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GeoLIVE
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Argomento: VOLTURA CON USUFRUTTO E NUDA PROPRIETA'

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geoalfa

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 08:58

Mi dispiace arrivare a tanto e non è per mancato rispetto verso i partecipanti a questa nutrita e seguitissima discussione, ma dev'essere intesa come un ulteriore contributo, che mi riservo di integrare con altri "pezzi" importanti, e comunque deve intendersi come un normale ampliamento della discussione:



Capo I: Dell’usufrutto
Sezione I: Disposizioni generali
Art. 978 Costituzione
L’usufrutto è stabilito dalla legge (324, 540 e seguenti, 581, 1153) o dalla volontà dell’uomo (587, 1350 n. 2, 1376, 2643 n. 2, 2684). Può anche acquistarsi per usucapione (1158 e seguenti).

Art. 979 Durata
La durata dell’usufrutto non può eccedere la vita dell’usufruttuario (678, 698, 796, 853, 1014). L’usufrutto costituito a favore di una persona giuridica non può durare più di trenta anni (999, 1014).

Art. 980 Cessione dell’usufrutto
L’usufruttuario può cedere il proprio diritto per un certo tempo o per tutta la sua durata, se ciò non è vietato dal Titolo costitutivo (1002, 1350 n. 2, 2643 n. 2, 2810). La cessione dev’essere notificata al proprietario; finché non sia stata notificata, l’usufruttuario è solidalmente obbligato con il cessionario verso il proprietario (1292).

Sezione II: Dei diritti nascenti dall’usufrutto
Art. 981 Contenuto del diritto di usufrutto
L’usufruttuario ha diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la destinazione economica. Egli può trarre dalla cosa ogni utilità che questa può dare (1998), fermi i limiti stabiliti in questo Capo.

Art. 982 Possesso della cosa
L’usufruttuario ha il diritto di conseguire il possesso della cosa di cui ha l’usufrutto, salvo quanto è disposto dall’art. 1002.

Art. 983 Accessioni
L’usufrutto si estende a tutte le accessioni della cosa (817 e seguenti, 934 e seguenti). Se il proprietario dopo l’inizio dell’usufrutto, con il consenso dell’usufruttuario, ha fatto nel fondo costruzioni o piantagioni, l’usufruttuario è tenuto a corrispondere gli interessi (1284) sulle somme impiegate. La norma si applica anche nel caso in cui le costruzioni o piantagioni sono state fatte per disposizione della pubblica autorità.

Art. 984 Frutti
I frutti naturali e i frutti civili spettano all’usufruttuario per la durata del suo diritto (820 s ) Se il proprietario e l’usufruttuario si succedono nel godimento della cosa entro l’anno agrario o nel corso di un periodo produttivo di maggiore durata, l’insieme di tutti i frutti si ripartisce fra l’uno e l’altro in proporzione della durata del rispettivo diritto nel periodo stesso (199; att. 150). Le spese per la produzione e il raccolto sono a carico del proprietario e dell’usufruttuario nella proporzione indicata dal comma precedente ed entro i limiti del valore dei frutti (821).

Art. 985 Miglioramenti
L’usufruttuario ha diritto a un’indennità per i miglioramenti che sussistono al momento della restituzione della cosa (att. 157). L’indennità si deve corrispondere nella minor somma tra l’importo della spesa e l’aumento di valore conseguito dalla cosa per effetto dei miglioramenti. L’autorità giudiziaria, avuto riguardo alle circostanze, può disporre che il pagamento della indennità prevista dai commi precedenti sia fatto ratealmente, imponendo in questo caso idonea garanzia (1179, Cod. Proc. Civ. 119).

Art. 986 Addizioni
L’usufruttuario può eseguire addizioni che non alterino la destinazione economica della cosa. Egli ha diritto di toglierle alla fine dell’usufrutto, qualora ciò possa farsi senza nocumento della cosa, salvo che il proprietario preferisca ritenere le addizioni stesse. In questo caso deve essere corrisposta all’usufruttuario un’indennità pari alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore delle addizioni al tempo della riconsegna. Se le addizioni non possono separarsi senza nocumento della cosa e costituiscono miglioramento di essa si applicano le disposizioni relative ai miglioramenti (att. 157).

Art. 987 Miniere, cave e torbiere
L’usufruttuario gode delle cave e torbiere (826) già aperte e in esercizio all’inizio dell’usufrutto. Non ha facoltà di aprirne altre senza il consenso del proprietario. Per le ricerche e le coltivazioni minerarie, di cui abbia ottenuto il permesso, l’usufruttuario deve indennizzare il proprietario dei danni che saranno accertati alla fine dell’usufrutto. Se il permesso è stato ottenuto dal proprietario o da un terzo, questi devono al: l’usufruttuario un’indennità corrispondente al diminuito godimento del fondo durante l’usufrutto.

Art. 988 Tesoro
Il diritto dell’usufruttuario non si estende al tesoro che si scopra durante l’usufrutto, salve le ragioni che gli possono competere come ritrovatore (932).

