosi di un piccolo comune con un patrimonio edilizio piuttosto scarso in termini quali-quantitativi il classamento in A/2 è limitato alle poche case padronali di 15-20 vani come esistevano una volta, mentre la più parte sono classate in A/3.
Così come credo (devo però verificarlo) accade per gli altri appartamenti dell’edificio.
Quindi vi è la duplice esigenza di una perequazione fiscale di fatto che influisce sul pagamento delle tasse, imposte e tributi.
Il fatto più clamoroso è che in sede di atto notarile di acquisto ( 26 agosto 1991) dell’appartamento di cui si tratta, quindi dopo cinque anni dall’accatastamento, nonostante dalla visura storica si dica che ci sia stato il classamento automatico del 1986 sopra richiamato, il notaio nel descrivere l’identificazione catastale dice che l’immobile è privo di rendita al punto che invoca l’applicazione dell’art. 12 della legge 154/88 per il classamento dell’immobile.
Quest’ultimo fatto dal catasto viene poi notificato all’ufficio del registro per il calcolo delle tasse e imposte dovute oltre che al proprietario.
Sta di fatto che dalla visura all’attualità emerge che l’u.i.u. è censita in A/2 con un evidente aumento del valore sotto tutti i profili (nella fattispecie soprattutto ai fini ICI).
Prima di interfacciarmi con l’AdT vorrei apprendere il punto di vista consapevole di quanti eventualmente volessero riscontrarmi per sapere:
1) potrei fare una richiesta di rettifica del classamento da A/2 in A/3 in autotutela ex circ. 11/2005?
Oppure cos’altro?
Grazie a quanti mi daranno il loro parere e i loro suggerimenti.
Buon lavoro
Luigi iozzolino