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Pippocad
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Südtirol
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Quasi tutti gli edifici messi in mappa in una certa epoca riportano errori dei questo tipo. Non è necessario rettificare l'edificio nei termini che lo descrivi. Il limite entro il quale le piccole differenze sono tollerabili dipende da edificio a edificio e soprattutto dall'epoca in cui è stato messo in mappa. La discriminante è: le differenze tra mappa e realtà rientrano nell'errore di rilievo/rappresentazione (errore di misurazione, errore di graficismo, errore di copiatura/digitalizzazione delle mappe) oppure l'edificio è stato realmente ampliato/ridotto? Il catasto non è perfetto….
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SIMBA6464
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Adria Città Etrusca
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Salve concordo con quanto detto da Pippocad e aggiungo: prima di tutto controlla la mappa wegis con quella cartacea, se le differenze che tu illustri sono dovute ad una non corrisponza fra wegis e mappa cartacea, allora puoi anche fare istanza e chiedere che la wegis venga corretta come da mappa cartacea che si ritiene corretta. Se invece le differenze sono dovute proprio a variazioni del fabbricato nel tempo allora puoi fare un tipo in modesta entita, sempre che ne sussistano i presupposti. Il riposizionamento del fabbricato è un caso da presentare solo se vi sono elementi certi che il fabbricato sia stato realmente riposizionato sul posto. cordiali saluti
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cassini
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Lamporecchio
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Condivido lo spirito e i principi di chi mi ha preceduto e aggiungo: Le differenze che hai trovato sono tra cosa? La tua misura reale e quella sulla wegis? E di quanto sono le differenze più alte? 40cm.?
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samsung
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Condivido ogni passaggio di chi mi ha preceduto. A maggior supporto ti dico come la vedo: una migliore rappresentazione del fabbricato sia in termini di dimensone che di posizione in genere non fa mai male, però ha la controndicazione di aumentare i costi del lavoro e si dovrebbero mettere sul piatto una serie di valutazioni caso per caso; in ciò che prospetti, per esempio l'ampliamento di una veranda o di un'ulteriore stanza, valutato che le difformità tra wegis e realtà dipendono esclusivamente dall'approssimazione della mappa, ed escluso che il committente sia preso da malinconie di rappresentazioni fedeli, procederei in deroga per allineamenti o ST ed appoggerei il manufatto al lato sul quale si innesta evitando di citare gli altri spigoli o citandoli ma collegandoli con linea nera (dipende sempre dalla situazione particolare) ed avrei fatto un lavoro corretto in quanto il mio incarico è relativo all'inserimento in mappa della nuova veranda. Cordalmente PS: prima o poi cambierò questa tastiera che si mangia le lettere random.
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Latemar
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"frazzann" ha scritto: Mi trovo a dover inserire in mappa un modesto ampliamento, che per dimensioni potrei sicuramente trattare come tipo di modesta entità. Come spesso accade la sagoma del fabbricato già in mappa non corrisponde esattamente alla realtà e mi trovo col solito dilemma se sistemare o meno: si tratta di modeste differenze, evidentemente non dovute a lavori, ma ad un inserimento in mappa poco accurato. Ad esempio: un lato del fabbricato che invece d'essere 14 metri è 14.40, angoli del fabbricato vistosamente non a 90° con conseguenti diverse lunghezze dei fronti... A voler lavorare bene... andrebbero sistemate, ma serve un TM normale in appoggio ai fiducilai, non posso sistemarle con la modesta entità: in una occasione in cui sistemai per allineamenti e squadri una cosa simile mi venne annullato il TM con la motivazione che il riposizionamento del fabbricato deve avvenire tramite rilievo strumentale appoggiato a punti fiduciali (dopo che era passato dall'approvazione automatica tra l'altro). Visto che la discriminante tra sistemare e non sistemare sostanzialmente è il"rilievo strumentale" e di conseguenza il costo della pratica al cliente, mi chiedo se sia necessario o opportuno. Esiste un limite entro il quale le piccole differenze sono tollerabili? Se rappresenti tutto il contorno dell'edificio in linea rossa è come se tu inserissi un nuovo edificio al posto di quello precedente demolito e quindi modifica del 100% dell'intero edificio e rilievo appoggiato ai PF. In alternativa tu puoi togliere e aggiungere porzioni dell'edificio senza demolirlo del tutto. Se la somma di queste porzioni è inferiore del 50%, sei in modesta entità e pregeo non richiede i PF. Quindi la tecnica principale è quella di non considerare l'intero contorno dell'edificio in linea rossa.