Art. 989 Boschi, filari e alberi sparsi di alto fusto
Se nell’usufrutto sono compresi boschi o filari cedui ovvero boschi o filari di alto fusto destinati alla produzione di legna, l’usufruttuario può procedere ai tagli ordinari, curando il mantenimento dell’originaria consistenza dei boschi o dei filari e provvedendo, se occorre, alla loro ricostituzione. Circa il modo, l’estensione, l’ordine e l’epoca dei tagli, l’usufruttuario è tenuto a uniformarsi, oltre che alle leggi e ai regolamenti forestali, alla pratica costante della regione. Le stesse regole si applicano agli alberi di alto fusto sparsi per la campagna, destinati ad essere tagliati.

Art. 990 Alberi di alto fusto divelti, spezzati o periti
Gli alberi di alto fusto divelti, spezzati o periti per accidente spettano al proprietario. L’usufruttuario può servirsi di essi soltanto per le riparazioni che sono a suo carico.

Art. 991 Alberi fruttiferi
Gli alberi fruttiferi che periscono e quelli divelti o spezzati per accidente appartengono all’usufruttuario, ma questi ha l’obbligo di sostituirne altri.

Art. 992 Pali per vigne e per altre coltivazioni
L’usufruttuario può prendere nei boschi i pali occorrenti per le vigne e per le altre coltivazioni che ne abbisognano, osservando sempre la pratica costante della regione.

Art. 993 Semenzai
L’usufruttuario può servirsi dei piantoni dei semenzai, ma deve osservare la pratica costante della regione per il tempo e il modo della estrazione e per la rimessa dei virgulti.

Art. 994 Perimento delle mandrie o dei greggi
Se l’usufrutto e stabilito sopra una mandria o un gregge, l’usufruttuario e tenuto a surrogare gli animali periti, fino alla concorrente quantità dei nati, dopo che la mandria o il gregge ha cominciato ad essere mancante del numero primitivo. Se la mandria o il gregge perisce interamente per causa non imputabile all’usufruttuario, questi non è obbligato verso il proprietario che a rendere conto delle pelli o del loro valore.

Art. 995 Cose consumabili
Se l’usufrutto comprende cose consumabili (7502), l’usufruttuario ha diritto di servirsene e ha l’obbligo di pagarne il valore al termine dell’usufrutto secondo la stima convenuta. Mancando la stima, e in facoltà dell’usufruttuario di pagare le cose secondo il valore che hanno al tempo in cui finisce l’usufrutto o di restituirne altre in eguale qualità e quantità (1258).

Art. 996 Cose deteriorabili
Se l’usufrutto comprende cose che, senza consumarsi in un tratto, si deteriorano a poco a poco, l’usufruttuario ha diritto di servirsene secondo l’uso al quale sono destinate, e alla fine dell’usufrutto e soltanto tenuto a restituirle nello stato in cui si trovano.

Art. 997 Impianti, opifici e macchinari
Se l’usufrutto comprende impianti, opifici o macchinari che hanno una destinazione produttiva, l’usufruttuario è tenuto a riparare e a sostituire durante l’usufrutto le parti che si logorano, in modo da assicurare il regolare funzionamento delle cose suddette. Se l’usufruttuario ha sopportato spese che eccedono quelle delle ordinarie riparazioni (1004), il proprietario, al termine dell’usufrutto, è tenuto a corrispondergli una congrua indennità (2651).

Art. 998 Scorte vive e morte
Le scorte vive e morte di un fondo devono essere restituite in eguale quantità e qualità. L’eccedenza o la deficienza di esse deve essere regolata in danaro, secondo il loro valore al termine dell’usufrutto.

Art. 999 Locazioni concluse dall’usufruttuario
Le locazioni concluse dall’usufruttuario, in corso al tempo della cessazione dell’usufrutto, purché constino da atto pubblico (2699) o da scrittura privata di data certa (2704) anteriore, continuano per la durata stabilita (1599), ma non oltre il quinquennio dalla cessazione dell’usufrutto. Se la cessazione dell’usufrutto avviene per la scadenza del termine stabilito, le locazioni non durano in ogni caso se non per l’anno e, trattandosi di fondi rustici dei quali il principale raccolto è biennale o triennale, se non per il biennio o triennio che si trova in corso al tempo in cui cessa l’usufrutto (att. 51).

Art. 1000 Riscossione di capitali
Per la riscossione di somme che rappresentano un capitale gravato d’usufrutto (1998), è necessario il concorso del titolare del credito e dell’usufruttuario. Il pagamento fatto a uno solo di essi non è opponibile all’altro, salve in ogni caso le norme relative alla cessione dei crediti (260 e seguenti). Il capitale riscosso dev’essere investito in modo fruttifero e su di esso si trasferisce l’usufrutto. Se le parti non sono d’accordo sul modo d’investimento, provvede l’autorità giudiziaria (1998).

Sezione III: Degli obblighi nascenti dall’usufrutto
Art. 1001 Obbligo di restituzione. Misura della diligenza
L’usufruttuario deve restituire le cose che formano oggetto del suo diritto, al termine dell’usufrutto, salvo quanto è disposto dall’art. 995 (2930). Nel godimento della cosa egli deve usare la diligenza del buon padre di famiglia (1176).

