Un ampliamento della propria proprietà privata realizzato occupando o modificando parti comuni condominiali richiede l'approvazione unanime dell'assemblea e un atto pubblico di cessione, seguito da una variazione catastale.
Aspetti Legali e Condominiali Consenso unanime: Qualsiasi estensione che sottragga uno spazio comune (come un pianerottolo, un cortile o un sottoscala) all'uso collettivo per incorporarlo in una proprietà privata lede i diritti degli altri condomini. Serve il voto favorevole del 100% dei partecipanti al condominio.
Atto notarile: Il passaggio di proprietà della porzione comune dal condominio al singolo condomino richiede la stipula di un atto di compravendita o cessione davanti a un notaio, con conseguente modifica delle tabelle millesimali.
Limiti strutturali: L'intervento non deve pregiudicare la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dell'edificio.
Pratica Edilizia e Catastale Titolo abilitativo: Si deve presentare al Comune (Sportello Unico per l'Edilizia) la richiesta di permesso o la segnalazione certificata (SCIA/CILA) in base alla tipologia di lavori di ampliamento di volume o superficie.
Aggiornamento Catastale: A lavori finiti, bisogna presentare una dichiarazione di variazione al catasto utilizzando il software DOCFA per aggiornare la planimetria dell'immobile e ricalcolare i millesimi. E' necessario presentare due pratiche collegate se viene variata anche la consistenza del bene comune.
Consultare anche: www.agenziaentrate.gov.it/portale/docume... www.studiomoscarini.it/2025/07/14/modifica-parti-comuni-condomino-quando-e-lecita/
Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2026 alle ore 07:31