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Argomento: Docfa per variazione e precedente condono veranda

Autore Risposta

bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 07:52

"rubino" ha scritto:
"Topgun" ha scritto:
"rubino" ha scritto:


Ha usufruito legittimamente del condono edilizio che è un perdono a pagamento, non vedo lo scandalo e l'epiteto del costruttore di verande. Se dichiarava al catasto solo la veranda avrebbe avuto un vano in più nella consistenza e non tutti gli altri (se ci sono) derivati dalla diversa distribuzione interna.



Egli doveva dichiarare l'abitazione con la veranda a suo tempo e questo comportava un aumento della rendita catastale con conseguente eventuale aumento dell'imposizione fiscale.

E' chiaro l'intento della legge sul condono: rilascio della concessione in sanatoria a condizione che si effettui l'aggiornamento della rendita catastale dovuto all'ampliamento dell'immobile in conseguenza della realizzazione della veranda oggetto di condono.

Aggiungo che il tecnico deve presentare le due pratiche concatenate proprio per far sì che la seconda pratica registrata in simultanea alla prima eviti di far passare dei giorni in cui può essere presente l'equivoco di una dichiarazione non congruente con lo stato di fatto ultimo dell'immobile trasformato dalle opere interne e che viene però subito "corretto" con il secondo docfa presentato per diversa distribuzione interna.

La concatenazione è una garanzia per il tecnico che le due pratiche saranno trattate assieme proprio per evitare l'incongruenza relativa alla prima variazione in cui è rappresentato uno stato di fatto non conforme all'attualità ma lo era prima dell'esecuzione delle varianti interne.

Il primo docfa rappresentante uno stato di fatto non completo delle opere interne, non sta neanche un minuto in atti da solo.



Il fatto che non abbia dichiarato la veranda a suo tempo (a parte che questa circostanza pone dubbi sull'effettiva chiusura del condono, per i motivi scritti in precedenza) non significa e non giustifica che si podsa redigere OGGI una planimetria prescindendo dall'attuale distribuzione interna, eseguita con la CILA. In quale norma, circolare ecc. c' è scritto che il tecnico ed il dichiarante possono inviare una denuncia di variazione, una planimetria, un classamento non corrispondente all' attualità? In base a quale divisione interna viene elaborato il classamento se quella attuale non viene considerata? Dove si prende l' indicazione dei vani e la loro destinazione? Il compito di una variazione non è stabilire date certe ma di definire consistenza e classamento VERI, non inventati, che le due variazioni arrivino concatenate è del tutto irrilevante, la prima è falsa o, quantomeno, vera solo per quanto riguarda la veranda.





Non corrisponde all'attualità, perchè fa fede la data di eficacia dichiarata nel documento, la situazione in quel momneto si sta dichiarando, cosa che continui a non capire, e non si inventa niente, come per tutte le causali che ti riporto sotto, ache a questo punto suppongo tu non abbia mai usato, visto che le date da riportare e la situazione sono quelle delle date originali dei documenti e non quelle all'attualità.

RETTIFICA DOCFA PROT....

ESATTA RAP GRAFICA

SOSTITUZIONE PLANIMEMTIA ERRATA



Tutte causali per sistemare la banca dati, prima dell'effettiva variazione, non cambia niente, ma capisco, che tu non le fai e fai tutto con un unico DOCFA, dichiarando sempre che le cose sono state fatte tutte contemporaneamente, nella data che preferisci.



P.S., A proposito, ti eri dimenticato che le dichiarazioni, prima del 2006, andavano fatte entro il 31/01/ dell'anno successivo?? sembra di si.

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Topgun

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 10:05

"rubino" ha scritto:

Il fatto che non abbia dichiarato la veranda a suo tempo (a parte che questa circostanza pone dubbi sull'effettiva chiusura del condono, per i motivi scritti in precedenza) non significa e non giustifica che si podsa redigere OGGI una planimetria prescindendo dall'attuale distribuzione interna, eseguita con la CILA. In quale norma, circolare ecc. c' è scritto che il tecnico ed il dichiarante possono inviare una denuncia di variazione, una planimetria, un classamento non corrispondente all' attualità? In base a quale divisione interna viene elaborato il classamento se quella attuale non viene considerata? Dove si prende l' indicazione dei vani e la loro destinazione? Il compito di una variazione non è stabilire date certe ma di definire consistenza e classamento VERI, non inventati, che le due variazioni arrivino concatenate è del tutto irrilevante, la prima è falsa o, quantomeno, vera solo per quanto riguarda la veranda.