Art. 1002 Inventario e garanzia
L’usufruttuario prende le cose nello stato in cui si trovano (982). Egli è tenuto a fare a sue spese l’inventario dei beni, previo avviso al proprietario (Cod. Proc. Civ. 769). Quando l’usufruttuario è dispensato dal fare l’inventario, questo può essere richiesto dal proprietario a sue spese. L’usufruttuario deve inoltre dare idonea garanzia (1179). Dalla prestazione della garanzia sono dispensati i genitori che hanno l’usufrutto legale sui beni dei loro figli minori (324). Sono anche dispensati il venditore e il donante con riserva d’usufrutto (796); ma, qualora questi cedano l’usufrutto, il cessionario è tenuto a prestare garanzia. L’usufruttuario non può conseguire il possesso dei beni (982) prima di aver adempiuto gli obblighi su indicati.

Art. 1003 Mancanza o insufficienza della garanzia
Se l’usufruttuario non presta la garanzia a cui e tenuto, si osservano le disposizioni seguenti: gli immobili sono locati o messi sotto amministrazione, salva la facoltà all’usufruttuario di farsi assegnare per propria abitazione una casa compresa nell’usufrutto. L’amministrazione è affidata, con il consenso dell’usufruttuario, al proprietario o altrimenti a un terzo scelto di comune accordo tra proprietario e usufruttuario o, in mancanza di tale accordo, nominato dall’autorità giudiziaria (att. 59); il danaro è collocato a interesse (1000-2); i titoli al portatore si convertono in nominativi a favore del proprietario con il vincolo dell’usufrutto, ovvero si depositano presso una terza persona, scelta dalle parti, o presso un istituto di credito, la cui designazione, in caso di dissenso, e fatta dall’autorità giudiziaria; le derrate sono vendute e il loro prezzo è parimenti collocato a interesse (1000-2). In questi casi appartengono all’usufruttuario gli interessi dei capitali, le rendite, le pigioni e i fitti. Se si tratta di mobili i quali si deteriorano con l’uso, il proprietario può chiedere che siano venduti e ne sia impiegato il prezzo come quello delle derrate. L’usufruttuario può nondimeno domandare che gli siano lasciati i mobili necessari per il proprio uso.

Art. 1004 Spese a carico dell’usufruttuario
Le spese e, in genere, gli oneri relativi alla custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa sono a carico dell’usufruttuario. Sono pure a suo carico le riparazioni straordinarie rese necessarie dall’inadempimento degli obblighi di ordinaria manutenzione.

Art. 1005 Riparazioni straordinarie
Le riparazioni straordinarie sono a carico del proprietario. Riparazioni straordinarie sono quelle necessarie ad assicurare la stabilità dei muri maestri e delle volte, la sostituzione delle travi, il rinnovamento, per intero o per una parte notevole, dei tetti, solai, scale, argini, acquedotti, muri di sostegno o di cinta. L’usufruttuario deve corrispondere al proprietario, durante l’usufrutto, l’interesse (1284) delle somme spese per le riparazioni straordinarie.

Art. 1006 Rifiuto del proprietario alle riparazioni
Se il proprietario rifiuta di eseguire le riparazioni poste a suo carico o ne ritarda l’esecuzione senza giusto motivo, è in facoltà dell’usufruttuario di farle eseguire a proprie spese. Le spese devono essere rimborsate alla fine dell’usufrutto senza interesse. A garanzia del rimborso l’usufruttuario ha diritto di ritenere l’immobile riparato (2756; att. 152).

Art. 1007 Rovina parziale di edificio accessorio
Le disposizioni dei due articoli precedenti si applicano anche nel caso in cui, per vetusta o caso fortuito, rovini soltanto in parte l’edificio che formava accessorio necessario del fondo soggetto a usufrutto.

Art. 1008 Imposte e altri pesi a carico del l’usufruttuario
L’usufruttuario è tenuto per la durata del suo diritto, ai carichi annuali, come le imposte, i canoni, le rendite fondiarie e gli altri pesi che gravano sul reddito. Per l’anno in corso al principio e alla fine dell’usufrutto questi carichi si ripartiscono tra il proprietario e l’usufruttuario in proporzione della durata del rispettivo diritto (984).

Art. 1009 Imposte e altri pesi a carico del proprietario
Al pagamento dei carichi imposti sulla proprietà durante l’usufrutto, salvo diverse disposizioni di legge, è tenuto il proprietario, ma l’usufruttuario gli deve corrispondere l’interesse (1284) della somma pagata. Se l’usufruttuario ne anticipa il pagamento, ha diritto di essere rimborsato del capitale alla fine dell’usufrutto.

