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Argomento: Docfa per variazione e precedente condono veranda
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rubino
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Gli devi dare le indicazioni ma non coinvolgerlo in fantomatiche operazioni di "igiene" fiscale: dove sarebbe l'evasione fiscale se con una sola pratica si arriva alla nuova consistenza, al nuovo classamento ed alla nuova rendita EFFETTIVE evitando l'inutile passaggio della prima variazione solo con la veranda? Quella si che sarebbe evasione, non si può inserire in atti un vano alla volta. Con due variazioni sarà il Comune a non capirci niente, prima gli arriva una rendita solo con la veranda, poi un'altra ... sai quanti avvisi di accertamento arriveranno?
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rubino
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"bioffa69" ha scritto: "Topgun" ha scritto: "rubino" ha scritto: ... e filosofi: Non prendi in cosiderazione il fatto che le due pratiche DOCFA sarebbero inviate contemporaneamente e con la spunta di pratiche concatenate. Questo vuol dire che vengono assegnate entrambi ad un tecnico e da lui esaminate manualmente e non in automatico. Le due pratiche se passano positivamente l'esame, verranno registrate contemporaneamente una, la prima, e di seguito l'altra, la seconda. Non ci potrà mai essere una pratica docfa registrata e l'altra no. Entrambe saranno o non registrabili o registrabili e inserite in atti contemporaneamente. Guarda che NON ho scritto il contrario, ho scritto che sono in contraddizione e che è lo stesso tecnico quale con la prima dichiara una cosa ma ne omettene un'altra, che dichiara nella seconda variazione, asseverando entrambe con timbro e firma. Le pratiche inviate concatenate generalmente servono apposta, per recuperare e mettere ordine alla storia catastale dell'unità immobiliare interessata da interventi eseguiti in epoche differenti. Le pratiche concatenate non servono allo scopo che hai scritto, te lo faccio dire dall'AI che attinge dal Collegio di Firenze (ma guarda un pò!): "Il DOCFA concatenato Fai finta di non capire. Provo con il copia incolla sul testo che tu hai trovato Il "DOCFA concatenato" è una funzionalità di Sister per inviare più pratiche Docfa interconnesse (es. variazioni in sequenza), attivando un flag specifico per la gestione automatica e la corretta registrazione sequenziale degli atti. Difatti le due variazioni docfa di cui stiamo discutendo in questo caso che cosa sono se non due variazioni effettuate in sequenza temporale una distinta dall'altra ? Il flag serve appositamente per consentire di registrare correttamente le due pratiche riguardanti lo stesso immobile. Con un solo docfa abbiamo una sola data dichiarata e non è quella corretta per l'opera della veranda. Vedi che è consentito fare due pratiche e non c'è alcuna dichiarazione falsa o contraddittoria tra loro poichè si va a denunciare due interventi distinti effettuati in epoca distante una dall'altra, consentendo così all'Agenzia di controllare la rgolare fiscalità dell'immobile nel modo più visibile possibile senza nascondere il periodo effettivo della costruzione della veranda considerata un intervento distinto dalle opere interne. Ma rimango basito che si debba anche spiegare il senso di un DOCFA concatenato. Ma pensandoci meglio, se non si capisce che due eventi avvenuti in date diverse , è corretto che così siano denunciati, forse anche un DOCFA concatento, diventa un rebus, che è logicvo spiegare. A dire il vero te l'ho spiegato io ma forse non capisci che il meccanismo della concatenazione per la registrazione è un falso problema, o le mandi insieme o distanziati di X giorni non cambia il contenuto delle due denunce di variazione in particolare della prima, quella con laa planimetria non corrispondente allo stato dei luoghi e la dichiarazione di ampliamento per la veranda senza la diversa distribuzione interna.
