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Autore SANZIONE PER OMESSA O TARDIVA PRESENTAZIONE DELLA DENUNCIA D

geoalfa
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Inviato: 07 Giugno 2026 alle ore 17:09

SANZIONE PER OMESSA O TARDIVA PRESENTAZIONE DELLA DENUNCIA DI SUCCESSIONE

CASO:

Effegi parla della sanzione per omessa presentazione della Successione che ricadrà oltre l’anno dal termine ultimo per l’invio e si verifica dopo il 01/09/2024 e quindi sconta, in assenza di pagamento dell’imposta di Successione di 250 €.

Fa notare che questa sanzione viene irrogata dall’AdE e che si paga con F24

Per tale sanzione da pagare con ravvedimento, non sarebbe corretto utilizzare il codice “1549” presente nella Risoluzione AdE n. 2 del 10/01/2025 (1549 “ Successioni – Tardiva presentazione della dichiarazione di successione – sanzione da ravvedimento – imposta sulle successioni ecc”) .
Se il pagamento avvenisse entro 60 giorni vi sarebbe la riduzione del 50% ossia parliamo di 125 €.

1) potrebbe essere l’AdE stessa ad applicare le stesse aliquote del ravvedimento operoso nell’avviso di accertamento notificato.
2) altra soluzione, comunicare all’AdE la volontà di pagare la sanzione in oggetto usufruendo del ravvedimento operoso da fare :

A) con un’Istanza

B) direttamente nel prospetto dei calcoli delle sanzioni ed interessi, da allegare alla Successione sostitutiva.


Quali sanzioni si pagano per l’errata dichiarazione di successione o, ancora, in caso di Sebbene non tutti ne siano al corrente, anche la successione ha una scadenza:
- deve essere infatti effettuata entro 12 mesi dal suo avvio, che coincide con la data di decesso del defunto di cui si è eredi.

Le multe possono arrivare anche al 240% dell’imposta dovuta.

Tuttavia vi è la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, per rimediare a eventuali ritardi o errori.

Quali sono gli errori più comuni nella successione
La dichiarazione di successione è un adempimento obbligatorio alla morte del parente di cui si è eredi, così come previsto dal Testo Unico 346 del 1990, inerente alle disposizioni concernenti l’Imposta sulle Successioni e sulle Donazioni.

La legge prevede che la dichiarazione sia presentata all’AdE entro 12 mesi dall’avvio della stessa procedura, fatta eccezione per i casi in cui la successione non è obbligatoria.

Attraverso la dichiarazione di successione, gli eredi riportano al Fisco il patrimonio del defunto, comprensivo di beni quali immobili, conti correnti, depositi bancari, obbligazioni e altri titoli azionari, beni mobili di vario valore - automobili, opere d’arte e via dicendo - nonché partecipazioni azionarie. Durante questo complesso processo, non è quindi è POSSIBILE imbattersi in errori e dimenticanze.

Fra i più comuni, si elencano:

1) La dichiarazione omessa, ovvero gli eredi non informano l’Agenzia delle Entrate della successione;

2) L’omissione di beni immobili e mobili, quindi non riportati all’interno della dichiarazione;

3) La dichiarazione tardiva, consegnata oltre i termini di legge;

4) [/size][size= 14.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Arial',sans-serif]La valutazione errata del patrimonio, con l’attribuzione di un valore inferiore a quello reale per beni un tempo in possesso del defunto;

5) Il calcolo errato delle imposte

A) Sull’imposta di successione

B) Sulle imposte catastali o ipotecarie in caso di immobili.

Cosa succede se si sbaglia la dichiarazione di successione

Si rischia di dover corrispondere delle sanzioni molto salate all’AdE.

L’entità dipende dal tipo di violazione commessa, e dal tempo trascorso

A) Nel caso di errori nella dichiarazione di successione

B) In presenza di ritardi e omissioni,



Calcolo delle sanzioni di successione per ritardi e omissioni
La prima fattispecie di sanzioni riguarda l’omessa o tardiva dichiarazione di successione, così come previsto non solo dal TU Imposte di Successione e sulle Donazioni, ma anche dal Decreto Legislativo 472 del dicembre 1997, in materia di sanzioni tributarie.

È da sottolineare che, per effetto del DL 87 del 14/6/2024, sono previste delle multe rinnovate per le violazioni registrate a partire dal 1/9/2024.

Per le violazioni accertate antecedenti all’1/9/2024

A) Dal 120% al 240% dell’imposta dovuta completamente omessa.

B) In caso l’imposta non fosse dovuta, si dovrà comunque corrispondere dai 250 ai 1.000 € per la mancata comunicazione all’AdE;

C)Dal 60% al 120% dell’imposta dovuta, se la dichiarazione viene presentata con un ritardo non superiore ai 30 giorni.