Art. 1010 Passività gravanti su eredità in usufrutto
L’usufruttuario di un’eredità o di una quota di eredità (588) è obbligato a pagare per intero, o in proporzione della quota, le annualità e gli interessi dei debiti o dei legati da cui l’eredità stessa sia gravata. Per il pagamento del capitale dei debiti o dei legati, che si renda necessario durante l’usufrutto, e in facoltà dell’usufruttuario di fornire la somma occorrente, che gli deve essere rimborsata senza interesse alla fine dell’usufrutto. Se l’usufruttuario non può o non vuole fare questa anticipazione, il proprietario può pagare tale somma, sulla quale l’usufruttuario deve corrispondergli l’interesse (1284) durante l’usufrutto, o può vendere una porzione dei beni soggetti all’usufrutto fino alla concorrenza della somma dovuta. Se per il pagamento dei debiti si rende necessaria la vendita dei beni, questa è fatta d’accordo tra proprietario e usufruttuario, salvo ricorso all’autorità giudiziaria in caso di dissenso. L’espropriazione forzata deve seguire contro ambedue.

Art. 1011 Ritenzione per le somme anticipate
Nelle ipotesi contemplate dal secondo comma dell’art. 1009 e dal secondo comma dell’art. 1010, l’usufruttuario ha diritto di ritenzione sui beni che sono in suo possesso fino alla concorrenza della somma a lui dovuta (art. 152).

Art. 1012 Usurpazioni durante l’usufrutto e azioni relative alle servitù
Se durante l’usufrutto un terzo commette usurpazione sul fondo o altrimenti offende le ragioni del proprietario, l’usufruttuario e tenuto a fargliene denunzia e, omettendola, è responsabile dei danni che eventualmente siano derivati al proprietario. L’usufruttuario può far riconoscere (2653) l’esistenza delle servitù a favore del fondo (1079) o l’inesistenza di quelle che si pretende di esercitare sul fondo medesimo (949); egli deve in questi casi chiamare in giudizio il proprietario (Cod. Proc. Civ. 102).

Art. 1013 Spese per le liti
Le spese delle liti che riguardano tanto la proprietà quanto l’usufrutto sono sopportate dal proprietario e dall’usufruttuario in proporzione del rispettivo interesse.

Sezione IV: Estinzione e modificazioni dell’usufrutto
Art. 1014 Estinzione dell’usufrutto
Oltre quanto è stabilito dall’art. 979 (328), l’usufrutto si estingue: per prescrizione per effetto del non uso durato per venti anni (2934 e seguenti); per la riunione dell’usufrutto e della proprietà nella stessa persona (2814); per il totale perimento della cosa su cui è costituito (1016 e seguenti).

Art. 1015 Abusi dell’usufruttuario
L’usufrutto può anche cessare per l’abuso (2561, 2814) che faccia l’usufruttuario del suo diritto alienando i beni o deteriorandoli o lasciandoli andare in perimento per mancanza di ordinarie riparazioni (1004). L’autorità giudiziaria può, secondo le circostanze, ordinare che l’usufruttuario dia garanzia, qualora ne sia esente, o che i beni siano locati o posti sotto amministrazione a spese di lui, o anche dati in possesso al proprietario con l’obbligo di pagare annualmente all’usufruttuario, durante l’usufrutto, una somma determinata. I creditori dell’usufruttuario possono intervenire nel giudizio per conservare le loro ragioni, offrire il risarcimento dei danni e dare garanzia per l’avvenire (2900).

Art. 1016 Perimento parziale della cosa
Se una sola parte della cosa soggetta all’usufrutto perisce, l’usufrutto si conserva sopra ciò che rimane.

Art. 1017 Perimento della cosa per colpa o dolo di terzi
Se il perimento della cosa non è conseguenza di caso fortuito, l’usufrutto si trasferisce sull’indennità dovuta dal responsabile del danno.

Art. 1018 Perimento dell’edificio
Se l’usufrutto è stabilito sopra un fondo, del quale fa parte un edificio, e questo viene in qualsiasi modo a perire, l’usufruttuario ha diritto di godere dell’area e dei materiali. La stessa disposizione si applica se l’usufrutto e stabilito soltanto sopra un edificio. In tal caso, però, il proprietario, se intende costruire un altro edificio, ha il diritto di occupare l’area e di valersi dei materiali, pagando all’usufruttuario, durante l’usufrutto, gli interessi (1284) sulla somma corrispondente al valore dell’area e dei materiali.

Art. 1019 Perimento di cosa assicurata dall’usufruttuario
Se l’usufruttuario ha provveduto all’assicurazione della cosa o al pagamento dei premi per la cosa già assicurata, l’usufrutto si trasferisce sull’indennità dovuta dall’assicuratore. Se è perito un edificio e il proprietario intende di ricostruirlo con la somma conseguita come indennità, l’usufruttuario non può opporsi. L’usufrutto in questo caso si trasferisce sull’edificio ricostruito. Se però la somma impiegata nella ricostruzione è maggiore di quella spettante in usufrutto, il diritto dell’usufruttuario sul nuovo edificio è limitato in proporzione di quest’ultima.

Art. 1020 Requisizione o espropriazione
Se la cosa è requisita o espropriata per pubblico interesse, l’usufrutto si trasferisce sull’indennità relativa (1000).

