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Autore EDILIZIA LIBERA esempi

geoalfa
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Inviato: 30 Dicembre 2023 alle ore 11:06

EDILIZIA LIBERA

16 ESEMPI di cosa è possibile realizzare senza nessun titolo o autorizzazione.

Sono solo degli esempi di lavori in edilizia libera, che non sono esaustivi di tutto quanto si può fare senza permesso e che possono essere oggetto di particolari eccezioni:

1. Pavimentare casa

Ripavimentare parzialmente o totalmente casa, compresi giardini, terrazzi o balconi, non richiede nessuna autorizzazione, ma soltanto il rispetto delle norme igienico sanitarie, qualora in un ambiente chiuso si decidesse di costruire una pavimentazione al di sopra della precedente.

2. Sostituire le finestre

Sostituire le finestre per lenire l’usura del tempo o migliorare il comportamento energetico della propria casa, non richiede permessi ed è valido per tutte le tipologie di infissi, interni ed esterni.

3. Ristrutturare il bagno

A seconda se la tipologia d’intervento si limita alla sola sostituzione dei sanitari o al totale rifacimento dell’ambiente (impianto e rifiniture comprese), la ristrutturazione del bagno può richiedere durata e costi differenti, ma anche certificazioni ad hoc.

Infatti, se nella maggior parte dei casi ristrutturare il bagno rientra nell’edilizia libera, per gli interventi di manutenzione straordinaria che incidono sulle parti strutturali è necessaria la SCIA, titolo abilitativo richiesto per i lavori di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo.

4. Rifare l’impianto elettrico o la sua messa a norma

Qualora il proprio impianto elettrico necessiti di interventi di riparazione, efficientamento o messa a norma, è possibile svolgere tali interventi autonomamente, dal momento che ognuno di essi rientra tra i lavori di edilizia libera.

5. Sostituire la caldaia con una pompa di calore

Tra i lavori di edilizia libera rientra anche la sostituzione della caldaia con una pompa di calore. Un’opera di manutenzione ordinaria dalla duplice valenza, mantenere sicuro il proprio impianto di calore e godere di un risparmio energetico importante per se stessi e per l’ambiente.

6. Tinteggiare la facciata

A meno di vincoli inerenti particolari edifici o zone del centro urbano, anche la tinteggiatura delle facciate rientra tra le pratiche dell’edilizia libera, e quindi realizzabile senza restrizioni o autorizzazioni.

7. Installare nuovi parapetti su balconi e terrazze

Sia che siano da installare, sostituire o riparare, anche i parapetti e le ringhiere rientrano tra gli interventi eseguibili senza alcun ausilio di permessi.

8. Costruire o rinnovare elementi da giardino

Quasi tutti i lavori di sistemazione del giardino, come ri-pavimentazione, installazione di un impianto di irrigazione, costruzione di barbecue in muratura, fontane, fioriere o elementi d’arredo, non richiedono particolari autorizzazioni.

Rientrano tra i lavori di edilizia libera anche l’installazione di gazebi, pergolati o coperture leggere.

9. Installare colonnine di ricarica per auto elettriche

L’installazione di colonnine di ricarica per le auto elettriche rientra tra le possibilità offerte dall’edilizia libera. L’auto elettrica, infatti, viene paragonata a un elettrodomestico, e quindi non servono né permessi del gestore di rete, né un nuovo contatore dedicato.

10. Installare un impianto fotovoltaico

Impianti fotovoltaici, solari o microeolici. Quando l’installazione avviene sul proprio tetto, o residenza, non serve nessun titolo abilitativo.

11. Opere di lattoneria

Non serve alcun titolo abilitativo anche per quanto riguarda la manutenzione o l’installazione di nuove grondaie e tubi pluviali, a patto che questi non modifichino il sistema di scarico. In tal caso serve munirsi di CILA: titolo abilitativo obbligatorio, necessario quando la ristrutturazione di un edificio avviene attraverso opere di manutenzione straordinaria.

12. Rimuovere le barriere architettoniche

Tutti gli interventi mirati all’abbattimento di barriere architettoniche, come la costruzione di una rampa di accesso, ascensori o montacarichi, è possibile realizzarli in regime di edilizia libera, a meno che non intacchino la struttura dell’edificio. Nel caso invece di ascensori esterni e visibili potrebbe essere necessaria un’autorizzazione paesaggistica.

13. Riparare gli impianti domestici

Rientrano tra i lavori di edilizia libera anche la riparazione o sostituzione di impianti domestici come quelli di scarico e igienico sanitari, di climatizzazione o antincendio, così come l’installazione di controsoffitti in cartongesso, purché non vadano a modificare nessun elemento strutturale.

14. Installare inferriate e sistemi antintrusione

Non necessitano di particolari autorizzazioni anche i lavori atti a installare, riparare o sostituire elementi come inferriate o sistemi di sicurezza.

15. Riparazione, rinnovamento o sostituzione del manto di copertura

Purché rispettino caratteristiche tipologiche e materiali utilizzati, anche interventi sui manti di copertura, come: sostituzione di tegole, riparazioni di camini, ripristino di fissaggi e tutto ciò che necessiti di una manutenzione periodica, rientrano tra le possibilità dell’edilizia libera.

16. Vetrate panoramiche amovibili

Un emendamento al DL Aiuti-bis approvato al Senato lo scorso 13 settembre e alla Camera il 15/9, ha ammesso tra gli interventi che si possono realizzare in edilizia libera (articolo 6 del Testo unico dell’Edilizia), le vetrate panoramiche amovibili trasparenti, purché siano rispettati alcuni requisiti:

Si tratta di un intervento inserito nel DPR 380/01 e non all’interno del Glossario di edilizia libera.

In particolare è stata inserita la lettera b-bis all’articolo 6 del Testo unico in edilizia:

“Gli interventi di realizzazione e installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti, cosiddette VEPA, dirette ad assolvere a funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche dei balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o di logge rientranti all’interno dell’edificio, purché tali elementi non configurino spazi stabilmente chiusi con conseguente variazione di volumi e di superfici, come definiti dal regolamento edilizio-tipo, che possano generare nuova volumetria o comportare il mutamento della destinazione d’uso dell’immobile anche da superficie accessoria a superficie utile.

Tali strutture devono favorire una naturale microaerazione che consenta la circolazione di un costante flusso di arieggiamento a garanzia della salubrità dei vani interni domestici ed avere caratteristiche tecnicocostruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente e da non modificare le preesistenti linee architettoniche”.

Ovviamente è molto sottile il confine tra veranda e vetrata panoramica e dunque è bene rivolgersi a un tecnico abilitato per evitare di incappare in un reato edilizio

 
 

 

 

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