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cassini
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Si Latemar, tutto corretto. Ma la discussione verte su un fatto in cui tutti noi ci saremo imbattuti. Rilevo l'intero fabbricato e noto nella sovrapposizione che con quello in mappa c'è discordanza. Cosa del tutto naturale, dico io, vista la precisione della mappa e vista anche e soprattutto la sua valenza. Poi è chiaro che dobbiamo valutare caso per caso e tenendo in considerazione le tolleranze che sono in funzione dell'imperfezione di graficismo della mappa e di quelle riportate nella famosa tabella tra distanze misurate e distanze di mappa. Ma se le entità sono di 40 cm. di cosa stiamo parlando? Noi, questo è il mio pensiero, ci dobbiamo limitare ad evidenziare le vere discordanze. Intendo quelle di vere modifiche intervenute nel tempo e variazioni del posizionamento del fabbricato di metri all'interno del lotto. Anche tenendo di conto se il fabbricato è d'impianto o meno.
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Pippocad
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Südtirol
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Una domanda, non vorrei scrivere castronerie stante le differenze tra catasto e (mio) catasto: Ma nel Pregeo di ampliamento non posso inserire anche tutti i punti di dettaglio dell'edificio (e collegarli con linea continua nera) in modo da fornire al catasto tutto il sedime corretto? Io faccio così. Se poi il tecnico ha buona volontà ed altri riscontri rettifica d'ufficio queste piccole differenze. Non funziona così?
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cassini
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Pippo In una trasmissione TV di tanti anni fa con Frizzi c'era un Sudtirolese che si chiama Gerhard Kohlgruber che diceva sempre: Ciusto Signor Frizzi A condizione di agganciare all'estratto di mappa la linea nera. Io però non lo farei. Una volta verificata la conformità sono orpelli inutili e pericolosi. Lascerei i punti con le descrizioni ma non la linea nera. La procedura Pregeo è diventata molto delicata.
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Pippocad
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cassini
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Ostrega Direi proprio di no.
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SIMBA6464
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"Latemar" ha scritto:
In alternativa tu puoi togliere e aggiungere porzioni dell'edificio senza demolirlo del tutto. Se la somma di queste porzioni è inferiore del 50%, sei in modesta entità e pregeo non richiede i PF. Quindi la tecnica principale è quella di non considerare l'intero contorno dell'edificio in linea rossa. Salve Lo so che una svista Latemar, ma non è proprio come tu dici, le porzioni in demolizione possono anche superare il 50% dell'esistente sarebbe comunque modesta entità. cordiali saluti
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Latemar
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"SIMBA6464" ha scritto: "Latemar" ha scritto:
In alternativa tu puoi togliere e aggiungere porzioni dell'edificio senza demolirlo del tutto. Se la somma di queste porzioni è inferiore del 50%, sei in modesta entità e pregeo non richiede i PF. Quindi la tecnica principale è quella di non considerare l'intero contorno dell'edificio in linea rossa. Salve Lo so che una svista Latemar, ma non è proprio come tu dici, le porzioni in demolizione possono anche superare il 50% dell'esistente sarebbe comunque modesta entità. cordiali saluti Ciusto, hai ragione. Nel contesto del discorso non mi entrava questo caso di parti solo demolite quindi le modifiche le ho messe tutte assieme. Mi scuso.
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