Dove sta scritto, invece, che l'ampliamento può non essere denunciato dal tecnico ed il dichiarante, all'epoca della esecuzione dell'opera, tanto lo si deve rappresentare alla prossima denuncia di variazione catastale in occasione di opere interne, che verranno eseguite diversi anni dopo ?

La divisione interna è quella prima dell'esecuzione delle opere interne e la rappresentazione planimetrica al catasto è ripresa dallo stato di rilievo VERO e DICHIARATO dal tecnico progettista, ante opere interne riportato nella CILA.

Da quello stato legittimo di partenza della CILA viene disegnata la planimetria e determinata la consistenza ed il classamento da inserire in atti nel primo docfa riguardante esclusivamente l'ampliamento. A dire il vero sarebbe stato mooolto piu' corretto presentare la denuncia di variazione catastale della veranda PRIMA della realizzazione delle opere interne. Ma non è stato fatto proprio perchè, forse, c'era la volontà di evitare il rischio di subire un eventuale accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate o del Comune.

La variazione catastale va dichiarata e depositata nel momento in cui si eseguono e terminano interventi sull'unità immobiliare che incidono sulla rendita in atti.

La data di ultimazione dei lavori indicata in docfa, eccome se è una data certa dichiarata a un ente, rappresenta anche uno stato di fatto misurato in quel preciso momento e rappresentato graficamente in planimetria allegata. In tutti i casi per dimostrare uno stato di fatto legittimo di un immobile andiamo a ricercare in visura la denuncia di variazione e la planimetria associata che ci indica il periodo in cui sono state realizzate certe eventuali difformità riscontrate e la sua destinazione d'uso (importantissimo) che sono oggetto di dichiarazione di commerciabilità con verifica urbanistica in una compravendita.



P.S. Doveroso ringraziamento personale all'amministrazione che non ha colto la richiesta di cancellare i miei messaggi ritenuti non degni di essere letti. Ne è venuta fuori una interessantissima discussione sull'argomento emersa dal confronto dei vari pensieri (non sempre combacianti) di autorevoli professionisti partecipanti.

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CESKO

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 10:54

Il messaggio è stato considerato OFF-TOPIC dagli amministratori del portale rispetto l'argomento in discussione.

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samsung

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 10:58

"bioffa69" ha scritto:



Per mia esperienza, qui rigettano DOCFA, dove oltre a variare con pratica edilizia quello che si è fatto, si cooreggono errori grafici della scheda precedente, richiedono, prima docfa per esatta rappresentazione con data del DOCFA vecchio o md.D o 44, che fosse, poi la variazione in oggetto, vogliono tutti i passaggi, figurati se passa un DCOFA, dove dichairo in relazione che la veranda è in realtà stata realizzata anni prima.

----------------------------------------------------------------------------------------------------


Non corrisponde all'attualità, perchè fa fede la data di eficacia dichiarata nel documento, la situazione in quel momneto si sta dichiarando, cosa che continui a non capire, e non si inventa niente, come per tutte le causali che ti riporto sotto, ache a questo punto suppongo tu non abbia mai usato, visto che le date da riportare e la situazione sono quelle delle date originali dei documenti e non quelle all'attualità.

RETTIFICA DOCFA PROT....