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rubino
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cancellato per errata duplicazione
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Topgun
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"rubino" ha scritto: Gli devi dare le indicazioni ma non coinvolgerlo in fantomatiche operazioni di "igiene" fiscale: dove sarebbe l'evasione fiscale se con una sola pratica si arriva alla nuova consistenza, al nuovo classamento ed alla nuova rendita EFFETTIVE evitando l'inutile passaggio della prima variazione solo con la veranda? Quella si che sarebbe evasione, non si può inserire in atti un vano alla volta. Con due variazioni sarà il Comune a non capirci niente, prima gli arriva una rendita solo con la veranda, poi un'altra ... sai quanti avvisi di accertamento arriveranno? L'evasione c'è perche al momento della realizzazione della veranda il cittadino non ha denunciato l'aggiornamento della rendita a suo tempo. Quello intercorso tra l'ampliamento e la diversa distribuzione interna. Da qualche parte c'è scritto prova a domandare alla AI, mi pare, se non ricordo male che il contribuente ha il dovere di denunciare al termine dei lavori al catasto l'opera effettuata, entro trenta giorni dall'ultimazione della stessa. L'ha fatto ? No. Non vale neppure come giustificazione il fatto che l'aumento della rendita potrebbe non aver comportato alcun aumento delle imposte.
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bioffa69
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"rubino" ha scritto: Gli devi dare le indicazioni ma non coinvolgerlo in fantomatiche operazioni di "igiene" fiscale: dove sarebbe l'evasione fiscale se con una sola pratica si arriva alla nuova consistenza, al nuovo classamento ed alla nuova rendita EFFETTIVE evitando l'inutile passaggio della prima variazione solo con la veranda? Quella si che sarebbe evasione, non si può inserire in atti un vano alla volta. Con due variazioni sarà il Comune a non capirci niente, prima gli arriva una rendita solo con la veranda, poi un'altra ... sai quanti avvisi di accertamento arriveranno? Ma penso che tu ci stia prendendo in giro, e sopratuto che non comprenda quanto scritto. Qui, e siamo in Italia, e pertanto non dovrebbe cambiare niente, se un intervento modifica la rendita e l'Imu è dovuta, il comune per i 5 anni indietro, per legge, richiede la differernza. Invece tu con la tua pratica dichiari tutto fatto adesso, e marameo, imu dovuto al comune. Se non era chiaro, la differenza nell'operare è questa, una giusta l'altra da furbetto!!! L a data da dichiarare nel Docfa è la data di ultimazione dei lavori (o di variazione dello stato di fatto), fondamentale per calcolare i 30 giorni di tempo massimo per la presentazione senza sanzioni. Deve corrispondere all'effettiva conclusione dei lavori che hanno modificato la consistenza o la rendita dell'immobile
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bioffa69
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"rubino" ha scritto: "bioffa69" ha scritto: "Topgun" ha scritto: "rubino" ha scritto: ... e filosofi: Non prendi in cosiderazione il fatto che le due pratiche DOCFA sarebbero inviate contemporaneamente e con la spunta di pratiche concatenate. Questo vuol dire che vengono assegnate entrambi ad un tecnico e da lui esaminate manualmente e non in automatico. Le due pratiche se passano positivamente l'esame, verranno registrate contemporaneamente una, la prima, e di seguito l'altra, la seconda. Non ci potrà mai essere una pratica docfa registrata e l'altra no. Entrambe saranno o non registrabili o registrabili e inserite in atti contemporaneamente. Guarda che NON ho scritto il contrario, ho scritto che sono in contraddizione e che è lo stesso tecnico quale con la prima dichiara una cosa ma ne omettene un'altra, che dichiara nella seconda variazione, asseverando entrambe con timbro e firma. Le pratiche inviate concatenate generalmente servono apposta, per recuperare e mettere ordine alla storia catastale dell'unità immobiliare interessata da interventi eseguiti in epoche differenti. Le pratiche concatenate non servono allo scopo che hai scritto, te lo faccio dire dall'AI che attinge dal Collegio di Firenze (ma guarda un pò!): "Il DOCFA concatenato Fai finta di non capire. Provo con il copia incolla sul testo che tu hai trovato Il "DOCFA concatenato" è una funzionalità di Sister per inviare più pratiche Docfa interconnesse (es. variazioni in sequenza), attivando un flag specifico per la gestione automatica e la corretta registrazione sequenziale degli atti. Difatti le due variazioni docfa di cui stiamo discutendo in questo caso che cosa sono se non due variazioni effettuate in sequenza temporale una distinta dall'altra ? Il flag serve appositamente per consentire di registrare correttamente le due pratiche riguardanti lo stesso immobile. Con un solo docfa abbiamo una sola data dichiarata e non è quella corretta per l'opera della veranda. Vedi che è consentito fare due pratiche e non c'è alcuna dichiarazione falsa o contraddittoria tra loro poichè si va