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Argomento: Incidenza IMU pertinenze dell'abitazione

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CESKO

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Agro Nocerino Sarnese

 0 -  0 - Inviato: 10 Febbraio 2026 alle ore 12:16

"Topgun" ha scritto:
"CESKO" ha scritto:
"Topgun" ha scritto:
"CESKO" ha scritto:
"Topgun" ha scritto:
Anche se urbanisticamente lo puoi fare pagando gli oneri




Gli 'oneri' o meglio il contributo sul costo di costruzione, non si paga in quanto siamo nell'ambito della stessa categoria (anzi un locale C/6 è inferiore ad un negozio di categoria C/1)



Non è così.

La categoria C sta per commerciale, catastalmente parlando, ma la destinazione urbanistica è dettata dal piano delle funzioni e l'autorimessa ed il negozio rientrano in due categorie funzionali nettamente distinte. per prova andare a vedere il piano delle funzioni del comune.



Vige quanto previsto dallo Strumento Urbanistico Comunale (dalle mie parti funziona così) non quello che dici Tu. Non ho mai pagato nessun onere e ne tantomeno il Comune me li ha chiesti.

Forse nel Tuo di Comune funziona così.



Si vede che interpreti male il piano delle funzioni dalle tue parti.



Si vede che il Comune dove opero non mi ha mai obiettato niente in questi casi .... (se non fosse stato così mi avrebbe bloccato la pratica richiedendomi il versamento del contributo di costruzione).

Evidentemente operi su un Comune che ragiona diversamente.

Infine ti faccio presente, che l'eventuale liquidazione relativa al Contributo sul costo di costruzione lo fà il Comune e non il Tecnico che invia la pratica

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Topgun

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 0 -  0 - Inviato: 10 Febbraio 2026 alle ore 12:20

"CESKO" ha scritto:


Si vede che il Comune dove opero non mi ha mai obiettato niente in questi casi .... (se non fosse stato così mi avrebbe bloccato la pratica richiedendomi il versamento del contributo di costruzione).

Evidentemente operi su un Comune che ragiona diversamente.

Infine ti faccio presente, che l'eventuale liquidazione relativa al Contributo sul costo di costruzione lo fà il Comune e non il Tecnico che invia la pratica



Confondi il costo di costruzione con gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.

Ovvio che gli oneri per la costruzione nel caso di un immobile già costruito di cui si cambia la destinazione urbanistica non vengano richiesti dal comune.

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CESKO

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Agro Nocerino Sarnese

 0 -  0 - Inviato: 10 Febbraio 2026 alle ore 12:24

"Topgun" ha scritto:
"CESKO" ha scritto:


Si vede che il Comune dove opero non mi ha mai obiettato niente in questi casi .... (se non fosse stato così mi avrebbe bloccato la pratica richiedendomi il versamento del contributo di costruzione).

Evidentemente operi su un Comune che ragiona diversamente.

Infine ti faccio presente, che l'eventuale liquidazione relativa al Contributo sul costo di costruzione lo fà il Comune e non il Tecnico che invia la pratica



Confondi il costo di costruzione con gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.

Ovvio che gli oneri per la costruzione nel caso di un immobile già costruito di cui si cambia la destinazione urbanistica non vengano richiesti dal comune.



Forse se stai zitto, fai più bella figura!

Il contributo di costruzione (art. 16 DPR 380/01) raggruppa oneri di urbanizzazione (primarie/secondarie) e costo di costruzione. I primi coprono le infrastrutture, il secondo l'incremento di valore dell'immobile.


Il cambio di destinazione d'uso da C/1 (commerciale) a C/6 (autorimesse/box) comporta generalmente un minore carico urbanistico, pertanto spesso non è dovuto il contributo sul costo di costruzione. Tuttavia, il pagamento degli oneri di urbanizzazione e la necessità di una pratica edilizia (SCIA o CILA) dipendono dalle norme locali del Comune. (Nel mio caso il Comune non mi richiede il pagamento degli oneri di urbanizzazione)

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Victor_Workings

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10 Febbraio 2026 alle ore 09:26

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 0 -  0 - Inviato: 10 Febbraio 2026 alle ore 12:46

Grazie per le risposte ragazzi.

Tutti e tre concordate sul fattoche il negozio rimane tale catastalmente perchè "d'ufficio" mi viene imposto.

Ma non è una cosa assurda? Cioè se una porzione di edificio viene destinata C/1 al momento della costruzione per AdE rimarrà per sempre negozio? Per poter cambiare destinazione che bisogna fare? Demolire e ricostruire??? Il committente chiude la partita IVA ma vita natural durante si deve tenere il negozio?