ESATTA RAP GRAFICA

SOSTITUZIONE PLANIMEMTIA ERRATA



Tutte causali per sistemare la banca dati, prima dell'effettiva variazione



Non scrivo per contestare, ma per chiarimenti in quanto noto che stai facendo riferimento ad errori di reappresentazione nella scheda in Banca Dati. Ok, se ci stanno errori si può procedere in quel modo, ma nel caso in esame non sappiamo in realtà se la scheda è stata presentata in occasione della sanatoria e contenga altri abusi e quindi in questo caso è corretta una delle tre causali che suggerisci. Ma se l'unico abuso fosse la realizzazione della veranda (indipendentemente dalle implicazioni urbanistiche) ci troviamo di fronte ad una mancata presentazione, quindi suggeriresti in questo caso due docfa concatenati: uno per ampliamento ed uno per diversa distribuzione, immagino.

cordialmente

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bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 11:32

"samsung" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:



Per mia esperienza, qui rigettano DOCFA, dove oltre a variare con pratica edilizia quello che si è fatto, si cooreggono errori grafici della scheda precedente, richiedono, prima docfa per esatta rappresentazione con data del DOCFA vecchio o md.D o 44, che fosse, poi la variazione in oggetto, vogliono tutti i passaggi, figurati se passa un DCOFA, dove dichairo in relazione che la veranda è in realtà stata realizzata anni prima.

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Non corrisponde all'attualità, perchè fa fede la data di eficacia dichiarata nel documento, la situazione in quel momneto si sta dichiarando, cosa che continui a non capire, e non si inventa niente, come per tutte le causali che ti riporto sotto, ache a questo punto suppongo tu non abbia mai usato, visto che le date da riportare e la situazione sono quelle delle date originali dei documenti e non quelle all'attualità.

RETTIFICA DOCFA PROT....

ESATTA RAP GRAFICA

SOSTITUZIONE PLANIMEMTIA ERRATA



Tutte causali per sistemare la banca dati, prima dell'effettiva variazione



Non scrivo per contestare, ma per chiarimenti in quanto noto che stai facendo riferimento ad errori di reappresentazione nella scheda in Banca Dati. Ok, se ci stanno errori si può procedere in quel modo, ma nel caso in esame non sappiamo in realtà se la scheda è stata presentata in occasione della sanatoria e contenga altri abusi e quindi in questo caso è corretta una delle tre causali che suggerisci. Ma se l'unico abuso fosse la realizzazione della veranda (indipendentemente dalle implicazioni urbanistiche) ci troviamo di fronte ad una mancata presentazione, quindi suggeriresti in questo caso due docfa concatenati: uno per ampliamento ed uno per diversa distribuzione, immagino.

cordialmente





La mia era riferita a quello che dice Rubino, nel senso che ritiene impossibile, falso, non scritto da nessuna parte, che si presenti adesso una pratica, con rappresentazione non attuale, ma riferita alla data della denuncia.



Per cui facevo presente che anche tutte queste causali, servono per denunciare adesso, unità immobiliari, rappresentando le stesse come erano nella data di presentazione della scheda in banca dati (o per esatta rappresentazione, o per sostituzione planimetria errata, o rettifica docfa, tutte sempre riferite come data di efficacia a quella della denuncia originale).



Poi finisce lì, se non ci sono altre variazioni da denunciare, oppure si presenta il docfa d'aggiornamento, se l'unità è stata oggetto di variazioni, io personalmente li faccio sempre concatenati in stessa data.



Nel caso in oggetto, la variazione della veranda, avvenuto per esempio nel 2000, è una vera è propria variazione con data di efficacia 2000.



Ma di fatto concettualmente non cambia niente.



Saluti

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Pippocad

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 11:35

"bioffa69" ha scritto:
Solo a tua avviso, che dichiari un unico documento come fosse tutto avvenuto nello stesso momento, dalle mie parti si dice fare i furbi



Non sono d'accordo. Il DOCFA prevede di fare una “fotografia” dell’immobile anche alla data di presentazione della variazione. Quello che presento oggi deve corrispondere a quanto c’è in loco ora, indipendentemente dalla data di “usufruibilità” della variazione.

Un tempo venivano effettuati sopralluoghi per verificare la corrispondenza; ora, talvolta, mi viene richiesta documentazione fotografica a supporto. Effettuare una variazione intermedia (ad es. veranda) che non corrisponde allo stato di fatto, secondo me, non è corretto.

Se nel DOCFA è previsto un unico campo “data“ per tutte le variazioni, non è colpa del tecnico: capita spesso di doverne scegliere una. Eventualmente si può descrivere in relazione la genesi delle modifiche, a tutela del tecnico. Tutela de che poi?