Capo II: Dell’uso e dell’abitazione
Art. 1021 Uso
Chi ha il diritto d’uso di una cosa, può servirsi di essa e, se è fruttifera, può raccogliere i frutti (821) per quanto occorre ai bisogni suoi e della sua famiglia (1023 e seguenti, 1100). I bisogni si devono valutare secondo la condizione sociale del titolare del diritto.

ART 1022 Abitazione
Chi ha il diritto di abitazione di una casa può abitarla limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia.

Art. 1023 Ambito della famiglia
Nella famiglia si comprendono anche i figli nati dopo che è cominciato il diritto d’uso o d’abitazione, quantunque nel tempo in cui il diritto e sorto la persona non avesse contratto matrimonio. Si comprendono inoltre i figli adottivi (291 e seguenti), i figli naturali riconosciuti (250 e seguenti) e gli affiliati (404 e seguenti), anche se l’adozione, il riconoscimento o l’affiliazione sono seguiti dopo che il diritto era già sorto. Si comprendono infine le persone che convivono con il titolare del diritto per prestare a lui o alla sua famiglia i loro servizi (att. 153).

Art. 1024 Divieto di cessione
I diritti di uso e di abitazione non si possono cedere (853) o dare in locazione.

Art. 1025 Obblighi inerenti all’uso e all’abitazione
Chi ha l’uso di un fondo e ne raccoglie tutti i frutti o chi ha il diritto di abitazione e occupa tutta la casa è tenuto alle spese di coltura, alle riparazioni ordinarie e al pagamento dei tributi come l’usufruttuario (1004 e seguenti). Se non raccoglie che una parte dei frutti o non occupa che una parte della casa, contribuisce in proporzione di ciò che gode.

Art. 1026 Applicabilità delle norme sull’usufrutto
Le disposizioni relative all’usufrutto (978 e seguenti) si applicano, in quanto compatibili, all’uso e all’abitazione.

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geoalfa

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:12

Continuo, aggiungendo la:

Definizione di diritto di usufrutto
Diritto dell'usufruttuario di godere della cosa altrui con l'obbligo di rispettarne la destinazione ec. Esso ha durata temporanea, ovvero massimo tutta la vita dell’usufruttuario (per le persone giuridiche non può superare i 30 anni).

Il titolare dell’usufrutto ha l’obbligo di rispettare la destinazione ec della cosa e di restituirla alla fine dell’usufrutto, quindi ne consegue che oggetto dell’usufrutto possono essere solo i beni non consumabili.
Ma la legge ammette che un usufrutto abbia come oggetto beni consumabili, in questo caso l'usufruttuario non è tenuto a restituire gli stessi beni ricevuti ma altrettanti dello stesso genere (c.d. quasi usufrutto).

L’usufrutto si può acquistare o per legge o per usucapione. Gli atti che costituiscono l’usufrutto su beni immobili devono farsi per iscritto e sono soggetti a trascrizione.

L’usufrutto può essere:
a)volontario: si costituisce per volontà dell’uomo (con testamento o contratto tramite atto scritto).
b)legale: una norma di legge stabilisce l’usufrutto a favore di qualcuno (es. usufrutto dei genitori sui beni dei figli minori).
c)giudiziale: si costituisce per provvedimento del giudice (nella comunione legale tra i coniugi, il giudice può stabilire l’usufrutto in favore dell’altro coniuge in base alle necessità della prole).

I diritto dell’usufruttuario sono:
-possesso della cosa: che non è conseguito se l’usufruttuario non ha fatto l’inventario e non ha dato una garanzia; all'usufruttuario è consentita un'azione detta confessoria che mira all'accertamento del suo diritto per il conseguimento del possesso sulla cosa.
-frutti civili della cosa: invece, l’insieme di tutti i frutti naturali si deve ripartire fra usufruttuario e il proprietario in proporzione alla durata del rispettivo diritto, e nella stessa misura si dividono le spese per produzione e raccolto.
-potere di disporre: l'usufruttuario può concedere ad altri il suo dir, può ipotecarlo e può dare in locazione le cose oggetto del suo dir(alienabilità del diritto di usufrutto).

Gli obblighi dell’usufruttario riguardano il dovere di restituire la cosa al termine del suo diritto. Quindi egli deve:
-usare la diligenza del buon padre di famiglia nel godimento della cosa;
-non modificare la destinazione della cosa;
-sostenere spese ed oneri relativi alla manutenzione ordinaria del bene e gli eventuali interessi al proprietario per le riparazioni straordinarie;
-pagare imposte, canoni e rendite fondiarie;
Invece, sono a carico del proprietario le riparazioni straordinarie, cioè quelle che superano i limiti della conservazione della cosa e delle sue utilità per la durata della vita umana.

L’estinzione dell’usufrutto si ha per: - scadenza del termine o morte dell’usufruttario; - prescrizione estintiva (20 anni per le persone fisiche e 30 per quelle giuridiche); - consolidazione(riunione dell’usufrutto e della nuda proprietà nella stessa persona); - perimento della cosa.
All’estinzione del diritto, l’usufruttuario ha diritto ad una indennità per i miglioramenti apportati.