Urbanisticamente non c'è nulla che lo vieti, al massimo potranno richiedermi il nulla osta della Soprintendenza essendo in centro storico, ma essendo che procedo con "cambio di destinazione senza opere" ed il prospetto non viene alterato penso che non serva.

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Topgun

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 0 -  0 - Inviato: 10 Febbraio 2026 alle ore 13:04

"CESKO" ha scritto:
"Topgun" ha scritto:
"CESKO" ha scritto:


Si vede che il Comune dove opero non mi ha mai obiettato niente in questi casi .... (se non fosse stato così mi avrebbe bloccato la pratica richiedendomi il versamento del contributo di costruzione).

Evidentemente operi su un Comune che ragiona diversamente.

Infine ti faccio presente, che l'eventuale liquidazione relativa al Contributo sul costo di costruzione lo fà il Comune e non il Tecnico che invia la pratica



Confondi il costo di costruzione con gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.

Ovvio che gli oneri per la costruzione nel caso di un immobile già costruito di cui si cambia la destinazione urbanistica non vengano richiesti dal comune.



Forse se stai zitto, fai più bella figura!

Il contributo di costruzione (art. 16 DPR 380/01) raggruppa oneri di urbanizzazione (primarie/secondarie) e costo di costruzione. I primi coprono le infrastrutture, il secondo l'incremento di valore dell'immobile.


Il cambio di destinazione d'uso da C/1 (commerciale) a C/6 (autorimesse/box) comporta generalmente un minore carico urbanistico, pertanto spesso non è dovuto il contributo sul costo di costruzione. Tuttavia, il pagamento degli oneri di urbanizzazione e la necessità di una pratica edilizia (SCIA o CILA) dipendono dalle norme locali del Comune. (Nel mio caso il Comune non mi richiede il pagamento degli oneri di urbanizzazione)



Inutile che ti innervosisci.

Il tuo comune non lo richiede, non perchè le destinazioni autorimessa e negozio sono nell'ambito della stessa categoria, come tu hai scritto (vedi sotto), ma perchè ritiene che il carico urbanistico non aumenti.

"CESKO" ha scritto:

Gli 'oneri' o meglio il contributo sul costo di costruzione, non si paga in quanto siamo nell'ambito della stessa categoria (un locale C/6 è inferiore ad un negozio censito in categoria C/1)



Le categorie catastali non c'entrano nulla.

Poi è da vedere in riferimento agli oneri se un C6 può essere considerato, dal punto di vista urbanistico, accessorio residenziale oppure accessorio di una attività commerciale o ricettiva.

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CESKO

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 0 -  0 - Inviato: 10 Febbraio 2026 alle ore 13:06

"Topgun" ha scritto:
"CESKO" ha scritto:
"Topgun" ha scritto:
"CESKO" ha scritto:


Si vede che il Comune dove opero non mi ha mai obiettato niente in questi casi .... (se non fosse stato così mi avrebbe bloccato la pratica richiedendomi il versamento del contributo di costruzione).

Evidentemente operi su un Comune che ragiona diversamente.

Infine ti faccio presente, che l'eventuale liquidazione relativa al Contributo sul costo di costruzione lo fà il Comune e non il Tecnico che invia la pratica



Confondi il costo di costruzione con gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.

Ovvio che gli oneri per la costruzione nel caso di un immobile già costruito di cui si cambia la destinazione urbanistica non vengano richiesti dal comune.



Forse se stai zitto, fai più bella figura!

Il contributo di costruzione (art. 16 DPR 380/01) raggruppa oneri di urbanizzazione (primarie/secondarie) e costo di costruzione. I primi coprono le infrastrutture, il secondo l'incremento di valore dell'immobile.


Il cambio di destinazione d'uso da C/1 (commerciale) a C/6 (autorimesse/box) comporta generalmente un minore carico urbanistico, pertanto spesso non è dovuto il contributo sul costo di costruzione. Tuttavia, il pagamento degli oneri di urbanizzazione e la necessità di una pratica edilizia (SCIA o CILA) dipendono dalle norme locali del Comune. (Nel mio caso il Comune non mi richiede il pagamento degli oneri di urbanizzazione)



Inutile che ti innervosisci.

Il tuo comune non lo richiede, non perchè le destinazioni autorimessa e negozio sono nell'ambito della stessa categoria, come tu hai scritto (vedi sotto), ma perchè ritiene che il carico urbanistico non aumenti.