Mai farò una doppia variazione per sistemare il pregresso e non mi sento di fare alcuna furbata. Anzi.

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bioffa69

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 1 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 11:52

"Pippocad" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:
Solo a tua avviso, che dichiari un unico documento come fosse tutto avvenuto nello stesso momento, dalle mie parti si dice fare i furbi



Non sono d'accordo. Il DOCFA prevede di fare una “fotografia” dell’immobile anche alla data di presentazione della variazione. Quello che presento oggi deve corrispondere a quanto c’è in loco ora, indipendentemente dalla data di “usufruibilità” della variazione.

Un tempo venivano effettuati sopralluoghi per verificare la corrispondenza; ora, talvolta, mi viene richiesta documentazione fotografica a supporto. Effettuare una variazione intermedia (ad es. veranda) che non corrisponde allo stato di fatto, secondo me, non è corretto.

Se nel DOCFA è previsto un unico campo “data“ per tutte le variazioni, non è colpa del tecnico: capita spesso di doverne scegliere una. Eventualmente si può descrivere in relazione la genesi delle modifiche, a tutela del tecnico. Tutela de che poi?

Mai farò una doppia variazione per sistemare il pregresso e non mi sento di fare alcuna furbata. Anzi.





Lo dici tu stesso, che nel DOCFA è prevista una sola data, per cui se quanto dichiari non è davvero stato fatto in quella data, non è corretto, io lo chiamo una furbata, perchè eviti le due pratiche ed i doppi diritti, che se le cose fossero state fatte quando dovuto avresti dovuto pagare.

Diciamo che siamo in Italia, e la vincono semrpe quelli che rispettano le regole solo quando gli fa comodo, per cui ho fatto la veranda, ma non dovevo vendere, non dichiaro niente, adesso ho fatto le variazioni e devo vendere faccio tutto adesso.



Po se si vogliono dichiarare lavori fatti in una data anche se non è vero, fate voi, il comune comunque controlla e se fosse stato dovuto una differenza imu, per la veranda, nel modo che utilizzate, non lo pagate, se non sono furbate queste, non saprei come chiamarle.



Saluti

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Pippocad

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 12:07

"bioffa69" ha scritto:


Lo dici tu stesso, che nel DOCFA è prevista una sola data, per cui se quanto dichiari non è davvero stato fatto in quella data, non è corretto, io lo chiamo una furbata, perchè eviti le due pratiche ed i doppi diritti, che se le cose fossero state fatte quando dovuto avresti dovuto pagare.

Saluti



Non mi sono spiegato. Un esempio.

Presento un docfa oggi 4/3/2026 dichiarando che i lavori sono terminati il 2/2/2002. La planimetria deve corrispondere a ciò che c'è in loco oggi 4/3/2026 e non a ciò che c'era un giorno tra il 2002 ed oggi. La planimetria deve sempre corrispondere ai luoghi al momento dell’invio!

Se mi fanno un soppralluogo controllano la situazione odierna non quella al 2/2/2002!

Presentare una planimetria intermedia, quindi non conforme allo stato reale odierno, è da segnalazione all'albo dei geometri. La concatenazione delle pratiche docfa non c'entra nulla. Serve per altro.

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bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 12:22

"Pippocad" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:


Lo dici tu stesso, che nel DOCFA è prevista una sola data, per cui se quanto dichiari non è davvero stato fatto in quella data, non è corretto, io lo chiamo una furbata, perchè eviti le due pratiche ed i doppi diritti, che se le cose fossero state fatte quando dovuto avresti dovuto pagare.

Saluti



Non mi sono spiegato. Un esempio.

Presento un docfa oggi 4/3/2026 dichiarando che i lavori sono terminati il 2/2/2002. La planimetria deve corrispondere a ciò che c'è in loco oggi 4/3/2026 e non a ciò che c'era un giorno tra il 2002 ed oggi. La planimetria deve sempre corrispondere ai luoghi al momento dell’invio!

Se mi fanno un soppralluogo controllano la situazione odierna non quella al 2/2/2002!

