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Orientamento rilievo |

Maurizio76
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Come già discusso in altro topic mi capita spesso di trovarmi nella situazione di dover fare un rilievo e doverlo poi rototraslare su CAD per riferirlo ad una griglia di coordinate locali. Per fare questo ovviamente ogni qual volta vado a fare un rilievo rilevo anche almeno 2 o 3 punti che già sono presenti e posizionati sulla mia griglia. Al limite posso fare stazione su uno di questi punti e, all'atto della definizione della stazione stessa posso dare a tale stazione le coordinate del punto su cui mi trovo così come desunte dalla mia griglia di riferimento...Stavo pensando che, per orientare correttamente il mio rilievo a quasto punto dovrei dare un'orientamento di partenza in questo modo: rilevo da disegno che angolo c'è tra la direzione NORD del reticolo e la direzione "stazione"-"altro punto fisso", dalla "stazione" collimo l' "altro punto fisso", digito a tastiera l'angolo precedentemente calcolato su carta e setto così l'orientamento...giusto?IN questo modo scaricato i dati mi ritroverò la stazione nelle coordinate corrette ed altrettanto corretto sarà l'orientamento del resto del rielivo rispetto al reticolo . Almeno questo è quanto credo mi possa al massimo permettere di fare il mio Leica TCR 307...ci sono altri metodi?
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geocinel
Carlo Cinelli
» ACCOUNT NON PIU' ATTIVO (GURU)
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Penso di non aver capito bene come fai però ti posso dire come la penso su queste cose. Il miglior modo di sovrapporre due rilievi aventi origini di coordinate diverse è senza dubbio la rototraslazione. Esistono due tipi di rototraslazione molto validi. Il primo: baricentrica empirica. Il secondo: rigorosa. Con la prima si sovrappongono i baricentri dei punti omologhi e si ruota una delle due della media delle differenze. Con il secondo (calcolo matriciale ai minimi quadrati) si uniformano al massimo gli scarti sui punti omologhi. Concludendo: se gli scarti tra i due sistemi sono irrisori, nell'ordine di pochissimi centimetri (molto spesso questo succede tra due rilievi), puoi usare quello che vuoi, anche il tuo che non ho capito, ma quando gli scarti cominciano ad essere nell'ordine di decine di centimetri (molto spesso questo succede tra rilievo e cartografia) devi ponderare bene e scegliere il metodo più corretto. Saluti e buon lavoro
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Maurizio76
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26 Febbraio 2007
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Il mio problema è che, per ora, dispongo di un programma di trattamento dei dati topografici che non consente la rototraslazione e di conseguenza volevo già eseguire il rilievo attenendomi alla coordinate locali corrette...quindi se faccio stazione su di un punto noto do come coordinate della stazione (in fase di definizione della stessa) le coordinate del punto noto e per l'allineamento traguardo un secondo punto noto e a tale allineamento associo l'angolo (preso dalla carta) che c'è tra la direzione del nord e quella dell'allineamento tra i due predetti punti noti... con il metodo della rototraslazione baricentrica empirica in pratica dati i punti A e B del primo rilievo e i punti A' e B' del secondo rilievo in pratica devo congiungere A con B e A' con B' far coincidere i due centri delle linee congiungenti e ruotare uno dei due rilievi di un valore pari alla media dell'angolo AOA' e BOB' (dove O è il punto d'intersezione delle mezzerie delle due congiungenti)?
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geocinel
Carlo Cinelli
» ACCOUNT NON PIU' ATTIVO (GURU)
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Mi ero scordato di dirti una cosa ovvia e importante. La rototraslazione va fatta almeno con 3 punti omologhi. Io non so a quali punti noti ti riferisci e se questi siano affidabili, ma è sempre meglio riferirsi minimo a 3. Tu, di fatto, rototrasli il rilievo intorno ad una base (che sia più lunga possibile) ma se uno dei due punti omologhi è inaffidabile ti porta a risultati disastrosi. Quanto al programma, oggi in commercio esistono programmi che risolvono queste problematiche e non hanno costi impossibili (300-500€). Saluti
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Maurizio76
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26 Febbraio 2007
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Grazie mille...riguardo al programma, purtroppo non sono io che decido, ma comunque sto aspettando l'uscita della nuona versione di Meridiana che, tra le atrel cose pare sia migliorata per quel che riguarda l'aspetto grafico...