a denunciare due interventi distinti effettuati in epoca distante una dall'altra, consentendo così all'Agenzia di controllare la rgolare fiscalità dell'immobile nel modo più visibile possibile senza nascondere il periodo effettivo della costruzione della veranda considerata un intervento distinto dalle opere interne. Ma rimango basito che si debba anche spiegare il senso di un DOCFA concatenato. Ma pensandoci meglio, se non si capisce che due eventi avvenuti in date diverse , è corretto che così siano denunciati, forse anche un DOCFA concatento, diventa un rebus, che è logicvo spiegare. A dire il vero te l'ho spiegato io ma forse non capisci che il meccanismo della concatenazione per la registrazione è un falso problema, o le mandi insieme o distanziati di X giorni non cambia il contenuto delle due denunce di variazione in particolare della prima, quella con laa planimetria non corrispondente allo stato dei luoghi e la dichiarazione di ampliamento per la veranda senza la diversa distribuzione interna. Tu hai spiegato cosa, se non capisci il senso delle due pratiche, come avresti potuto farlo? LE DATE DEL DOCFA, SONO IN BASE ALLA DATA DI UTILIZZABILITA' O FINE LAVORI, ma non lo sai davvero a cosa serve???? continui a dire cose come non ci fosse una chiara data dichiarata,
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rubino
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Sta calmo e ragiona: all'epoca dei condoni il termine per l'accatastamento non era di trenta giorni semplicemente non c'era,l'unico obbigo era che la planimetria riportante l'abuso ed il nuovo estratto dovevano arrivare al comune prima del rilascio del titolo in sanatoria.
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bioffa69
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"rubino" ha scritto: Sta calmo e ragiona. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, vai solo a leggere le istruzioni DOCFA, ti si apre un mondo
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Topgun
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"rubino" ha scritto:
A dire il vero te l'ho spiegato io ma forse non capisci che il meccanismo della concatenazione per la registrazione è un falso problema, o le mandi insieme o distanziati di X giorni non cambia il contenuto delle due denunce di variazione in particolare della prima, quella con la planimetria non corrispondente allo stato dei luoghi e la dichiarazione di ampliamento per la veranda senza la diversa distribuzione interna. Il meccanismo della concatenazione è stato necessario adottarlo in quanto molti tecnici presentavano due variazioni distinte per lo stesso immobile evidentemente per esercitare la procedura da me e da Bioffa69 descritta, e però succedeva l'inconveniente che il sistema non trattava le due pratiche in contemporanea e nell'ordine cronologico di presentazione, tra l'altro, una pratica veniva gestita in automatico e l'altra manualmente da un funzionario, oppure manualmente da due funzionari diversi con diverso esito. Con la spunta indicante che le due pratiche sono da considerarsi concatenate si è ovviato al fastidioso inconveniente per tutti quei tecnici che presentavano per l'appunto due docfa per due variazioni distinte riguardante lo stesso immobile.
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rubino
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"bioffa69" ha scritto: "rubino" ha scritto: Sta calmo e ragiona. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, vai solo a leggere le istruzioni DOCFA, ti si apre un mondo Sta calmo e ragiona 2: all'epoca dei condoni il termine per l'accatastamento non era di trenta giorni semplicemente non c'era, l'unico obbigo che aveva il richiedente era che la planimetria riportante l'abuso ed il nuovo estratto dovevano arrivassero al comune prima del rilascio del titolo in sanatoria. Aggiungo: all'epoca non esisteva l'imu ma l'isi che fu introdotta ad ottobre 1992 e non c'era nessuna sanzione per il ritardato accatastamento. Aggiungo qui: scrive topgun: "Il meccanismo della concatenazione è stato necessario adottarlo in quanto molti tecnici presentavano due variazioni distinte per lo stesso immobile evidentemente per esercitare la procedura da me e da Bioffa69 descritta, e però succedeva l'inconveniente che il sistema non trattava le due prattiche in contemporanea e nell'ordine cronologico di presentazione, tra l'altro una pratica veniva gestita i automatico e l'altra manualmente da un funzionario, oppure manualmente da due funzionari diversi con diverso esito. Con la spunta indicante che le due pratice sono da considerarsi concatenate si è ovviato al fastidioso inconveniente per quei tecnici che presentavano per l'appunto due docfa per due variazioni distinte riguardante lo stesso immobile." Ma chi se ne fotte della concatenazione, è chiaro che se stai scrivendo di farne due rispettare l'ordine temporale di realizzazione, è il contenuto della prima variazione, quella solo con la veranda ma priva della divisione interna esistente alla data di redazione della planimetria e della dichiarazione di variazione che è falso.