Presentare una planimetria intermedia, quindi non conforme allo stato reale odierno, è da segnalazione all'albo dei geometri. La concatenazione delle pratiche docfa non c'entra nulla. Serve per altro.





Io direi che non è così, se presenti una pratica con data lavori 2002, la scheda deve corrispondere a quanto esistente nel 2002, e se così è ancora, il tutto finisce lì, per cui se fanno i controlli, trovano la situazione in essere nel 2002 (il DOCFA ti chiede la data di realizzazione delle opere, e non ti chiede se quanto dichiari è lo stato attuale, per cui non fai nessuna denuncia falsa , se dichiari tutti gli eventi, indicando quando sono stati realizzati, al contrario se fai un'unica denuncia stai denunciado il faslo.).



Se invece ci sono altre variuazioni, allora presenti in concatenati anche il secondo DOCFA, per aggiornameto, con riferimento alla nuova pratica edilizia, per cui se fano controlli trovano lo stato dei luoghi come da ultima pratica.



Tutte le causali che ti ho indicato, fanno riferimento alla data di presentazione delle pratiche non allo stato attuale.

Chiaro che se lo stato di fatto attuale è cambiato, dopo aver sistemato con data di eficacia reale, quello che era, fai adesso la tua variazione.



Ho scritto prima che mi è capitato, per una variazione con p.e., di scrivere in relazione che la copertura di un vano scale interno, non era mai esistito, di fatto cambiavo la consistenza del paviemnto interno dell'abitazione di 2 mq, e che pertanto in contemporanea alla variazione in seguito alla pratica edilizia, sistemavo anche quella rappresntazione.



Docfa sospeso, hanno voluto prima il DOCFA per esatta rappersntazione grafica, dove sistemaavo questa copertura alla scala (una porzione di pavimento in pratica), per cui scheda rifatta con data della scheda precedente in banca dati e con distribuzione interna come quella in banca dati, visto che la data era quella , poi secondo DOCFA per la variazione attuale.



La concatenzione è solo un risparmio di tempo, in modo da fare tutto insieme ed in modo che il tecnico catastale, veda tutti i passaggi (faccio presente che mai nesun tecnico catastale si è sognmato di denunciarmi al collegio perchè nella variazione intermedia dichairo uno stato di fatto diverso da quello in essere il giorno della presentazione DOCFA, sempplicemente perchè dichiaro la data reale, pèassata, non quella attuale).



Saluti

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Topgun

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"Pippocad" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:


Lo dici tu stesso, che nel DOCFA è prevista una sola data, per cui se quanto dichiari non è davvero stato fatto in quella data, non è corretto, io lo chiamo una furbata, perchè eviti le due pratiche ed i doppi diritti, che se le cose fossero state fatte quando dovuto avresti dovuto pagare.

Saluti



Non mi sono spiegato. Un esempio.

Presento un docfa oggi 4/3/2026 dichiarando che i lavori sono terminati il 2/2/2002. La planimetria deve corrispondere a ciò che c'è in loco oggi 4/3/2026 e non a ciò che c'era un giorno tra il 2002 ed oggi. La planimetria deve sempre corrispondere ai luoghi al momento dell’invio!

Se mi fanno un soppralluogo controllano la situazione odierna non quella al 2/2/2002!

Presentare una planimetria intermedia, quindi non conforme allo stato reale odierno, è da segnalazione all'albo dei geometri. La concatenazione delle pratiche docfa non c'entra nulla. Serve per altro.





Per questo si presentano le pratiche congiuntamente concatenate. L'Agenzia non controlla la prima pratica se rispetta lo stato attuale o meno perchè viene presentata una seconda variazione alla stessa data della prima e concatenata, quindi le verifiche dello stato dell'immobile l'Agenzia la fa sullo stato rappresentato dalla seconda pratica docfa opportunamente collegata con la prima.