Uso e Abitazione: tipi di usufrutto limitato perché hanno carattere personalissimo e non possono essere ceduti o locati e non possono essere oggetto di testamento, e quindi:
-uso: diritto di servirsi di un bene e, se è fruttifero, di raccogliere i frutti limitatamente ai bisogni propri e della propria famiglia.
-abitazione: diritto di abitare una casa limitatamente ai propri bisogni e della propria famiglia.

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totonno
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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:15

Riparto dalle tue considerazioni per esporre le mie.

"bioffa69" ha scritto:
Anto riparto dalla visura espressa correttamente , perche' non mi sembra corretto attribuire a B 1/6 di n.p e 1/6 di p.p., visto che aveveva 1/3 di piena ed 1/6 di usuf., percio' la partenza era questa:

- A proprietario x 1/3 - usufruttuario x 1/6

- B proprietario x 1/3 - usufruttuario x 1/6

- C nudo proprietario x 1/3



Come mai l'usufrutto è diventato in quote di 1/6. Inoltre A e B hanno di partenza la nuda proprietà e non la proprietà di 1/3. Mi sono perso qualche intervento in tal senso ? Può darsi! Io giudico la situazione di partenza giusta non errata.

Il resto del tuo intervento si base su una situazione di partenza non conforme a quella di partenza del proponente il quesito, pertanto non so come fare a relazionare le mie considerazioni in rapporto a quello che scrivi.

Ricomincio da capo.

Supponiamo di apporre una piccolissima variante che non intacca minimamente il senso della domanda ma che ci aiuta forse a risolvere il caso.

B, prima di morire, VENDE a X la nuda proprietà di 1/3 riservandosi il suo diritto di usufrutto di 1/2.

Alla morte di B, l'usufrutto di 1/2 va a riunirsi con cosa? Ma è palese che debba andare a riunire TUTTE le porzioni di nuda proprietà in capo a B, X e C, le cui porzioni diventano automaticamente per tutti i soggetti una piena proprietà. Siccome la nuda proprietà è in quote diverse spalmata su tre soggetti, mentre l'usufrutto è spalmato in parti uguali solamente per due soggetti e premesso che rimane in vigore l'usufrutto di 1/2 in cap ad A, è chiaro che tutti i soggetti si vedranno per forza suddividere la loro nuda proprietà acquisita in porzione di piena proprietà e porzione rimanente di nuda proprietà.

Saluti.

Per Geoalfa: Per carità. ciò che di seguito scrivo è un mio modestissimo parere. Non credo sia opportuno inserire in questa discussione tutto il codice civile. La discussione nasce proprio perchè nessuno ha trovato un riferimento normativo alla distribuzione delle quote di usufrutto nel senso esposto dal quesito. Quello che riporti, non so se mi sbaglio, altrimenti correggimi pure, non elabora niente in tal senso. Oppure puoi riportare l'art. del c.c. che te ritieni fondamentale alla risoluzione del caso in questione e spiegarmi i motivi che giustificano il tuo pensiero. I miei primi interventi su questo post erano posti in tal senso. Mi sembra chiaro il messaggio che vuoi darci: seguite il codice civile e la Legge, così non si sbaglia! E su questo ti dò ragione ! Ma la soluzione io ancora non la trovo.

Risaluti modificati una volta.

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geobax

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:24

"jema" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:
sono curioso di sapere la soluzione corretta



Ho fatto due conti e credo che la SOLUZIONE sia questa:

A: np 4/12 e us. 9/12

C: np 4/12 e us. 3/12

X: np 4/12





Io quoto in pieno jema, né più nè meno.



ciao, buon lavoro

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geoalfa

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:24

Ritengo evidente la volontà di estraniarvi dalla realtà del quesito posto e tento di rimettervi suo binari, evitando di andare fuori del seminato!

per evitare ulteriore e deleteria azione di confusione.


a tale scopo ricordo:


Art. 678 Accrescimento nel legato di usufrutto
Quando a più persone è legato un usufrutto (978) in modo che tra di loro vi sia il diritto di accrescimento, l’accrescimento ha luogo anche quando una di esse viene a mancare dopo conseguito il possesso della cosa su cui cade l’usufrutto (982).
Se non vi è diritto di accrescimento, la porzione del legatario mancante si consolida con la proprietà.

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bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:31

Gianni basta rispondere alla domanda, io nel mio testamento posso decidere se dare l'usufrutto a mia moglie e la nuda proprieta' a mia figlia?, basta un si o un no, motivandolo magari, non serve allegare l'intera enciclopedia , e dai arriviamo alla soluzione rispondendo alle domande , se si vuole fare un discorso costruttivo anche perche' fino adesso, nessuno mi ha detto dove sbaglio e se sbaglio.

grazie



"totonno" ha scritto:
Riparto dalle tue considerazioni per esporre le mie.

"bioffa69" ha scritto:
Anto riparto dalla visura espressa correttamente , perche' non mi sembra corretto attribuire a B 1/6 di n.p e 1/6 di p.p., visto che aveveva 1/3 di piena ed 1/6 di usuf., percio' la partenza era questa:

- A proprietario x 1/3 - usufruttuario x 1/6

- B proprietario x 1/3 - usufruttuario x 1/6

- C nudo proprietario x 1/3



Come mai l'usufrutto è diventato in quote di 1/6. Inoltre A e B hanno di partenza la nuda proprietà e non la proprietà di 1/3. Mi sono perso qualche intervento in tal senso ? Può darsi! Io giudico la situazione di partenza giusta non errata.