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Topgun
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"rubino" ha scritto: all'epoca dei condoni il termine per l'accatastamento non era di trenta giorni semplicemente non c'era, l'unico obbigo che aveva il richiedente era che la planimetria riportante l'abuso ed il nuovo estratto dovevano arrivassero al comune prima del rilascio del titolo in sanatoria. Aggiungo: all'epoca non esisteva l'imu ma l'isi che fu introdotta ad ottobre 1992 e non c'era nessuna sanzione per il ritardato accatastamento. Obbligo dell'accatastamento che il nostro amico contribuente, costruttore di verande, non ha rispettato e che ora nell'occasione dell'esecuzione di opere interne vorrebbe affossare definitivamente evitando eventuali richieste di accertamento fiscale dovute offuscando la data di realizzazione della veranda.
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rubino
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"Topgun" ha scritto: "rubino" ha scritto: "bioffa69" ha scritto: "rubino" ha scritto: Sta calmo e ragiona. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, vai solo a leggere le istruzioni DOCFA, ti si apre un mondo Sta calmo e ragiona 2: all'epoca dei condoni il termine per l'accatastamento non era di trenta giorni semplicemente non c'era, l'unico obbigo che aveva il richiedente era che la planimetria riportante l'abuso ed il nuovo estratto dovevano arrivassero al comune prima del rilascio del titolo in sanatoria. Aggiungo: all'epoca non esisteva l'imu ma l'isi che fu introdotta ad ottobre 1992 e non c'era nessuna sanzione per il ritardato accatastamento. Obbligo dell'accatastamento che il nostro amico contribuente, costruttore di verande, non ha rispettato e che ora nell'occasione dell'esecuzione di opere interne vorrebbe affossare definitivamente. Ha usufruito legittimamente del condono edilizio che è un perdono a pagamento, non vedo lo scandalo e l'epiteto del costruttore di verande. Se dichiarava al catasto solo la veranda avrebbe avuto un vano in più nella consistenza e non tutti gli altri (se ci sono) derivati dalla diversa distribuzione interna.
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Topgun
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"rubino" ha scritto:
Ha usufruito legittimamente del condono edilizio che è un perdono a pagamento, non vedo lo scandalo e l'epiteto del costruttore di verande. Se dichiarava al catasto solo la veranda avrebbe avuto un vano in più nella consistenza e non tutti gli altri (se ci sono) derivati dalla diversa distribuzione interna. Egli doveva dichiarare l'abitazione con la veranda a suo tempo e questo comportava un aumento della rendita catastale con conseguente eventuale aumento dell'imposizione fiscale. E' chiaro l'intento della legge sul condono: rilascio della concessione in sanatoria a condizione che si effettui l'aggiornamento della rendita catastale dovuto all'ampliamento dell'immobile in conseguenza della realizzazione della veranda oggetto di condono. Aggiungo che il tecnico deve presentare le due pratiche concatenate proprio per far sì che la seconda pratica registrata in simultanea alla prima eviti di far passare dei giorni in cui può essere presente l'equivoco di una dichiarazione non congruente con lo stato di fatto ultimo dell'immobile trasformato dalle opere interne e che viene però subito "corretto" con il secondo docfa presentato per diversa distribuzione interna. La concatenazione è una garanzia per il tecnico che le due pratiche saranno trattate assieme proprio per evitare l'incongruenza relativa alla prima variazione in cui è rappresentato uno stato di fatto non conforme all'attualità ma lo era prima dell'esecuzione delle varianti interne. Il primo docfa rappresentante uno stato di fatto non completo delle opere interne, non sta neanche un minuto in atti da solo.
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