A questo servono le pratiche concatenate e sono consentite dallo stesso ufficio ricevente che deve per forza esaminare le due pratiche congiuntamente come fossero una. Il tecnico, tra l'altro è obbligato ad adottare questa procedura proprio quando ci sono da inserire variazioni realizzate in date diverse che non può mettere in unica variazione e proprio perchè indicherebbe una data di ultimazione dei lavori effettuati in epoca differente rispetto alle opere interne, non veritiera. A nulla conta il fatto che questa data non è riportata in visura e quindi non è a disposizione pubblica, perchè tutti i dati riportati in docfa assumono valore dichiarativo.

Poi, Pippocad, ho qualche dubbio sul fatto che tutti i tecnici che inviano pratiche concatenate sono da segnalare al collegio.

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CESKO

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"Topgun" ha scritto:
"Pippocad" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:


Lo dici tu stesso, che nel DOCFA è prevista una sola data, per cui se quanto dichiari non è davvero stato fatto in quella data, non è corretto, io lo chiamo una furbata, perchè eviti le due pratiche ed i doppi diritti, che se le cose fossero state fatte quando dovuto avresti dovuto pagare.

Saluti



Non mi sono spiegato. Un esempio.

Presento un docfa oggi 4/3/2026 dichiarando che i lavori sono terminati il 2/2/2002. La planimetria deve corrispondere a ciò che c'è in loco oggi 4/3/2026 e non a ciò che c'era un giorno tra il 2002 ed oggi. La planimetria deve sempre corrispondere ai luoghi al momento dell’invio!

Se mi fanno un soppralluogo controllano la situazione odierna non quella al 2/2/2002!

Presentare una planimetria intermedia, quindi non conforme allo stato reale odierno, è da segnalazione all'albo dei geometri. La concatenazione delle pratiche docfa non c'entra nulla. Serve per altro.





Per questo si presentano le pratiche congiuntamente concatenate. L'Agenzia non controlla la prima pratica se rispetta lo stato attuale o meno perchè viene presentata una seconda variazione alla stessa data della prima e concatenata, quindi le verifiche dello stato dell'immobile l'Agenzia la fa sullo stato rappresentato dalla seconda pratica docfa opportunamente collegata con la prima.

A questo servono le pratiche concatenate e sono consentite dallo stesso ufficio ricevente che deve per forza esaminare le due pratiche congiuntamente come fossero una. Il tecnico, tra l'altro è obbligato ad adottare questa procedura proprio quando ci sono da inserire variazioni realizzate in date diverse che non può mettere in unica variazione e proprio perchè indicherebbe una data di ultimazione dei lavori effettuati in epoca differente rispetto alle opere interne, non veritiera. A nulla conta il fatto che questa data non è riportata in visura e quindi non è a disposizione pubblica, perchè tutti i dati riportati in docfa assumono valore dichiarativo.



Il più delle volte le pratiche "concatenate" non vengono esaminate dallo stesso Tecnico dell'Ufficio e succede che una viene registrata e l'altra respinta, quindi bisogna prestare sempre molta attenzione.

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"CESKO" ha scritto:


Il più delle volte le pratiche "concatenate" non vengono esaminate dallo stesso Tecnico dell'Ufficio e succede che una viene registrata e l'altra respinta, quindi bisogna prestare sempre molta attenzione.



Non è vero. Per questo è stata inserita la possibilità di indicare che la pratica è concatenata ad altra durante la trasmissione delle pratiche.

Le pratiche concatenate vengono esaminate congiuntamente da un unico tecnico catastale in modalità manuale.

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"Topgun" ha scritto:
"CESKO" ha scritto:


Il più delle volte le pratiche "concatenate" non vengono esaminate dallo stesso Tecnico dell'Ufficio e succede che una viene registrata e l'altra respinta, quindi bisogna prestare sempre molta attenzione.



Non è vero. Per questo è stata inserita la possibilità di indicare che la pratica è concatenata ad altra durante la trasmissione delle pratiche.

Le pratiche concatenate vengono esaminate congiuntamente da un unico tecnico catastale in modalità manuale.



e ti pareva che dovevi rispondere il contrario .....

a me è capitato (pratiche esaminate da due tecnici diversi), alla fine tutto può essere

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"CESKO" ha scritto:

e ti pareva che dovevi rispondere il contrario .....

a me è capitato (pratiche esaminate da due tecnici diversi), alla fine tutto può essere



Ti pareva cosa ?