Anche in questo caso, se l’imposta non è dovuta, si pagherà comunque una multa dai 150 ai 500 euro.

D)Per le omissioni dal 1/9/2024, la sanzione per dichiarazione omentre rimangono invariati i corrispettivi se l’imposta non fosse dovuta;

E) [/size][size= 14.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Arial',sans-serif] [/size]Per i ritardi inferiori ai 30 giorni, la sanzione passa al 45%, mentre rimangono identiche le quote qualora l’imposta non fosse dovuta.

Se la dichiarazione viene presentata entro i termini, ma gli eredi non provvedono al pagamento dell’imposta, la sanzione è del 30%.



Calcolo delle sanzioni per dichiarazione di successione errata o infedele

Pur presentando la dichiarazione di successione entro i termini previsti, può capitare di:


-> imbattersi in errori

-> di riportare in modo infedele il valore del patrimonio o dei beni appartenuti al defunto.

In presenza di errori, ma di presentazione entro le scadenze di legge, il calcolo della sanzione viene determinato in base alla data dell’accertamento.

Per le dichiarazioni infedeli antecedenti al 1/9/2024, si paherà:

dal 100 al 200% della differenza d'imposta dovuta, per omissione o dichiarazione infedele di elementi rilevanti per la liquidazione o la riliquidazione dell’imposta;

Se l’errore non modifica la determinazione dell’imposta, la sanzione da corrispondere sarà compresa tra i 258 e i 1.032 euro.



Dopo il 1/9/2024:

La differenza d'imposta dovuta, per omissione o dichiarazione infedele di elementi rilevanti, passa all’80%;

Se l’errore non modifica la determinazione dell’imposta, la multa diventa dai 250 ai 1.000 €.

In entrambi i casi, è possibile dimezzare la comminata sanzione se il pagamento avviene entro 60 giorni dall’accertamento da parte dell’AdE.

Sanzioni per successione tardiva oltre ai 5 ann

Se la mancata dichiarazione di successione, oppure la sua presentazione infedele, è avvenuta a più di 5 anni dal decesso l’AdE è autorizzata a effettuare accertamenti e richiedere il pagamento dell’imposta non completa o omessa, tuttavia non potrà applicare le relative multe

Il ravvedimento operoso della successione

Il sistema fiscale italiano prevede la possibilità di ravvedimento operoso, quindi di regolarizzazione spontanea della propria regolarizzazione, anche in presenza di omissioni o errori nella dichiarazione di successione.

Tramite questo istituto, il contribuente può comunicare all’AdE le proprie violazioni prima dell’accertamento da parte dello stesso Fisco, approfittando così di sanzioni ridotte

Anche nel caso del ravvedimento operoso, il DL 87 del 14/6/2024 ha introdotto alcune novità:

La base sanzionatoria rimane la medesima.

In caso si volesse approfittare del ravvedimento operoso, per rettificare la propria posizione, le sanzioni sono comminate in base al ritardo accumulato rispetto alla dichiarazione omessa o infedele si paga:

a) 1/10 dell’imposta dovuta entro 30 g. dalla scadenza dei termini di legge;

b) 1/9 entro 90 giorni; [/size]

c) 1/8 della sanzione minima entro un anno;

d) 1/7 della sanzione minima entro due anni;

e) 1/6 della sanzione minima oltre i due anni;

f) 1/5 della sanzione minima se la regolarizzazione avviene dopo la contestazione della sanzione.

La normativa 2024 aggiunge alcune specifiche, in particolare sullo schema di atto, ovvero alla comunicazione formale che l’AdE invia al contribuente prima della definizione effettiva della sanzione,

- per la sanzione a 1/7 del minimo, è possibile la riduzione anche oltre un anno dall’omissione dell’errore, quando non è prevista dichiarazione periodica;

- per la sanzione da 1/6, si specifica che la regolarizzazione può avvenire anche dopo la comunicazione dello schema di atto, purché non preceduto da un verbale di constatazione e senza che sia stata presentata istanza di accertamento;

- per la sanzione da 1/5, viene aggiunto che la regolarizzazione deve avvenire [/size]prima della comunicazione dello schema di atto;

- la sanzione da 1/4, se la regolarizzazione avviene dopo la comunicazione dello schema di atto.

Il pagamento del ravvedimento avviene tramite F24 e, oltre alla sanzione, bisognerà riportare anche gli interessi in base ai giorni di ritardo.

Ultimo aggiornamento: 07 Giugno 2026 alle ore 17:40
 
 

 

 

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