Il resto del tuo intervento si base su una situazione di partenza non conforme a quella di partenza del proponente il quesito, pertanto non so come fare a relazionare le mie considerazioni in rapporto a quello che scrivi.

Ricomincio da capo.

Supponiamo di apporre una piccolissima variante che non intacca minimamente il senso della domanda ma che ci aiuta forse a risolvere il caso.

B, prima di morire, VENDE a X la nuda proprietà di 1/3 riservandosi il suo diritto di usufrutto di 1/2.

Alla morte di B, l'usufrutto di 1/2 va a riunirsi con cosa? Ma è palese che debba andare a riunire TUTTE le porzioni di nuda proprietà in capo a B, X e C, le cui porzioni diventano automaticamente per tutti i soggetti una piena proprietà. Siccome la nuda proprietà è in quote diverse spalmata su tre soggetti, mentre l'usufrutto è spalmato in parti uguali solamente per due soggetti e premesso che rimane in vigore l'usufrutto di 1/2 in cap ad A, è chiaro che tutti i soggetti si vedranno per forza suddividere la loro nuda proprietà acquisita in porzione di piena proprietà e porzione rimanente di nuda proprietà.

Saluti.





anto la partenza e' corretta, ti faccio un esempio e' corretto scrivere nudo prop. per 1/1 ed usufrutt per 1/1 o forse e' corretto scivere pieno prop. 1/1

non devi farti ingannare dal modo in cui sono scritte le quote e' evidente che se sono unsdi 1/2 e n.p. di 1/3 e' piu' corretto scrivere p.p.2/6 e usuf.1/6, questa e' la partenza.

Saluti

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totonno
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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:32

"geobax" ha scritto:
"jema" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:
sono curioso di sapere la soluzione corretta



Ho fatto due conti e credo che la SOLUZIONE sia questa:

A: np 4/12 e us. 9/12

C: np 4/12 e us. 3/12

X: np 4/12





Io quoto in pieno jema, né più nè meno.



ciao, buon lavoro



Così è troppo facile. Spiegare, please! La soluzione proposta, io mi immagino sia stata frutto di un pensiero approfondito. Perchè non renderci partecipi.

Grazie!

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bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:37

"geobax" ha scritto:
"jema" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:
sono curioso di sapere la soluzione corretta



Ho fatto due conti e credo che la SOLUZIONE sia questa:

A: np 4/12 e us. 9/12

C: np 4/12 e us. 3/12

X: np 4/12





Io quoto in pieno jema, né più nè meno.



ciao, buon lavoro





...ma volete spiegare il perche'??

..come fate ad arrivare a tale deduzione visto che nel testamento B non ha deciso a chi devolvere l'usufruto sulla sua quota di piena proprieta?

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totonno
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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:40

"bioffa69" ha scritto:

anto la partenza e' corretta, ti faccio un esempio e' corretto scrivere nudo prop. per 1/1 ed usufrutt per 1/1 o forse e' corretto scivere pieno prop. 1/1

non devi farti ingannare dal modo in cui sono scritte le quote e' evidente che se sono unsdi 1/2 e n.p. di 1/3 e' piu' corretto scrivere p.p.2/6 e usuf.1/6, questa e' la partenza.

Saluti



Scusa Fabio, ma io non riesco a capire l'inganno. B avrebbe la nuda proprietà di 1/3 sull'intero bene e l'usufrutto di 1/2 sempre sull'intero bene. B non potrà mai avere la piena proprietà di niente perchè il bene è gravato per intero del diritto di usufrutto, quindi non si può riscrivere l'intestazione di partenza nel modo che tu sostieni.

Anto

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geobax

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:42

"totonno" ha scritto:
"geobax" ha scritto:
"jema" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:
sono curioso di sapere la soluzione corretta



Ho fatto due conti e credo che la SOLUZIONE sia questa:

A: np 4/12 e us. 9/12

C: np 4/12 e us. 3/12

X: np 4/12





Io quoto in pieno jema, né più nè meno.



ciao, buon lavoro



Così è troppo facile. Spiegare, please! La soluzione proposta, io mi immagino sia stata frutto di un pensiero approfondito. Perchè non renderci partecipi.

Grazie!



Nel testamento B dispone solo per la nuda proprietà, quindi l'usufrutto segue la via classica, ovvero si rifonde alle nude proprietà visto che all'atto della sua costituzione non risulta disposto alcun accrescimento a favore di A. Ne consegue che l'usufrutto del deceduto B si rifonde con le quote di A e C, mentre ad X spetta solo la nuda proprietà conferitagli per disposizione testamentaria.

La soluzione di jema (che adotto) può anche essere letta così:

A 3/12 piena proprietà, 1/12 nuda proprietà, 6/12 usufrutto

X 4/12 nuda proprietà

C 3/12 piena proprietà, 1/12 nuda proprietà.