Che senso ha indicare durante la trasmissione dei docfa che la pratica è concatenata con altra se non provoca nessuna reazione nel sistema ?

Le pratiche si indicano concatenate apposta per evitare quello che a te pare sia successo.

Secondo me ti è capitato quando ancora non avevano inserito la funzione di indicazione di docfa concatenato.



Dal Collegio Geometri di Firenze

Come specificato nel Vademecum Do.c.fa, per l’invio telematico delle dichiarazioni di aggiornamento catastale SISTER, è disponibile la nuova funzione che consente di contrassegnare gli atti di aggiornamento cosiddetti “concatenati”, ossia di indicare che il documento in corso di invio è parte di una serie di dichiarazioni Docfa tra loro interconnesse, da trattare contestualmente e da registrare secondo l’ordine indicato.

Ai fini del corretto funzionamento del sistema di registrazione automatica, in fase di invio di ciascuna delle dichiarazioni Docfa “concatenate”, al tecnico Professionista è richiesto, in aggiunta alla consueta indicazione del numero progressivo del documento (ad esempio: Docfa 1 di 3, Docfa 2 di 3, ecc.), di utilizzare tale nuova funzione, selezionando con la “spunta” il nuovo campo denominato “Docfa concatenato”.

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Pippocad

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 0 -  0 - Inviato: 04 Marzo 2026 alle ore 15:10

"bioffa69" ha scritto:

Io direi che non è così, se presenti una pratica con data lavori 2002, la scheda deve corrispondere a quanto esistente nel 2002, e se così è ancora, il tutto finisce lì, per cui se fanno i controlli, trovano la situazione in essere nel 2002 (il DOCFA ti chiede la data di realizzazione delle opere, e non ti chiede se quanto dichiari è lo stato attuale, per cui non fai nessuna denuncia falsa , se dichiari tutti gli eventi, indicando quando sono stati realizzati, al contrario se fai un'unica denuncia stai denunciado il faslo.).

Se invece ci sono altre variuazioni, allora presenti in concatenati anche il secondo DOCFA, per aggiornameto, con riferimento alla nuova pratica edilizia, per cui se fano controlli trovano lo stato dei luoghi come da ultima pratica.

Tutte le causali che ti ho indicato, fanno riferimento alla data di presentazione delle pratiche non allo stato attuale.

Chiaro che se lo stato di fatto attuale è cambiato, dopo aver sistemato con data di eficacia reale, quello che era, fai adesso la tua variazione.

Ho scritto prima che mi è capitato, per una variazione con p.e., di scrivere in relazione che la copertura di un vano scale interno, non era mai esistito, di fatto cambiavo la consistenza del paviemnto interno dell'abitazione di 2 mq, e che pertanto in contemporanea alla variazione in seguito alla pratica edilizia, sistemavo anche quella rappresntazione.

Docfa sospeso, hanno voluto prima il DOCFA per esatta rappersntazione grafica, dove sistemaavo questa copertura alla scala (una porzione di pavimento in pratica), per cui scheda rifatta con data della scheda precedente in banca dati e con distribuzione interna come quella in banca dati, visto che la data era quella , poi secondo DOCFA per la variazione attuale.

La concatenzione è solo un risparmio di tempo, in modo da fare tutto insieme ed in modo che il tecnico catastale, veda tutti i passaggi (faccio presente che mai nesun tecnico catastale si è sognmato di denunciarmi al collegio perchè nella variazione intermedia dichairo uno stato di fatto diverso da quello in essere il giorno della presentazione DOCFA, sempplicemente perchè dichiaro la data reale, pèassata, non quella attuale).



Saluti



Rimango dell'idea che la planimetria catastale deve corrispondere allo stato di fatto dei luoghi che il tecnico misura in loco e poi disegna. Altre ricostruzione di situazioni passate non sono ammesse (ad esclusione dell'esatta rappresentazione o recupero di situazioni pregresse che seguono altre logiche) altrimenti sarebbe possibile disegnare qualsiasi cosa e poi giustificarsi al sopralluogo dicendo che manca una pratica da inviare, ma che la manda il collega...

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