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Alessandro
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[quote="geocinel"]Penso di non aver capito bene come fai però ti posso dire come la penso su queste cose. Il miglior modo di sovrapporre due rilievi aventi origini di coordinate diverse è senza dubbio la rototraslazione. Esistono due tipi di rototraslazione molto validi. Il primo: baricentrica empirica. Il secondo: rigorosa. .............................. Se rimaniamo nell'ambito delle rototraslazioni nel piano, possiamo utilizzare: - la rototraslazione rigida, che possiamo far corrispondere probabilmente a quelle che identifichi come "empirica", che ha come caratteristica quelle di NON modificare il rilievo eseguito. - la rototraslazione rigorosa, mediante la quale il rilievo eseguito viene adattato al precedente rilievo. E' ovvio che, in questo secondo caso, il risultato del rilievo è diverso da quello che si otterrebbe utilizzando le misure rilevate in campagna, sia in termini di angoli, sia per quanto riguarda le distanze.
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geocinel
Carlo Cinelli
» ACCOUNT NON PIU' ATTIVO (GURU)
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"Alessandro" ha scritto:
Se rimaniamo nell'ambito delle rototraslazioni nel piano, possiamo utilizzare: - la rototraslazione rigida, che possiamo far corrispondere probabilmente a quelle che identifichi come "empirica", che ha come caratteristica quelle di NON modificare il rilievo eseguito. - la rototraslazione rigorosa, mediante la quale il rilievo eseguito viene adattato al precedente rilievo. E' ovvio che, in questo secondo caso, il risultato del rilievo è diverso da quello che si otterrebbe utilizzando le misure rilevate in campagna, sia in termini di angoli, sia per quanto riguarda le distanze. Le rototraslazioni alle quali facevo riferimento non sono proprio quelle da te riportate. Non bisogna fare confusione con la variazione di scala che può essere applicata ad ambedue. La rototraslazione empirica viene calcolata semplicemente facendo coincidere i baricentri dei due sistemi e ruotando uno dei due della media dei disorientamenti. Quella rigorosa propone un calcolo di tipo matriciale ai minimi quadrati per far sì che gli scarti sui punti omologhi siano meglio distribuiti e quindi non è baricentrica. Es. estremo - se dal calcolo della rototraslazione baricentrica hai su tre punti scarti di 1metro, 50 cm., 20 cm., con quella rigorosa può darsi che ti venga fuori 75 cm, 60 cm e 30 cm. se ci sono le condizioni. Di fatto e per ricondurla ad un'esempio grafico e pratico è come tenere un lucido in mano sul quale è riportato uno dei due sistemi e sovrapporlo all'altro cercando i minimi scarti sui punti omologhi. Saluti
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geosim
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Aggiungo a quello che ha detto "alessandro" che, nel caso di rototraslazione rigorosa, non si hanno variazioni negli angoli ma solo nelle distanze e nel solo caso in cui si adotti una rototraslazione con variazione di scala, in caso contrario il rilievo viene inserito rigidamente all'interno della geometria dei punti noti senza alcuna variazione sia per le distanze che per gli angoli. Buon lavoro
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Maurizio76
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26 Febbraio 2007
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Io comunque vorrei una rototraslazione di tipo rigido...nel senso che non voglio che ci siano variazioni di quota o angoli tra i punti del rilievo che vado a rototraslare...di norma (con Autocad) prendo il rilievo che devo rototraslare, faccio coincidere il suo punto noto A'con il punto noto A del rilievo di base e ruoto il rilievo facendo "perno" sul punto A in modo tale che il punto B' venga a trovarsi sull'allineamento A-B (ovvio che qualche discostamento tra la posizione di B e di B' c'è, ma per i lavori che faccio mi va bene così...e comunque parlo di pochi centimetri su distanze di diverse decine di metri)
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