Spero di avervi reso più partecipi...

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bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 09:45

"totonno" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:

anto la partenza e' corretta, ti faccio un esempio e' corretto scrivere nudo prop. per 1/1 ed usufrutt per 1/1 o forse e' corretto scivere pieno prop. 1/1

non devi farti ingannare dal modo in cui sono scritte le quote e' evidente che se sono unsdi 1/2 e n.p. di 1/3 e' piu' corretto scrivere p.p.2/6 e usuf.1/6, questa e' la partenza.

Saluti



Scusa Fabio, ma io non riesco a capire l'inganno. B avrebbe la nuda proprietà di 1/3 sull'intero bene e l'usufrutto di 1/2 sempre sull'intero bene. B non potrà mai avere la piena proprietà di niente perchè il bene è gravato per intero del diritto di usufrutto, quindi non si può riscrivere l'intestazione di partenza nel modo che tu sostieni.

Anto



ma in realta' Anto B e' gia' di fatto pieno prop. di 1/3 avendo la n.p. di 1/3 e 1/2 di usufrutto, non e' corretta come e' scritta, in piu' ha l'usufrutto di 1/6 sulla prop. C

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geoalfa

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 10:00

"totonno" ha scritto:
.....
B avrebbe la nuda proprietà di 1/3 sull'intero bene e l'usufrutto di 1/2 sempre sull'intero bene......



però, poi .... B muore e lascia X erede del suo diritto di NP e...

il diritto di usufrutto come ampiamente detto sopra e dimostrato non si acresce a ... NULLA!

quindi: X diviene PP della quota di 1/3 e ... A con C rimangono intestatri dei diritti che avevano prima!

nè più nè meno!

e si ritorna alla corretta risposta iniziale di Amastria!

con buona pace di tutti!

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bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 10:09

"geoalfa" ha scritto:
"totonno" ha scritto:
.....
B avrebbe la nuda proprietà di 1/3 sull'intero bene e l'usufrutto di 1/2 sempre sull'intero bene......



però, poi .... B muore e lascia X erede del suo diritto di NP e...

il diritto di usufrutto come ampiamente detto sopra e dimostrato non si acresce a ... NULLA!

quindi: X diviene PP della quota di 1/3 e ... A con C rimangono intestatri dei diritti che avevano prima!

nè più nè meno!

e si ritorna alla corretta risposta iniziale di Amastria!

con buona pace di tutti!





scuasami ma non ti accorgi che cosi' non ti torna la piena prop. 1/1 ma ti manca 1/6 di usufrutto!!!! percio' NON e' la risposta corretta, mi sembra che sfugga che il testamento non puo' essere cambiato e che se io decido sulla mia prop. di dare la nuda prop. a X il resto andra' per legge !

io ho scritto passaggio per passaggio il ragionamento, a differenza di altri, non capisco si salti a pie' pari e si arrivi a soluzioni errate matematicamente, senza leggere tutte le risposte

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bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 10:57

"dado48" ha scritto:
Vi è qualcunio che conviene con me che questa è l'esatta situazione iniziale e che, quanto indicato in visura è sbagliato ?

"Dado48" ha scritto:
Secondo me, se sin dal'inizio si fossero scritte nel giusto modo le quote, sempre ammesso che fossero esatte, ci saremmo trovati questa situazione:

- A proprietario x 2/6 - usufruttuario x 1/6
- B proprietario x 2/6 - usufruttuario x 1/6
- C ........................ - ........................... - nudo proprietario x 2/6


Attendo considerazioni.

Ciao, buon lavoro





qualcuno contesta questo modo di esprimere le quote ??

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bioffa69

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 0 -  0 - Inviato: 12 Febbraio 2013 alle ore 11:09

"geobax" ha scritto:
"totonno" ha scritto:
"geobax" ha scritto:
"jema" ha scritto:
"bioffa69" ha scritto:
sono curioso di sapere la soluzione corretta



Ho fatto due conti e credo che la SOLUZIONE sia questa:

A: np 4/12 e us. 9/12

C: np 4/12 e us. 3/12

X: np 4/12





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ciao, buon lavoro



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Nel testamento B dispone solo per la nuda proprietà, quindi l'usufrutto segue la via classica, ovvero si rifonde alle nude proprietà visto che all'atto della sua costituzione non risulta disposto alcun accrescimento a favore di A. Ne consegue che l'usufrutto del deceduto B si rifonde con le quote di A e C, mentre ad X spetta solo la nuda proprietà conferitagli per disposizione testamentaria. ...



e' sbagliato il ragionamento non si tiene conto che B disponeva solo dell'usufrutto di 1/6, perche' era pieno proprietario di 1/3, o si contesta quanto scritto da dado, per cui la quota di usufrutto di 1/6 si unisce solo a quella di C perche' e' l'unico nudo proprietario.

...da qui comunque si vede che non sono stati letti tutti imessaggi di dado gaetano ei miei, perche' questa cosa e' stata chiarita, o come chiesto sopra qualcuno la contesta??

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