"CESKO" ha scritto:

Gli 'oneri' o meglio il contributo sul costo di costruzione, non si paga in quanto siamo nell'ambito della stessa categoria (un locale C/6 è inferiore ad un negozio censito in categoria C/1)



Le categorie catastali non c'entrano nulla.



PER "Ambito della stessa Categoria" intendevo per uso diverso dall'abitazione e/o altra destinazione non facendo riferimento alle categoria/e catastali

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CESKO

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"Victor_Workings" ha scritto:
Grazie per le risposte ragazzi.

Tutti e tre concordate sul fattoche il negozio rimane tale catastalmente perchè "d'ufficio" mi viene imposto.

Ma non è una cosa assurda? Cioè se una porzione di edificio viene destinata C/1 al momento della costruzione per AdE rimarrà per sempre negozio? Per poter cambiare destinazione che bisogna fare? Demolire e ricostruire??? Il committente chiude la partita IVA ma vita natural durante si deve tenere il negozio?



Urbanisticamente non c'è nulla che lo vieti, al massimo potranno richiedermi il nulla osta della Soprintendenza essendo in centro storico, ma essendo che procedo con "cambio di destinazione senza opere" ed il prospetto non viene alterato penso che non serva.



Il tuo discorso non fa una piega!

Purtroppo la situazione appare surreale, però penso una cosa.... perchè non si potrebbe optare per un Fitto in modo da ammortizzare almeno le spese dell'IMU?

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Topgun

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 0 -  0 - Inviato: 10 Febbraio 2026 alle ore 13:19

"Victor_Workings" ha scritto:

Urbanisticamente non c'è nulla che lo vieti, al massimo potranno richiedermi il nulla osta della Soprintendenza essendo in centro storico, ma essendo che procedo con "cambio di destinazione senza opere" ed il prospetto non viene alterato penso che non serva.



Il cambio di destinazione anche senza opere è una modifica urbanistica comunque rilevante ed è obbligo presentare una SCIA.

Hai verificato la destinazione di piano del lotto edificato ?

Togliere il locale commerciale potrebbe compromettere il titolo abilitativo riferito alla costruzione dell'intero edificio e la sua commerciabilità.

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"Topgun" ha scritto:
"Victor_Workings" ha scritto:

Urbanisticamente non c'è nulla che lo vieti, al massimo potranno richiedermi il nulla osta della Soprintendenza essendo in centro storico, ma essendo che procedo con "cambio di destinazione senza opere" ed il prospetto non viene alterato penso che non serva.



Il cambio di destinazione anche senza opere è una modifica urbanistica comunque rilevante ed è obbligo presentare una SCIA.

Hai verificato la destinazione di piano del lotto edificato ?



Sulla presentazione della SCIA o CILA non ci piove, ma per il resto sorvolerei ..... (non siamo mica a Firenze ?)

"Topgun" ha scritto:
Togliere il locale commerciale potrebbe compromettere il titolo abilitativo riferito alla costruzione dell'intero edificio e la sua commerciabilità.



Questa mi è nuova ...... il titolo abilitativo su un edificio ubicato in Centro Storico la cui costruzione presumibilmente risale a secoli fà ? Ma dai ......

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"CESKO" ha scritto:


Il tuo discorso non fa una piega!

Purtroppo la situazione appare surreale, però penso una cosa.... perchè non si potrebbe optare per un Fitto in modo da ammortizzare almeno le spese dell'IMU?





Il committente ci ha provato ad affittarlo ma essendo ubicato in un paesino spopolato in pochi avviano nuove attività ed anche trovando l'affittuario non pagherebbe più di 300 €/mese.



Non litigate comunque ragazzi...come la vedo io per il discorso degli oneri, quelli di costruzione non sono dovuti in quanto senza opere, mentre quelli di urbanizzazione non sono dovuti per riduzione del carico urbanistico (magari sbaglio, non so); invece per la decadenza del titolo edilizio non si presenta il problema, l'edificio è in centro storico ma edificato con C.E. anni '90...negli anni 2000 hanno allargato la zona centro storico includendo anche il suddetto immobile. Sono argomenti off-topic comunque.



Al netto delle vostre considerazioni/consigli mi sa che me la rischio, faccio la pratica urbanistica per cambio destinazione d0uso senza opere da C/1 a C/6 e poi aggiorno il catastale citando il relazione la SCIA alternativa. Vi tengo aggiornati se d'ufficio mi impongono di mantenere il C/1 (ma ho il sentore che non lo faranno).

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Topgun

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